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Le interviste

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:: Diario di un modo del tutto personale di distinguere... ::

x§: Personalità Confusa
Intervista di Pietro B.

Quando intervisto qualcuno che per un qualsiasi motivo si trincera,  del tutto legittimamente, dietro il paravento dell'anonimato, qualche piccolo timore ce l'ho. Uno di questi è sul reale sesso dell'interlocutore. Poi il tuo nome Personalità Confusa sembra fatto apposta per instillare il dubbio. Vogliamo allora dare da subito una parola chiarificatrice e definitiva almeno a questo? Sei una femminuccia o un maschietto?

Ne’ l’uno ne’ l’altro, caro Pietro!
Personalità Confusa è un’entità digitale multipla e plurisessuale. Ed è questo il segreto della formula. I testi sono scritti da un computer della NASA collegato in wireless con cinque diverse persone: una donna etero, una donna lesbica, un uomo etero, un uomo gay e, dulcis in fundo, un’ermafrodita. Ognuno dei 5 scrive il suo diario su un palmare, le diverse idee vengono trasmesse al computer centrale che grazie ad un software speciale frulla tutto e quindi aggrega i materiali e compone i post che la gente legge sul blog.
In redazione ci facciamo certe ammucchiate che ti lascio immaginare, e l’ermafrodita è il più scatenato (o scatenata) di tutti. Poi c’è questa Alessia, misteriosa e travolgente sacerdotessa del blogsex, una vera forza della natura. Insomma, questo blog è una specie di Rocky Horror Show trasferito su Internet. Ma temo che Personalità Confusa prima o poi farà la fine degli alieni di quel famoso musical. O forse finirà come gli Abba, il gruppo pop svedese i cui diversi componenti si accoppiavano fra di loro e grazie all’energia erotica sviluppata scrivevano quelle orrende canzoncine che – non so se ricordi – vendettero milioni di copie in tutto il mondo. Poi un brutto giorno i quattro Abba litigarono, smisero di fornicare e di scambiarsi i partner, la spinta propulsiva si esaurì e il successo scomparve. Ecco questo è il rischio che Personalità Confusa corre in questo momento: l’autodisintegrazione afrodisiaca. Mi auguro di non aver esagerato a esporre quanto sopra, che peraltro è la pura verità, e spero che il tuo sito non sia visitato dai bambini e dai deboli di cuore.

Adesso la domanda più scontata. Da dove viene il nome Personalità Confusa (o se preferisci personalità konfusa o x§)?

Bzzz... bzzz... Scusa un secondo, Pietrissimo, il collegamento via satellite con il computer centrale è lento, ci sono delle interferenze, la parabola non prende, ho poco campo. Ecco, ora prende. Temo di doverti dare una risposta  e quindi per nulla interessante. Non so se conosci Vinicio Capossela. E' uno dei miei musicisti preferiti. Te lo consiglio davvero, ha inciso dei bei dischi, molto originali e suonati come dio comanda. A parte questo, lui una volta in un'intervista disse che le sue canzoni erano dedicate a tutte le "personalità confuse", cioè a quei personaggi perdenti e senza le idee chiare che si muovono nel mare in tempesta della vita, insomma l'umanità di quelli che non contano un fico secco. Credo di appartenere a questa umanità, e anche a me piace raccontare questa roba: la pura quotidianità di chi ha tanti dubbi e fa fatica ad arrivare alla fine del mese. Quindi devo una pizza o un caffe' a Vinicio Capossela, che mi ha ispirato il titolo di questo blog.

Avevo cominciato a leggere il tuo blog dal presente, però qualcosa non tornava. Sono andato, faticosamente  grazie alle complicazioni archivistiche di splinder.it, indietro nel tempo fino all'inizio del tuo blog. A questo punto ho letto di seguito i primi due mesi. Sorpresa! Leggendo dal primo post in poi si ha l'impressione di leggere un romanzo, divertente e ben scritto in cui l'autore (cioè tu) usa il contenitore blog come modulo stilistico. Ossia in altri termini sembra che Personalità Confusa sia in realtà un romanzo sotto forma di blog. Con i suoi personaggi, i flash-back tra una situazione e l'altra e qualche cenno al resto della blogosfera. Toppato?

Tu sì che ne capisci di 'sta roba, Pietrone!  Oddìo, a voler ben guardare, quasi tutti i miei post rappresentano momenti a se stanti di un normale diario, e quindi di un blog, e perciò è normale che il materiale più recente appaia all'apertura della pagina. Ma per certi versi, il blog ha una sua trama, poiché alcuni personaggi veri o inventati che popolano la mia fantasia malata ritornano nei diversi articoli: la figura del malvagio Direttore Marketing del Blog, fantasma della mia insana aspirazione a cavare qualche lira dal sito, è apparsa spesso a partire da gennaio e ha vissuto diverse avventure immaginarie. Bisognerebbe capire se il blog, con il suo sistema di archiviazione "a ritroso", si presti o meno a questo tipo di lettura sequenziale. Non lo so, mi piacerebbe rigirarti la domanda: secondo te un blog è adatto ad essere letto come un romanzo che si sviluppa giorno dopo giorno, anzi post dopo post? Il lettore può essere invogliato a seguire un blog che ha una sua trama? O rischia di non capire nulla appena abbia perso qualche puntata precedente? I post dovrebbero apparire nell'ordine cronologico, ossia prima i post più vecchi e poi via via i post più recenti, come accadrebbe in un libro di carta? Ma se così fosse, sarebbe ancora un blog? O diventerebbe soltanto una storia pubblicata su Internet? Sinceramente, io sono troppo ignorante in materia di blog e moduli stilistici per rispondere a queste domande. Potremmo organizzare un bel convegno e parlarne tutti assieme, e intitolarlo "I blog vanno letti dalla prima pagina dall'ultima?" Ci vorrebbe Borges. A lui sarebbe piaciuta l'idea di una storia da leggere al contrario e che si rinnova giorno dopo giorno, all'infinito. Ma Borges, caro Pietro, è morto.

Visto che hai capovolto le parti ti rispondo. Si, penso che un blog possa essere letto come un romanzo a patto che non se ne perda una puntata o lo si stampi e lo rimpagini  nella sequenza normale, come io ho fatto con Personalità Confusa. Ovviamente quello stampato non è più un blog ma solo una proiezione sulla dimensione del foglio di carta di esso. Riprendendo le redini dell'intervista, e continuando a leggere Personalità confusa, non posso tacere quanto mi sto divertendo. La tua scrittura è brillante, la battuta fulminante. Come in questo caso in cui parli di una tua collega "dirimpettaia":

Ecco, si avvicina la collega dirimpettaia. Trentenne, laureata, nubile, parrucchiere ogni settimana, aperitivi al Gattopardo Cafè. In ufficio, se il mio hobby è il blog, il suo è mandare seicento SMS al giorno al nuovo fidanzato. Il quale però quando va allo stadio è pure cornuto, poverino. E non lo sa. Non lo conosco ma un giorno dovrò trovare il modo di avvertirlo, ad esempio con una lettera anonima scritta coi ritagli di giornale:

Stai CON una scema E 6 pure becco
Firmato xsonalitaconfusa (ma sì, diamogli un indizio, tanto non capisce).

Per attaccare discorso la dirimpettaia mi pone il quesito più brillante che le passa per la testolina ben pettinata:

- Ma tu hai visto ieri sera il film con Giooorg Cluneiiii?
- Quello dello spumante?
- Cheeee???
- Dico, George Clooney, è quello dello spumante, quello che per andare alle feste deve portarsi lo spumante altrimenti non lo fanno entrare...
(lei mi guarda, aggrotta la fronte, poi si illumina: ha capito)
- Aaaaaaaaaaahsssssì! Lo spot! Nomartininopartiiii!!! Che fico, neh?
- Neh?

- Ma si può sapere cosa stai scrivendo? La tua autobiografia?
- ...sì, direi di sì... più o meno...
- Uuuuuuuuuh dai-dai-dai!! fammela leggere daaaiii!!
- Senti...
- Edddaiiiii!!!!
- Ma una padellata di cazzi tuoi, fritti, non te la vuoi fare?
- Uffaaaa, sei sempre volgare!

E si allontana. Meno male. Forse ho esagerato, che dici? Non so come mi vengano, devo essere sull'orlo della pazzia. Per questo sono in cura.

Meritatissimo in tal senso il "Premio speciale satira sui blogger" assegnatoti da The Gnu Economy per un post superbamente ironico dal titolo "I turbamenti del giovane blogger". Tu sei la dimostrazione che le donne (non ho detto le mogli, le compagne, le fidanzate ho detto le "donne") sono più intelligenti degli uomini solo che non lo sanno. La domanda, più intelligente che mi riesce di fare adesso è: perché io non sono bravo come te? 

E questa sarebbe la domanda intelligente, specie di Pietroide? Innanzitutto, ti ricordo che stai parlando con un'entità pansessuale e trascendente venuta dal futuro per comunicare con voi umani attraverso il blog e la rete. In secondo luogo, mi stai facendo arrossire, con tutti questi complimenti. In verità, a me non pare di scrivere così bene. Dico sul serio. E ti confidero' che Splinder è l'unico editore che mi pubblica qualcosa. Ma non sei il primo che mi dice di essersi divertito leggendomi. Dunque, ammettiamo senza concederlo che io come centinaia di altri blogger non professionisti scriva discretamente e abbia un pochino di talento. Cosa dovremmo farci con codesto talento inespresso? Faccio alcune ipotesi:

1) i blog sono stati inventati dalle case editrici per evitare di ricevere tutti quei manoscritti e quei curriculum vitae che fino a ieri inondavano le loro caselle di posta. Adesso gli aspiranti giornalisti e gli scrittori in erba possono sfogarsi con i blog senza rompere le scatole a editori e postini.

2) i blog vanno usati come le bancarelle. Lo scribacchino dilettante espone la sua mercanzia e prega la madonna che passi qualcuno di importante e compri qualcosa (a qualcuno è successo, adesso gira in rolls royce per le vie del centro e non risponde più alle email)

3) il destino dei bloggers è scrivere gratis e mantenere gratis il loro blog vita natural durante, o almeno finché avra' un piccolo seguito.

4) se un blogger non emerge (se non svilupperà la sua scrittura su media più conosciuti e - diciamolo - più remunerativi del suo blog), questo significa che non ha un vero talento

Siamo alla quinta domanda ed io sono perdutamente tuo fan. E come tutti i fan che si rispettino sono curiosissimo di tutto quello che ti riguarda. Per esempio, come ti è venuta l'idea di Personalità Confusa? Intendo il blog e quello che vi stai mettendo dentro? Il tuo lavoro attuale ha a che fare con il web?

E dai, Pietrino, sei in ginocchio, sembra l'intervista di Socci a Berlusconi! Posso interromperti mentre fai le domande e cambiare discorso? Che so, parlare male della magistratura? Hai del cerone? Va bene, basta pagliacciate, rispondo e ti rivelo la verità rivelata. Spero che l'audience non si addormenti. Il mio lavoro non ha molto a che fare col web, anche se conosco un po' di html e nel tempo libero ho realizzato qualche sito per mio diletto e un paio di siti aziendali. Diciamo che lavoro in una piccola società che sostiene di fornire fantomatici servizi di comunicazione & marketing ad aziende informatiche. Non chiedermi quali servizi perche' non lo ho capito neanche io, non lo capisce nessuno, nemmeno i clienti, e infatti andiamo malissimo. Sono l'ultima ruota del carro e a 32 anni guadagno tre lire in croce.

A settembre, durante il mio cazzeggio quotidiano sul web apprendo da Clarence.com che esiste 'sto Splinder. Così, un po' per gioco ho aperto il mio diario telematico, a mio uso e consumo, per tener traccia dei miei pensieri e di certe idee balorde che ho in testa. Dopo qualche settimana, con grande sorpresa scopro che qualcuno lo legge e allora ci ho messo un po' di fantasia. Poi trovo i blog degli altri, ce ne sono di magnifici e sconosciuti. E' un'interazione molto interessante, molto vivace: un'interazione in cui conta solo la parola scritta, e quindi il cervello. Diciamocelo: chi 'blogga' in genere è una persona curiosa e che ha voglia di scrivere. I fessi, una maggioranza che in altri ambiti trionfa, qui sono pressoche' esclusi. Molte delle idee del mio blog sono nate dall'interazione con altre scritture, con i lettori, con altri blog. Ma queste cose te le avranno già dette tutti gli intervistati. Piuttosto, scusami se ancora una volta prendo le redini dell'intervista, che poi mi pare più una conversazione che un'intervista: poco fa, quando eravamo fuori onda, mi chiedevi come mai il mio blog non trova uno straccio di editore disposto a comprarselo o a farmi scrivere un libro o su un giornale. Ecco questo è un tema che mi interessa. Come mai, perdìo? Tu hai qualche amico editore? Io mi vendo per poco. Ho scritto alla Feltrinelli per chiedergli se mi pubblicavano il blog su carta. Mi hanno risposto che non accettano manoscritti fino al 2009 e che il personale è al completo. Ho scritto ad Anna Masera (LaStampa) e Francesca Reboli (Happyweb): molto gentili, ma dicono che non ci sono soldi. Che devo fare, a Pie'?

Probabilmente devi avere maggiore fiducia in te stessa, mostrare gli attributi (si, si le palle insomma), mettere 'sto benedetto blog su carta e portartelo in giro insieme al rossetto, al cellulare ed ai fazzolettini di carta alla camomilla. Se fosse vero che la Feltrinelli non accetta manoscritti fino al 2009 meglio che chiuda. Che ti dicano che non ci sono soldi mi fa solo ridere, per non piangere. E' con TE che li devono fare e li farebbero a palate, ma non si rendono conto? E poi tutto il mistero intorno alla tua vera identità solo quello vale almeno 10-15 mila copie. Se fosse vero quello che hai detto nell'altra recente intervista a Zeus News...

[..]E poi, nella realtà per così dire fisica sono una persona estremamente riservata e timida, di una timidezza al limite della psichiatria. Balbetto, mi sudano le mani e le ascelle, mi tremano le mani, mi accendo la sigaretta al contrario...Ho paura che deluderei moltissimo coloro che mi leggono se andassi a mostrarmi ad una di quelle conferenze, alle quali peraltro non saprei nemmeno cosa dire.[..]

... oltre che brava saresti proprio duale. Una quando scrivi un'altra nella vita "reale" che tradotta in soldoni valgono altre 10 mila copie garantite. Stiamo insomma parlando di una potenziale Patricia Cornwell dell'italiche sponde. E non mi dire adesso che esagero!

Non so se esageri, o Pierpietro, in verità in verità ti dico: non sta me giudicare. Senti, ma non potevi sposare Inge Feltrinelli anziche' tua moglie? La Inge sarà pure un vecchia babbiona crucca (e con questa mi gioco la Feltrinelli per tutta la vita) ma almeno a quest'ora io avrei la tua benedizione e il contratto in tasca, e penserei già alla copertina blu con il simbolo x§ bianco. Tu qui mi parli di soldi a palate, di bestseller... A me pare un po' esagerato, ma a questo punto comincio a montarmi la testa. Se qualcuno legge 'sta intervista e non mi conosce, quando andrà a sfogliare il mio blog si aspetterà Dostoevskj.

Mi sembra di capire che la tesi unanime, anche tua, sia che nessun blogger dilettante, per quanto di talento, divverà mai un vero scrittore finche' non metterà il blog su carta. Insomma, il blog in digitale, cioè nella sua vera natura, non vale una mazza, nemmeno come vetrina. Questo mi pare un po' triste, sminuisce molto la valenza del weblog e di Internet come luogo editoriale. E poi pensa come sarebbe più comodo un bello spamming a tutti gli editori "venite a leggere i miei racconti sono tutti su http// paraponziponzipoblogspot com". Vorrà dire che domani stampo le 150 pagine di x§ e vado a bussare alle porte di tutti gli editori di questo mondo, lo spedisco a cani e porci. Temo che avrò bisogno di parecchi francobolli. Patricia Cornwell chi è, quella delle autopsie e dei morti ammazzati?

Quanto alla dualità, sta diventando, almeno per me, un aspetto divertentissimo: la mia metà 'blogica' fa una bella vita, cazzeggia dalla mattina alla sera, concede interviste, scrive articoli e articoletti in diversi posti, discute con un sacco di gente, non guadagna una lira ma se la ride a sparare vaccate con i suoi pessimi amici blog, a cui vuole un sacco di bene. Non deve preoccuparsi dell'affitto, del lavoro, di niente.

Il problema è la mia metà extrablogica. Quella timida che si pippa tutte le menate "terrene" per portare a casa la pagnotta, quella che ogni giorno deve incontrare persone (il capoufficio, i colleghi schiavi, ecc.) a cui dei blog non gliene frega niente e non sanno nemmeno che esistono. Quella è un po' più incazzata. Per ora è meglio che le due metà non si incontrino, potrebbero picchiarsi. Mi rendo conto che quello che ho appena detto, ammesso sia comprensibile, è la soglia della schizofrenia. E' grave, dottore?

Direi molto grave, e senza cura. Però rifletti, senza tutto questo tu non saresti una "Personalità Confusa", o sbaglio?
Bene, adesso, che dalla regia mi dicono che è tempo di chiudere l'intervista, vorrei sapere in ultimo, e se possibile, cosa ne pensano i tuoi personaggi (ad esempio il direttore del marketing del blog, principessa, la dirimpettaia) di questa intervista. Secondo loro è riuscita?

Principessa - nobildonna ladra di carrelli da supermarket - è un personaggio che esiste davvero, le sue avventure sono state scritte a quattro mani con un'altra blogger ( http://tentatividifuga.splinder.it ) quando come due giovani Age & Scarpelli (che modestia, eh?) scrivevamo assieme. Poi abbiamo preso strade diverse. Un po' mi manca.
 
Principessa a proposito di questa intervista direbbe che non ci ha capito un tubo perche' non sa nemmeno accendere il pc figuriamoci capire sia un blog. Chiederebbe perche' io e te invece di stare qui a cianciare e a perdere tempo non ce ne andiamo finalmente a lavorare. Non si preoccupi, signora Principessa, abbiamo quasi finito.
 
Anche la dirimpettaia esiste davvero, e ignora cosa sia un blog. Leggendo questa intervista verrebbe a sapere cio' che penso di lei e mi toglierebbe il saluto. Ma scoprirebbe che avere un blog è molto di moda, e percio' aprirebbe a sua volta un blog molto trendy, con resoconti dettagliati delle sue session presso parrucchieri, centri estetici, palestre con solarium, weekend a Sestri Levante e lounge bar sui Navigli.
 
La cassiera dell'esselunga credo mi ringrazierebbero della citazione, le mosche Fatima e Zamira direbbero che bzzzz bzzzzzz bzz!, il Robecchi prima di leggerla indosserebbe la tuta anticazzate, Giovane Blogger lo direbbe a tutti i suoi amici, il cane Tea abbaierebbe, mentre il vecchio pianista cubano Ruben Gonzales sorridendo accennerebbe gli accordi di una rumba.
 
Quanto al Direttore Marketing, lascerei che intervenisse direttamente, posso farlo entrare? Eccolo:

<nota: il direttore parla col font courier new> Buongiorno, ing. Busalacchi, sono il Direttore Marketing della PersonalitaConfusa SpA. Prenda il biglietto da visita. Se mi permette prima di chiudere vorrei che ora parlassimo di un subject che mi sta particolarmente a cuore: me stesso. Dopo il Master in Business Admistration a Stanford, come prima occupazione sono stato Sales & Marketing Operations Senior Consultant Manager in Boston Consulting, poi Ernst & Young & Rubicam Consulting, quindi KPMG Peat Marwick Johnson & Peerl Consulting, robine da 25 milioni netti al mese più bonus, fringe, ticket restaurant da 20 ?, auto aziendale, nokia aziendale, laptop aziendale, palm aziendale, carta di credito VISA 'sector no limits' aziendale, tessera millemiglia aziendale con la quale mi facevo ogni anno le vacanze in Tailandia, pass aziendale per il privè dell'Hollywood di Milano... Insomma ero un uomo felice e realizzato. Un lunedì mattina ero in bagno, mi stavo preparando per l'ufficio, stavo leggendo Wired sul gabinetto e proprio li', all'improvviso ho visto la luce: capito che il futuro dell'economia era nei weblog. Mi sono alzato dalla tazza senza tirare lo sciaquone, ho impugnato il nokia aziendale che avevo lasciato di fianco al bidet, ho chiamato la mia segretaria e mi sono licenziato. "Vado a lavorare per un weblog, mi prepari la liquidazione, pezzo di gallina!", le ho detto. A
desso sono Direttore Marketing di questo weblog. Che a lei farà pure ridere ma a me non mi fattura un euro, sono senza stipendio da 4 mesi. Non so se è stata una buona idea, forse era meglio restare nella mia consulting.
Di questa interview sono abbastanza soddisfatto per un solo motivo: adoro qualsiasi activity che comporti link e tracking di audience verso il mio blog. Quanti visitatori unici al giorno fattura il suo Blogoltre, piu' di 5.000? 10.000? Un milione? Come va il rating della sua media post/click sull'Aggregator di Granieri? E nelle classifiche di Pop.SkipIntro.org come siete messi? E su Blogshares? Dove le mando la fattura per il tempo che le abbiamo dedicato?

Non è necessario che rispondi alle assurde domande del Direttore, lui è solo un cialtrone. Grazie di tutto, è stato divertentissimo fare questa intervista. Alla fine quando parlavo di tutti i personaggi mi sembrava davvero di averli tutti li' intorno a me. Mi stavo quasi commuovendo, dico sul serio.


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