Le interviste

:: Giorgia (Mu) ::

Giorgia (Mu): « Occhei, il sermone è finito, andate in pace..»
Intervista di Pietro B.

Giorgia (Mu) in persona...Se Palomar rappresenta, per i blog, la riflessione pacata e le parole centellinate, Giorgia in arte "Mu" e "Toyoito" è la rivincita della spensieratezza, della vitalità e della gioia di esserci e di parlarsi in rete.  Il suo giovane e frizzante blog diverte e  coinvolge, pur non rinunciando a sprazzi di approfondimenti anche su argomenti di stretta attualità.

Le sue risposte alle mie domande sono state rapide come mai mi era successo prima d'ora e l'intervista è scivolata liscia come l'olio. Cara Giorgia, divertici e inondaci della tua esuberanza. Ne abbiamo proprio bisogno.

Intanto, sbirciamo nei suoi due weblog...


7 dicembre 2002 - (da Toyoito)

GOOGLISM...

giorgia is a unicef ambassador and puts her own musical
giorgia is placed only seventh
giorgia is a graduate from rome economics university
giorgia is the author of almost all songs in collaboration with fabio colalsanti; pino daniele wrote two songs of the album
giorgia is in her fifth year as a student of the diamond approach to inner realization and
giorgia is definately senza ali
giorgia is not working
giorgia is a chartered accountant with a b
giorgia is a gifted vocalist and deserves to have worldwide acclaim and attention
giorgia is not well known outside of italy
giorgia is wereldberoemd in
giorgia is niet minder dan de ex
giorgia is a
giorgia is a graduate from rome economics university where she earned a bachelor's degree in business
giorgia is msc
giorgia is one of several so
giorgia is going to start the first italian class for kids
giorgia is an exceptional lady
giorgia is a servant in the castle and her daughter killed herself after kurt used and subsequently abandoned
giorgia is an italian girl who moved to japan just for studying japanese history
giorgia is the first one to act
giorgia is no longer under the tutorship of pino daniele and for the first time she is back with an album she completely wrote and produced by herself
giorgia is back with a completely new look and cd
giorgia is awsome
giorgia is l
giorgia is 1
giorgia is a guest in herbie hancock's duet tour across europe's most prestigious festivals
giorgia is all of this
giorgia is leaving too
giorgia is right
giorgia is herbie hancock's guest in a two
giorgia is 23 years old and she works in an office whereas antonia is 20 years old and she works as a secretary...

18 Novembre 2002 (da mu)

Continuiamo con il filone "sermone": Thiago dice che secondo lui il cristianesimo è/è stato uno dei mali peggiori dell'occidente.
Probabilmente ha pure ragione.
Io, per esempio, tra le altre cose, non sopporto le crociate, sì, quelle fatte nel medioevo per andare a indottrinare l'"infedele" ("infedele" de che?!? fedele ad un'altra religione, semmai, quindi fatti i cavoli tuoi, crociato di m*rda!! [e scusate per la parola "crociato"...lo so, certe parole non si dovrebbero dire...]). Che poi lo sanno tutti che ai principi medievali in realtà di andare a indottrinare gli "infedeli" non gliene fregava una cippa, era tutta una questione politica...
Come dicevo ieri, sono l'ultima persona a cui si potrebbe chiedere di evangelizzare il resto del mondo, proprio perché sono convinta che ognuno debba essere libero di credere in quello che vuole, perché, finché non intacca la libertà degli altri, è nel suo sacrosanto diritto.
Come diceva non so chi, la libertà di ognuno finisce dove inizia quella dell'altro.
Perciò, se a me va di credere che gesù Bambino è nato da una madre vergine, anche se la cosa detta così fa ridere anche me (la sapete quella barzelletta su Gesù? allora... Si dice che Gesù in realtà fosse italiano: infatti solo un italiano potrebbe vivere in famiglia fino ai trent'anni, e credere pure che la propria madre sia vergine... hahahahaha!! occhei, lo so, le barzellette non le so raccontare...), non penso di fare del male a nessuno, no? E' una cosa mia, personale. Se qualcun altro vuole credere che gli asini volano, va benissimo, fatti suoi, che male mi fa? Quindi, se altre persone invece di chiamarlo Dio, lo chiamano Allah, o Yaweh, o anche Ugo o quant'altro, va benissimo. Se vogliono credere che non esista né Dio, né Allah, né Yaweh, né tantomeno Ugo, va benissimo lo stesso. Il punto della questione è che nessuno dovrebbe sentirsi tanto superiore nel poter giudicare quale sia la verità su un dogma (che, in quanto dogma, è inspiegabile) da voler costringere anche solo un altra persona a pensarla esattamente come lui/lei.
Occhei, con questo concludo davvero la mia filippica sull'argomento - questo non è mica il blog dell'Osservatore Romano (che, tra parentesi, non ho mai letto!!!)!!! :-P

17 Novembre 2002  (da mu)

Stamattina sono andata con mia madre a trovare una sua amica che è da poco uscita dall'ospedale. Mentre andavamo lì, per strada, tra le altre cose & persone, ci passa davanti un piccolo gruppo di ragazzi e ragazze sui venti anni o poco più, tutti vestiti di tutto punto.

mamma: "Eh, si vede da lontano che sono testimoni di GENOVA..." (mi va di pensare che sia o un lapsus, o l'ha detto per ridere...)

 io: "beh, che ne sai, come fai a dirlo?"


mamma: "eh, si riconoscono, so' vestiti tutti uguali..."

io: "chevvordì, anche se vai davanti ad una scuola *qualsiasi*, all'ora dell'uscita, ti passa davanti un battaglione di teenager tutti vestiti uguali che fai fatica a riconoscere persino i tuoi figli...che, sono tutti testimoni di Geova??"

 mamma: "no, non è quello, è che li vedi, no? tutti vestiti precisi, le femmine con la gonna fino ai piedi...boh, sarà la loro morale, chennesò..."

 io: "beh, non so se è una questione di morale o meno, ma, in fin dei conti, se si vogliono vestire così che male ti fanno? se ti fermano e ti chiedono di ascoltarli, se non ti interess digli 'no, grazie' e finisce lì..."

 Poi lei ha cominciato a parlare a vanvera (sì, proprio a vanvera.) e a criticare tutte le religioni del mondo che non fossero il cattolicesimo, e mi sono un po' persa (è difficilissimo stare dietro a mia mamma che parla a vanvera...)...al che mi sono venute un mente due persone: una è StefanSia (ultimamente le sto facendo un po' di pubblicità, qui dentro!!! :-P), che in un suo "post" raccontava che non sopporta i cattolici e gli irlandesi (non so se le due cose sono collegate, suppongo che in qualche modo lo siano.). L'altro è un tizio in cui mi sono imbattuta una volta, un paio di anni fa, in una mailing list dedicata a Tori Amos, non mi ricordo il nome del tizio, ma mi ricordo benissimo che era un americano che studiava per diventare diacono di una chiesa di culto ortodosso.

 Premetto un paio di cosette:
1) la mia famiglia è cattolica;
2) sono appena tornata dalla messa.

 Eppure non mi dà fastidio quello che dice StefanSia, per un semplice motivo: penso che la religione non debba entrare nel merito della legislatura di uno stato (secondo voi, perché in Irlanda l'aborto è fuorilegge?). Io la vedo così, almeno. Credo che essere fedeli ad una religione sia una cosa talmente personale, che nel momento in cui si vuole imporre il proprio credo anche agli altri si compie un atto di violenza. Sono anche convinta che l'aborto non debba essere illegale da nessuna parte, anche perché non credo davvero che ci siano donne che se ne freghino e rimangano incinte a casaccio perché "tanto c'è l'aborto". Suppongo che se una persona ricorra all'aborto, lei per prima ci abbia pensato un bel po' di volte, e non sono certo io a poterle dire se è una cosa giusta o sbagliata. So che c'è la questione etica per cui ci si chiede se si debba considerare il feto un essere umano dal concepimento o solo dal momento in cui viene al mondo, ma comunque spesso si tratta anche della salute (fisica ed anche psicologica) della madre - un figlio non voluto soffrirà lui perché non si sente desiderato e farà soffrire i genitori perché non lo vogliono.

E qui è il punto in cui m'è venuto in mente il tizio della mailing list di Tori Amos: il suddetto individuo una volta aveva lanciato una discussione sull'aborto (Tori Amos aveva appena avuto un aborto spontaneo, come, tra parentesi, la mia mamma...cose che capitano, anche queste.), e un po' di persone risposero esprimendo la loro opinione. Ora, dico io, il mondo è bello perché è vario, no? Se tutti la pensassero allo stesso modo, secondo me non ci sarebbe gusto a vivere...eppure il tizio in questione cominciò a lanciare anatemi vari perché, gente di poca fede, nessuno la pensava come lui, il quale era straconvintissimo non solo che chiunque abortisca brucerà nelle fiamme dell'inferno, ma anche che chiunque non la pensasse come lui avrebbe fatto la stessa fine...eh, evviva la libertà di pensiero...personalmente, dato l'andazzo della discussione, io neanche gli ho risposto, primo perché come evangelista del mio credo lascio molto a desiderare, dal momento che sono fermamente convinta che nella dottrina cattolica ci siano molte cose da "svecchiare", e secondo perché tanto non la pensavo (e non la penso tuttora) come lui, quindi sapevo già come mi avrebbe risposto, per cui sarebbe stata solo fatica sprecata (ahò, scrivere al piccì dopo un po' fa venire male ai polpastrelli, mica no!!).

 La morale ("...è sempre quella, fai merenda con girella...") è che ultimamente, a causa dell'11 Settembre e di bin Laden, siamo portati a pensare che sia l'islam ad essere pericoloso, ma a mio modesto parere sono gli integralismi, di qualunque tipo essi siano, ad essere il male dei nostri tempi.

[Occhei, il sermone è finito, andate in pace...;-)]

 

Gira voce tra i blog che tu sei una primatista in fatto di numero di scarpa che porti. Ci potresti svelare la reale misura?

Ehm...dipende dal tipo di scarpe...diciamo che se devo comprare delle scarpe carine, da
femminuccia, quelle che si portano solo con i collant, allora è probabile che un 40 mi
entri (ho detto *è probabile*, non è sicuro al 100%...), ma se devo comprare delle scarpe da ginnastica vado dritta alle scatole col numero 42 stampigliato sopra, con i commessi che mi guardano di traverso...ahò, ma che devo fa, ho i piedoni!! :)

Puoi farci un rapido quadro dei weblog che hai attivi ? E da quanto tempo?

Ne ho solo due, uno in inglese ed uno in italiano. 
Quello inglese è nato nel febbraio 2002, un po' per tenermi in esercizio con l'inglese, un
po' per comunicare le mie misfatte ai miei amici anglofoni senza intasare le loro caselle
email, e un po' perché mi sembrava un'idea interessante avere un blog - un bel modo di
comunicare, ho pensato quando ho scoperto di che si trattava.
Poi ci ho preso gusto, e, quando mi è arrivata la comunicazione della nascita di splinder
come piattaforma blog, ho pensato che un blog in italiano non mi avrebbe fatto male, anche perché stavo cominciando a pensare e scrivere *solo* in inglese...
In questi ultimi tempi mi sono dedicata molto di più al blog in italiano, senza un motivo
particolare, ma non ho intenzione di chiudere quello inglese...ci sono affezionata!!!

Hai allora una percezione di prima mano di quanto e come si sia diffuso il fenomeno "weblog" nei paesi anglofoni?

Devo dire la verità...più che nei paesi anglofoni tout-court, all'inizio ho notato una vastissima popolazione di "blogganti" di Singapore e delle Filippine!! Giuro!! Poi ho iniziato a fare il cosiddetto "blog-hopping", o "zompettamento tra diari" per chi
chiama da fuori Londra, praticamente trovavo i link di altri blog sui blog che visitavo, e visitavo anche quelli...so per certo che il primo blog che ho visitato, in assoluto, è quello di Firda, e da lì mi si è aperto un mondo...all'inizio ho
notato che c'erano in giro quasi solo blog scritti in inglese, anche se non era la lingua madre del proprietario, ma ora le cose sono molto cambiate.

Come descriveresti i contenuti dei tuoi blog?

In genere scrivo le cose più personali su quello in italiano, mentre su quello in inglese pubblico o i cosiddetti "rants" (sermoni del genere "incavolato moderato/andante"), oppure le risposte alle Monday Missions di PromoGuy o commenti alle notizie provenienti dall'Italia per i miei amici all'estero (in pratica li istruisco sulle stranezze del nostro Paese...). Ma non è una regola precisa, non ne ho una, a dire il vero, scrivo solo quello che mi va di scrivere, indifferentemente se in italiano o in inglese, e lo inserisco nel blog di lingua appropriata!! :)

I tuoi lettori-amici internazionali sono molto diversi dai tuoi lettori-amici italiani?

Credo di sì. Forse perché in Italia il "fenomeno blog" è ancora una novità, quindi la gente lascia commenti che non commentano affatto, più che altro per avvertirti che anche loro hanno un blog...i miei "amici internazionali", come li chiami tu, lasciano
molti meno commenti, ma mi accorgo che hanno letto quello che ho scritto perché poi ne parliamo anche via e-mail o al telefono. E' un approccio diverso, non ci si può aspettare che tutti commentino in maniera massiccia, ma, come dice mio padre, il mondo è bello
perché è "avariato"... :)))

C'è qualche tema che riguarda l'Italia che riscuote maggior interesse tra i lettori del tuo blog in lingua inglese?

Una volta ho inserito nel blog in inglese la ricetta della pastiera napoletana, devo dire che ha riscosso un bel successo!! In realtà non mi sono fatta un'idea precisa di cosa possa essere più interessante per loro... credo però che prossimamente proverò a
fare un sondaggio in merito.

I blog stanno attraversando una fase di grande e costante crescita. Almeno dal punto di vista quantitativo. Cosa pensi riguardo alla "qualità"?

Beh, la questione è se uno ha qualcosa da dire o meno, e se questo qualcosa possa in qualche modo interessare ad altri. Ovviamente uno ha il diritto di scrivere quello che vuole, questo è il bello (e il brutto, contemporaneamente) del web, perciò non si ha un
vero controllo della qualità, bisogna lasciare tutto in mano al buonsenso delle persone. Se si inizia a tenere un blog solo perché tutti ce l'hanno, allora diventa solo un fenomeno di costume, come avere un cellulare, e, in questo modo, diventerà difficile (ma
non impossibile) scovare dei blog "di qualità". Con questo non voglio dire che la qualità sia rara, mi auguro che non sia così, perché a me piace leggere quello che scrivono gli altri, ma è facile cadere nel dozzinale quando si segue solo la moda dell'ultimo
momento.

C'è il pericolo, a tuo avviso, che noi "bloggatori" ci stancheremo presto di questo "giocattolo"?

Come ho già detto, se si è iniziato a tenere un blog perché tutti gli altri lo fanno, allora c'è questo rischio. Però, probabilmente, alla fine se ne stancheranno solo quelli che in effetti hanno iniziato per moda...forse dopo rimarrà solo la qualità, no? :)

Domanda di rito: quando scrivi lo fai in funzione di chi sai che in qualche modo ti leggerà o non tieni conto di questo? In altri termini nei tuoi interventi (Zu docet) tieni in conto che io come tuo lettore possa gradire che si parli nel tuo blog di Pinco anziché di Pallino?

Sicuramente non mi metto a sparare a zero di proposito su altre persone solo per fare "audience"...mica sono Alda D'Eusanio!!! :)
No, seriamente, scrivo quello che voglio scrivere cercando di non offendere la sensibilità degli altri a titolo gratuito, ma se qualcosa non mi piace e lo voglio dire non mi faccio problemi. Oltretutto, se a qualcuno non piace quello che scrivo può sempre cambiare canale...oops, volevo dire leggere qualcos'altro!!

Il blog non è anche, e in qualche modo, di chi lo legge?

Uhm...sì e no. Voglio dire, "sì" perché nel momento in cui una persona può commentare, fa suo l'argomento trattato, partecipa, interagisce, quindi diventa parte integrante di tutto il processo, e "no" perché comunque, come diceva la mia professoressa di
italiano alle medie, "io ho la penna" (in questo caso il mouse...vabbè...), cosicché in effetti sono io che dirigo il tutto, nel senso che è facoltà del titolare del blog anche, che so, cancellare commenti indesiderati o impedire ad alcune persone di
commentare.
Io non l'ho mai fatto, un po' perché non ne ho avuto bisogno, ed un po' perché credo che anche opinioni discordi dalla mia abbiano il diritto di essere espresse...quindi, ritornando alla tua domanda, credo che il mio blog in effetti sia un po' di tutti quelli che
lo leggono.

Per finire, una previsione alla Nostradamus. Il tuo blog tra nel 2012, cosa sarà? E cosa pensi diventerà Internet in generale tra dieci anni?

Il mio blog tra 10 anni? il blog di una quasi-39enne, of course!! :))))
Più che una previsione, che non sono in grado di fare perché non sono né Nostradamus né Renato Mannheimer, né, ringraziando il cielo, Klaus Davi, la speranza è che Internet diventi un posto un po' meno disseminato di schifezze (p0rn0 e p*i*edofili, tanto per capirci...) ed un po' più utile come mezzo informativo.
Ti ringrazio per avermi intervistato, mi sono sentita famosa come Pippo Baudo!! Che emozione!! :)))
(...che dici, me li sono bruciati i miei 15 minuti di fama? era meglio che li "consumavo" dalla De Filippi??...)