Speciale Stella Magni - Parlano di
Stella
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:: ...la fortuna di un libro non la conosce
nessuno... ::
Ne han parlato...
***
Non so fare recensioni (se per questo, manco so scrivere)... però...
però... visto che ultimamente si è parlato tantissimo (e inutilmente) di altri
scritti pubblicizzati astutamente, scatenando le classiche polemiche online, e
la faccenda mi ha annoiato non poco, mi pare il caso di segnalare qualcosa di
cui invece vale la pena parlare e diffondere. Sulla pura fiducia...
Sono arrivata a
questo libro passando per esmivida che, a sua volta, è passato da mu. Ho letto l'intervista di
Pietro
Busalacchi all'autrice e poi la recensione di Isabella
Marchiolo. Quanto ho letto mi è piaciuto e mi ha fatto decidere di leggere
il libro.
inserito da
martebip | 12:20
|
Pubblicita'
occulta (tra parentesi la mia coscienza)
Nessuno vuole dirvi di comprare il libro di Stella
Magni, DANZA NELLA NOTTE, Marsilio
editore 12 euri e mezzo. Io l'ho letto (non e' vero) ed e'
bellissimo (non lo so). Lo comprero' (a dire la verita' tento il tutto per tutto
per aggidicarmi una delle due copie in regalo, cosi' faccio svenare la Magni a
spedirmelo in Germania) e lo sfogliero' (ma che biiiiip dici, tu che leggi solo
libri di storia e di scienza e che l'ultimo romanzo che hai provato, la ragazza
dal mantello rosso, l'hai mandato a cagare alla terza pagina, quando lei dice di
ricordarsi delle cose di quando aveva un anno); eppoi me lo portero' dietro
sulla U-Bahn, la metro tedesca (solo per fare il fighetto e attaccare con le
tedesche con la scusa delle lingue)...
Coscienza: Ma insomma perche' lo fai? Tu che credi la psicanalisi sia come la
termodinamica ai tempi di Sadi Carnot.
Risposta: Perche' voglio rompere 'sto ciclo pubblicita'-tv-critici che strozza
libri e musica!
PS: e qui' c'e' l'intervista.
Gira gira mescola
tira su il coperchio
fuoco fuoco notte e dì
i blogger fan così
[filastrocca dell'asilo]
Le pentole che sobbollono nella blogosfera sono innumerevoli e le pietanze
estremamente diversificate. Oggi gustiamoci un paio di iniziative
letterarie. Una mira a collegare parole e immagini, l'altra fa da
ponte tra cartaceo ed elettronico. Entrambe chiamano all'interazione.
Silvia
(blogging
sil) invita a ispirarsi al suo fotoblog
per scrivere bozzetti o brevi racconti da pubblicare sui vari blog cui sarà
puntato un opportuno collegamento ipertestuale (basta avvisarla).
Pietro
(BlogOltre) sta lanciando
una scrittrice esordiente, Stella Magni: ha proposto alla lettura i primi
capitoli del suo Danza
nella notte, l'ha intervistata
e lei si è resa disponibile a rispondere pubblicamente alle domande che possono
esserle rivolte nei commenti,
mettendo addirittura in palio due copie del suo libro per i migliori quesiti.
L'idea, rilanciata anche da Giorgia (Mu),
è quella di far circolare l'informazione di blog in blog per provare a darle
visibilità dal basso. Da parte mia sollecito chi abbia letto il libro a
esprimersi e a scrivermi
per essere pubblicato su Letture
e riletture.
scritto da Giulio Pianese 17:29
da massimo mantellini alle 22:19
Tam...tam...tam...C'è una scrittrice esordiente, Stella Magni col suo
" Danza
nella notte", che ha chiesto un aiuto. Ottenere una recensione sui
grandi media a quanto pare è più difficile che far pubblicare un libro. Ed
è da ottobre che non riesce a trovare "varchi". BlogOltre
e Mu ci siamo messi
d'impegno, o almeno ci stiamo provando. Il risultato è l'anteprima
della prime pagine del libro e una intervista
alla scrittrice. La quale, cortesemente, ha messo a disposizione due copie
del suddetto romanzo che verranno aggiudicate a chi le farà le due migliori
domande.
Ecco tutto. Ed ora, se potete dateci una mano pure voi... tam...tam...tam
servito in tavola da pietrobi | 19:38
Intrecci
Alcuni casi di "accoppiamenti giudiziosi" tra letteratura e rete.
Per la seconda volta in poco tempo, una scrittrice balza gli onori delle
blog-cronache (e, curiosamente, si tratta ancora una volta di un'autrice
Marsilio). Stavolta però la blogosfera si è mobilitata con un intento
costruttivo e non distruttivo. Stella Magni è una scrittrice all'esordio
che lamenta la difficoltà di ottenere spazio e recensioni sulla stampa cartacea
per il suo romanzo Danza
nella notte. I blogger l'hanno adottata dandole l'attenzione e la
visibilità negatale dai critici ufficiali (un altro capitolo della contesa
blogger vs. giornalisti?), a partire da Mu
fino a Blogoltre, che le ha dedicato uno speciale,
e poi via via molti altri, tra cui Manteblog
che così commenta: "Forse amo Internet per questo. E dei blog adoro spesso
il loro incredibile e improbabile egocentrismo. E la loro presunzione. E la
voglia di farsi alternativa (piccola) a tutta una serie di categorie
esistenti"
postato da marsilioblack | 09:33
Salotti letterari
Giorgia
si è scoperta
un talento da vera e propria talent – scout ed è stata l’iniziatrice di
un caso
letterario. La
cosa ha avuto poi un certo seguito e l’autrice è stata intervistata da Pietro
nel suo blog.
Dice cose interessanti; tra l’altro è sempre piacevole sentire cosa ha da
dire un autore sulla sua opera e sulla sua vita. Però però però. Eh sì,
c’è sempre un però. Però ad un certo punto l’intervistata afferma:
“Vi dirò la verità, ho deciso di abbandonare la falsa modestia, del resto
una pubblicazione che arriva a quaranta anni non ammette ulteriori “perdite
di tempo”, ma io sono convinta che se per esempio il romanzo arrivasse nelle
mani di un Costanzo, un Raffaele Morelli, un Bruno Vespa, tanto per citarne
alcuni, diventerebbe un best-seller”. Dia retta a me, signora, lasci
perdere. Se qualcuno dei sopracitati dovesse invitarla nel suo salotto,
declini gentilmente l’offerta. Senta come risponde il mio amato Christian
Bobin (anche in Francia hanno i maurizicostanziciò e le porteaperte) quando
riceve inviti del genere: “Mi chiedete di parlare dei miei libri. Questa
richiesta è certo benevola. Ma ho imparato a mie spese che certi modi di
amare sanno solo nuocerci. Ecco come interpreto la vostra richiesta: ‘Venga
a svilire i suoi libri parlandone con noi’. Ed ecco come vi rispondo: il
ciliegio offre i suoi frutti all’erba folta e ai passerotti golosi. Capita
che le sue ciliegie viaggino e danzino sui banchi del mercato, ma esso si
intestardisce nella sua ventosa solitudine. Sotto il suo berretto di fiori
bianchi, pensa ai rossori che verranno e non riesce a immaginarsi sulle
strade, a render conto del suo lavoro”. Sì, certi luoghi sono proprio
svilenti di natura. Non è a caso che un Erri De Luca (tanto per fare un nome)
non sia mai passato per nessuno di essi. Eppure vende. Più che a salotti,
assomigliano a postriboli della letteratura. Non svilisca anche lei il suo
libro, signora, dia retta.
blurbed by esmivida |
Ars gratia
artis!
PARTORITO. Sono una
donna nuova. Adesso posso abbandonarlo in un cassonetto differenziato per il
frutto del peccato?
(by
LaPizia)
E' questo il mio caso letterario,
GiorgiaMu che mi scrivi
ripetutamente per chiedermi aiuto nel costruire un caso letterario. Io ti
ringrazio per essere la mia rassegnaBlog personale. L'hai fatto senza esserne
richiesta e ti giuro che mi sei sempre di grandissimo aiuto. Ma stavolta non
posso seguirti. E te lo scrissi, alla Tavolata di Zu, di venire a trovarmi perché di
certe cose volevo parlarti di persona. Non l'hai fatto, non mi scrivi più. Mi
costringi a risponderti pubblicamente. Eccomi qua. Cominciamo dalla
scritta del dipinto di Magritte: questa non è una pipa. Lo sembra,
Michelangelo le avrebbe dato una martellata sul becco esclamando perché non
parli! Io qui sulle mensole ne ho una collezione e guardo quella, guardo gli
originali, non saprei che scegliere. Ma quella non è una pipa. Come il
libro della tua amica, carissima Giorgia. Non è detto che tutto ciò che sia
stato pubblicato sia da caso letterario. Anzi. Però sono andata a verificare
di persona, da PietroBlogOltre. Un
paio di pagine che non mi catturano, il risguardo di copertina, alcune critiche
osannanti. Non mi piace. Non mi interessa. Non lo ritengo neanche un
libro decente. Tanto meno un caso letterario da far esplodere attraverso
l'Internet tam tam. Buono al massimo per la collezione Armony, roba da
casalinghe insoddisfatte. E mi dispiace, non sai quanto, che tu ti sia
offesa. Che non mi scriva più neanche le tue segnalazioni. Perché vuol dire
che in sette mesi di blogStronzate, tra un lazzo e una riflessione non sono
riuscita a trasmetterti la filosofia di mariemarion. Oggi la chiamerei
bloggherite atipica. Che s'alimenta e s'entusiasma di ciò che scrivete voi
Giorgia, e non di ciò che viene pubblicato o recensito in giro. Se può
interessarti, l'ultimo caso letterario degno di rispetto fu Sodomie in corpo
11 di Busi. Dopo di lui il nulla, a parte le magistrali sceneggiature dei
writer americani. Seguirono secoli bui, direbbe Mick che dal medioevo alla
rivoluzione industriale ci ha messo una toppa. E un giorno venne Blogger,
et Deus dixit fiat lux! E bea disse: maledetti vi amerò! Anche
se nessuno v'ha insegnato che la cultura non è ostentazione di erudizione, non è
laurea più o meno breve, non è l'aggregarsi beota alle pagine di Repubblica o
Manifesto. Anche se non avete mai capito l'amore entusiastico con cui, a
volte con la salute a tre cilindri come stasera, v'ho linkato, commentato e
detto bravi. Bloggherite atipica, appunto. Guardale là quelle parole di
Pizia, Giorgia. E
impara a leggerle oltre le parole. Lei non si sbrodola addosso il suo aver
concluso la sua opera prima. Il suo primo libro. Vent'anni fa, ad averci
avuto il blog, quel 3 maggio alle tre e cinquantacinque di mattina che m'andava
di svegliare l'universo intero dalla felicità, l'avrei scritto a caratteri
cubitali che avevo messo la parola fine al mio primo libro. Lei no. Con i
toni a metà tra il verghiano e il tacitiano asciutta comunica: ho
partorito. E poi: sono una donna nuova. Senza neanche spiegare di cosa si
tratti. Chi sa capisce, chi non sa... saprà, prima o poi. In quelle parole lì
il mio caso letterario, Giorgia. In quegli accenti misurati tutto il dolore
di un travaglio costato mesi di notti rubate al sonno e tempo alla
vita. Altro che autocompiacimento! Pizia sa che c'è poco da
incipriarsi. Ha toccato con mano la maledizione di dio. In due parole tutte
le sue scottature. Le bruceranno ancora per lungo tempo. Forse pagherà caro
in termini di vita privata il suo aver voluto misurarsi con la dannazione delle
parole. Che non le metti in fila tanto semplicemente, sai Giorgia. I
grandi scrittori lo dicono, nessuna creazione è più infame della
letteratura. Piaccia o no a coloro che si autodefiniscono scrittori con un
grande senso di compiacimento presuntuoso. Beati loro. I miei libri stanno
lì. Manco a suon di miliardi ci rimetterei le mani per l'ultimo screaming. La
tua amica, immeritatamente secondo me, viene pubblicata da una casa editrice
seria e conosciuta. Famosa, direi. Ma non le basta il suo posto al sole che
non ha meritato. E viene a piangere da te perché tu le faccia da cassa di
risonanza attraverso i blogger. Lei s'è voluta misurare direttamente con la
Grande Letteratura. Blogger io? no grazie! Caspita, micacazzi direbbe
io... E i miei blogger preferiti chi sono, dei coglioni che per noia
s'abbandonano a esercizi di stile? Ma li sai fare i doverosi raffronti
Giorgia? O per te, nel momento in cui un libro esce con tanto di copertina e
di imprimatur diventa automaticamente un capolavoro. Piaccia o no, ve
l'abbiano insegnato a no, scrittore non è colui che pubblica ma colui che da
mane a sera e da sera a mane scrive dentro la propria testa pensieri
forsennati. Mentre dorme. Al primo risveglio, quando gli pare d'averle
tutte lì a portata di mano le parole perfette. Bellissime, più belle di
quelle dei poeti immortali. Che però subito fuggono, puttane. Scollegate,
senza più costrutto poetico al primo raggio d'una realtà bieca che trasluce
dalla persiana. Ghignanti come il ghigno della Ragion Pura che sempre uccide
la poesia. Lasciandoti nel deserto del raziocinio che da sempre stupra
l'artista. Ma per quanto tu razionalmente decida di metterti a inseguire
altri sogni, loro ritornano. Ti chiamano, t'ammaliano, t'avvincono offrendosi
come ghirlande infiorate. E maledetto tu torni a rincorrerle come le Sirene
di Ulisse. Non le avrai mai. Per questo chi scrive è
maledetto. Leggetevi Rilke, Hemingway, Miller. Scrittori si nasce, non lo
si diventa per diritto di visto si stampi.
Ecco, lo vedi -mi dico, quando
leggo queste cose qui- lo vedi che abbiamo una spropositata idea di libertà che
a dirla bene contagia il prossimo. E ha la stessa identica radice: siamo
umani, troppo umani. Di fronte a delle albe e delle costrizioni che ci
ficcherebbero volentieri sotto due metri di terra.
Strelnik mi ruba la parola. Io da
sempre ripeto: noi NON siamo virtuali! Ma lui più bravo di me riassume la mia
filosofia in due righe dal colore della poesia. Di più. Vi si legge (a
sapervi leggere amica mia) sempre l'imbarazzo di colui che vorrebbe ma poi si
dice: che cacchio sto affà, chi sono io per osare di misurarmi con le parole.
Osa amico mio, osa. Ognuno di voi dovrebbe imparare l'ultimo segreto. A
liberare la propria libertà attraverso le parole. Senza pudore. L'arte non
ammette imbarazzo né timidezze, quando è fine a se stessa. Quando non la si
reclama per diritto di non so più cosa. Quando è soltanto ars gratia
artis.
A volte passa tempo. Tra un
tasto e l’altro, una pagina o un pensiero, bastano pochi secondi oppure ore, o
mesi, chissà. Non ho mai sospeso questo blog, angolo remoto, semplicemente
non ho avuto niente da dire. Ho avvertito il pudore per i miei pensieri, e
sono stati lì, ad ascoltarli sorpreso, a tratti avvinto e stremato. Questo
mi avvince. La possibilità di tracciare un sentiero e poi sparire, per
riapparire mille e più volte con apparente
illogicità.
Questo è Manilo Ombra, ne vogliamo
parlare? La sua Sicilia, penombra dei ricordi era così avvincente che
neanche mi sono sognata di aggiungervi un mio discutibile blà. Le parole di
Manilo m'hanno fatto ricordare il profumo della zagara. L'ho cercata invano
su Google. Trecento foto di Sicilia una più brutta dell'altra. Nessuna
ricordava il profumo della zagara in fiore. Racchiuso nella mia memoria che
sa di Verga, Pirandello e Sciascia. Oggi ritorna quel profumo attraverso la
poesia di Manilo che ritorna alla vita. Incapace di tradurre in parole ben
altre lotte che non quelle per il lessico, è stato mesi senza parlare. Poi se
n'esce così, con il sottile delinearsi tenue di un'ombra, il titolo del suo
blog. Altro non aggiungo, per non profanare.
Dopo tutto, quello che mi dispiace
non è di non avere tempo per me (questo blog è un rubare tempo alla giornata).
Ma di non avere tempo per leggere quello che succede nel giorno. Tutte
quelle labili tracce che troviamo sul percorso della giornata, quei segnali che
le coincidenze ci comunicano: incrociare improvvisamente lo sguardo di una
persona, ricevere una telefonata imprevista, una frase detta con un tono
particolare, un imprevisto che ci risparmia un problema. E' tutto lì, in
quella selva di messaggi ignorati che sono le nostre giornate, che spesso non
codifico e che per fortuna riaffiorano nei sogni o nei pensieri che non mi fanno
dormire. Molte volte non riesco a coglierli subito, allora li elaboro, ne
tengo conto, mi alleno per la prossima occasione. Ieri, al bar del 'caffè
d'orzo buono', c'era un signore sui sessanta che beveva una birra con uno
sguardo vacuo e tristissimo. Di lui so solamente che cerca lavoro e non
trova una sola occasione. I suoi occhi mi chiamavano e io non sono riuscito
a sedermi con lui, ad ascoltare la sua storia. Ho lasciato pagato un caffè
alla cassa. Questo non avrà reso la sua vita più semplice. ma i suoi occhi
erano uno di quei segnali che la giornata ti
presenta.
Filosoficamente Palòmar. Umano, troppo umano
direbbe Nietzsche di lui. Umani tutti troppo, direi io. Belli e dannati i
miei blogger preferiti che sempre si tengono lontani dai facili osanna di
regime. Te lo voglio dire qua sopra, amico Pal. Che la tua moda delle
recchiette sui libri mi fa orrore. I miei restano intonsi anche se letti
mille volte. Casomai all'interno la matita. Per sottolineare e prendere
appunti sulla stessa pagina che sto leggendo. Ma le orecchie al libro
jamé. Te le perdono Pal. Vuoi che non perdoni proprio a te un peccato così
veniale? Tu leggi, e si vede. Tutto il resto non conta. Perché attraverso
il blog stai lanciando una moda. Quella della lettura, delle orecchiette
alle cime di libri.
Non ricorderò mai di che colore
sono le forstizie. Che freddo...il freddo acuisce i sensi, lo sapevi? perchè
non parli, ti prego di' qualcosa, non c'è più tempo lo so. Voglio smettere
di pensare...qualcuno per favore, tu, ti prego vedi ecco spegni la luce. Il
dolore è tuo, non lo puoi condividere con nessuno, il dolore non è
condivisibile. Il dolore è personale non lo scambi non lo baratti con altri
dolori. Io soffro? No, mai! Il telefono suona, non rispondo. La
mattina presto nel dormiveglia ho pensieri geniali, che si perdono al risveglio.
Per favore basta, mi fate scendere? Non ho nulla, solo parole con me. Non
bastano? Fatemi passare comunque. Voglio essere inconsapevole, mi
schiaccia tutta questa consapevolezza me la levi di dosso? Ti prego dai, di'
qualcosa. urla, io sono qui sputami addosso. Io sono qui,
sparami.
LuomoNelQuadro mi
ricorda Jonesco. Lui li chiama esercizi di stile. Io la chiamo dannazione che
si libera attraverso le parole. La dannazione che si fa fremito d'arte.
Vorrebbe, accenna il leit motiv come nelle Sinfonie di Beethoven. Poi ristà,
fugge, abortisce il suo slancio perché ancora schiava del predominio della
Ragion Pura. Fino alla prossima volta, fino al nuovo maledetto posted
by... Schiavi, tutti, del vostro dannato pudore dei sentimenti. V'hanno
insegnato a non riconoscerli. A vergognarvene. A tenervi lontani da
loro. Figli tutti di un materialismo che vi vuole inquadrati
nell'anticonformismo delle convenzioni. Mai liberi di liberare la vostra
libertà, quale essa sia. La vostra tragedia è che non avete più maestri.
Noi li avevamo. Ci offendevano, ci prendevano a parolacce. Ci guardavano
con l'aria di dire: come osi?! Ma ci hanno fatto misurare con l'arte, quella
vera. E quell'unica volta che ti dicevano bravo, cazzo, c'era da toccare
l'universo con un dito. I vostri cattivi maestri v'hanno insegnato che
l'anima non esiste. Tutto è materia, alleluiah! Siamo terra per ceci,
alleluiah! Pensa a te stesso e soltanto a te stesso sennò sei uno
psicopatico. Il giorno che moriremo sarà stato come non essere mai
nati. Come aver percorso invano il cammino del dolore che porta alla
Coscienza dell'Esistere. Vi piaccia o no voi l'anima ce l'avete. Trasuda
dalle parole tutte che con la salute a tre cilindri avrei voluto linkare dai
miei blogger preferiti. Non ci riesco. Ma sono tutti lì, alla destra di te
che stai leggendo. Leggi il dolore delle mie bloggerine. Sempre travestito di
un coraggio che non c'è. La paura di vivere. La paura di amare. La
paura di lottare. La paura di scrivere. La paura di esporsi al pubblico
ludibrio. Paura, sempre paura. E senso d'inadeguatezza. Disagio per un
sentirsi diversi. Di una diversità che ci accomuna tutti, se solo qualcuno si
fosse degnato di insegnarvelo.
Percepire, esprimere,
confrontarsi e crescere. Perché la condivisione raddoppia il
piacere.
Zu, Maestro di Bovisa, il link dal
volto umano. E' grazie al suo reiki che riesco ad arrivare fino in
fondo. Lui ed io il medesimo progetto. Condividere. Perché alla fin fine
sai che ti dico Giorgia? Che a noi tutti non ce ne sbatte un beneamato cazzo
di finire sui giornali o in tivvù. E manco di di scrivere, se la vuoi sapere
tutta. All'appello dei miei blogger preferiti manca gente che
semplicemente... divertendosi diverte. Si chiamano Hotel Messico, Rillo, Mirza, Buba dalle fotografie capolavoro,
Zoee che per inserire Zop ho cancellato anche lei così adesso
non ci sono nessuno dei due, qualcuno me li inserisca tutti questi nomi per
favore... ammé ir compiuter mi odia. Si chiamano Leonardo, quando semplicemente
racconta il suo narrare Ungaretti ai bambini. E l'ultimo acquisto in serata:
Brutti.comBlog. Grazie a Puntoeacapo per avermelo
segnalato. Si chiamano Ride si sapis. Noi non vogliamo diventare
un caso letterario, Giorgia. Ma semplicemente condividere. La nostra
sofferenza. La nostra giocosità. Per crescere
insieme. Forse.
UnaDonnaPerAmico
Ma noi ce ne andremo al
momento giusto. E nel modo che ha detto Eluard: "Non verremo alla meta ad
uno ad uno. Ma a due a due. Se ci conosceremo a due a due, noi ci
conosceremo tutti, noi ci ameremo tutti e i figli un giorno rideranno
della leggenda nera dove un uomo lacrima in
solitudine."
strelnikov
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