Le interviste

:: MarieMarion ::

Quando ho chiesto tramite e-mail a Mariemarion se accettava l'intervista la sua riposta è stata un'e-mail che vi riporto quasi integralmente:

Ti chiedo scusa per il ritardo di questa imeir. Dovuto a un transito planetario terrificante che tra l'altro provoca il brek aut der compiute. Ieri sera ho parlato di te, dei tuoi siciliani, di Capitan La Loggia che si propone di chiedere altri voti dopo aver "scavato l'acqua ventimila metri sotto l'Etna". E' andato tutto perduto, tra un po' ricomincerò da capo. Chiedimi quello che vuoi, sarà un onore per me risponderti con la massima sincerità fuori dai denti cariati. Ma se m'accorgerò (ci puoi giurare!) che la tua è soltanto la curiosità di chi vuol sapere da che parte politica sono schierata, t'avverto subito: Non di Desca, né di Sinisca, né di centroDesca né di CentroSinisca, né di Centro di di estrema desca né d'estrema sinisca. Nasco dalle ceneri di quella Rivoluzione russa che fu madre a mia madre e matrigna  a me. Nasco con la voglia di mitra e poi "sento" piangere dentro me quell'uomo figlio anch'egli di una tragica inutile tragedia di vita e non sarò mai capace di sparare a nessuno. Ma la rabbia è tanta, e allora vòlgo il capo all'indietro, verso la Rivoluzione illuminista  oggi mia vera madre. Che volge verso lo spiritualismo di Steiner passando per il materialismo di Marx attraverso la poesia di Nicce che immagina il Superuomo non come l'Uomo Superiore agli altri ma come l'Uomo che riesce a Superare la propria tragica animalità, fonte di un egoismo che rende utopica ogni ideologia. Di tutto un po' da Cristo a Ghandi, da Marx a Lenin, da Fromm a Steiner superando i fondamentalismi che mettono il paraocchi al Libero Pensiero. Demitizzando tutti, per prima me stessa,  per ricostruire le tavole dei Nuovi Valori, le nuove Regole del Bene e del Male prive di un miope fondamentalismo e di antichi falsi valori. La mia Rivoluzione passa per le parole di coloro che, Grandi più di noi, ci hanno preceduto, e si chiama rivoluzione del Buon Senso. E si chiama Rabbia, purissima Rabbia!, di fronte al Meridione oggi dimenticato nella incivilissima Firenze che "accoglie" i NO GROBBA che buoni buoni  e bene al caldo e bene sotto i riflettori di mezzo mondo "parlano a sproloquio" di problemi del Terzo Mondo.
Dimenticando che il Terzo Mondo E' QUI! OGGI NOW! Negli ospedali lager di Roma Napoli e immagino Palermo dove si muore prima di morire. Dove l'acqua e financo l'aria vengono fatte pagare a peso d'oro dai nuovi mafiosi figli e nipoti dei vecchi mafiosi. Dove ventisei piccole bare muoiono congelate sotto il ghiaccio dell'INDIFFERENZA!
Se questo era quel che volevi sapere, be', l'intervista ce l'hai. D'altro ti risponderò se mi chiederai ciò che vuoi sapere.


Eccovi ora, come di consueto, un assaggio di un intervento tipo di Mariemarion.

(11 Novembre 2202)

PUBBRICITA'
Disobbedienza civile... e quando mai...
Spegnere per propria scelta i motori delle macchine... e quando mai
Dimenticare i mercati ortofrutticoli e la mafia dei commercianti per comprare direttamente dal contadino... e quando mai...
Ignorare gli Ipermarket venditutto e tornare a far guadagnare i vecchi artigiani... e quando mai...
Farsi durare un compiute o un terefonino fino acché rigetta se stesso e si suicida... e quando mai...
Ignorare definitivamente i ricchi negozi da fintoricchi e acquistare al Mercatino dell'usato jeans griffati Armani o Valentino dismessi dai fintoricchi, a otto euro il paio, novissimi in puro lastex... e quando mai...
Avé Stefano il Grande "doc" Amati a cena e preparargli sarcicce e faggioli veropovero da ricchi intenditori fregandosene de sarmone e crema di scampi che fanno ngrassà e intossicano il fegato... e quando mai...
Regalà ncappotto abbandonato da anni nell'armadio a un peruviano senza lavoro e dirgli: grazie se l'accetti! Giustappunto che dovevo svuotà l'armadio... e quando mai...
SEMO TUTTI FINTIRICCHI! TUTTI NO GROBBA!
Grazie NO GROBBA! per essere stati buoni buoni una settimana senza aver distrutto Firenze. Grazie per aver cantato e ballato fino a tarda notte di sabato invece di essere giù coi vecchi morammazzati del Molise. Grazie per aver risolto i problemi del TerzoMondo ché da oggi i MIEI PERUVIANI finalmente mangiano e anche i loro bambini! Grazie per aver rotto il cazzo a seimila tra poliziotti carabinieri e guardie di finanza lontani tutti per una settimana dalle proprie famiglie a chiedersi: occh'é faccio sabato, sparo per primo o aspetto ir sampietrino nell'occhio?
Oggi ci'ò luna quadrata, cambiate canale e sintonizzatevi sul Grande padre di tutti noi, quel Giulio Pianese che l'animaccia sua riesce a dire le stesse cose mie senza rabbia né parolacce. Vaffanculo Zu, me ne vado tra i gladiatori morenti e lascio a te per testamento l'ultima scintilla di rabbia sincera. Mi raccomando, fanne buon uso. Grazie Zu per aver ricordato che esiste un GRANDE BEPPE GRILLO! E chi vo' l'asterisco se vada a legge VERBAMANENT! Ir brog dove Saggezza e Cultura si coniugano alla Tolleranza, quella Vera, quella che io non ho mai posseduto ecchisenefrega! Usate il terecomando e cancellatemi dai links, almeno bofonchierò da sola il mio urlo finale a questa vita di merda...
Almeno potrò ringraziare in santa pace chi me pare ammé, anche se non è di Sinisca, soprattutto se non è di Sinisca...
GRAZIE, PRESIDENTE STORACE!
A mia figlia e a qualcun altro stamattina è arrivata una lettera gentilissima da parte della Regione Lazio. Con la quale finalmente veniamo messi al corrente che esiste una tassa automobilistica regionale da pagarsi già dall'anno 2000 (occh'é, nc'era la Sinisca ar Governo allora?). Gli uffici regionali stavolta nce dicono: mortacci tua, paga sinnò te scateno ir Monte dei paschi e poi so' cazzi tua per tutte le tue future generazioni a venire financo da n'artra Galassia! No, ci sono numeri telefonici, fax e imeir per contattare gli stessi uffici nel caso in cui si supponga che detta tassa non debba essere pagata.
GRAZIE PRESIDENTE, per aver capito che non siamo dei criminali, ma soltanto povera gente che nce la fa più.
La tassa di mia figlia, che invito a venire a ritirare da Zibi quando le pare, per esempio riguarda una specie di sfascio di moto dimenticata da anni nel garage di una sua amica perché faceva talmente schifo che nessuno l'ha voluta comprare. Lucrum cessans, damnum emergens, diceva qualcuno. Voglio dire, amico Storace: mi devo liberare di un cassonetto a due o a quattro ruote. Bene, metto l'avviso su porta Portese, me telefonano, nla vonno perché n'è più de moda e poi il passaggio di proprietà è superiore al valore del cassonetto. Nel frattempo il cassonetto sta fermo, relegato da qualche parte o per strada. Nel frattempo ce devo da pagà sopra l'assicurazione, il bollo e mo' la tassa regionale. Nel frattempo con quei quattro soldi che ad abolire il costo del passaggio di proprietà potrei finalmente venderlo il cassonetto, potrei comprare un cassonetto seminuovo a due o quattro ruote. Nse po', da na parte devo da pagà assicurazione, bollo e tassa regionale pe ncassonetto che nposso vende perché il passaggio di proprietà è troppo, dall'altra nposso comprà un cassonetto magari usato mpo' meglio de quello parcheggiato da anni nel garage dell'amico. BLOCCANDO COSI' TUTTO IL MERCATO DELL'USATO AUTOMOLISTCO ch'è ormai allo sfascio. Però i padroni di Sinisca hanno fatto la legge sulla rottamazione in favore di quell'Agnelli che oggi mette quarantamila in cassa integrazione cioè sul groppone ormai spiaccicato di noi tutti!
Nel frattempo, Caro presidente Storace, sento dì su RaiTré che a Roma il buon Veltroni vuole assumere altri CRIMINALI detti AUSILIARI della Polizia Urbana, insomma quei maladetti che ficcati nei cassonetti aspettano, guatano torvi dar buco e appena te sei allontanato allegro e fiducioso che in fondo in fondo il mondo è financo bello.... ZAC! na' bella murta e vaffanculo tiè, tacci tua!
Dice, caro Presidente, che la confessione fa bene all'animo. Se mòre npace insomma. Allora me voio confessà, coram populo, coram tutti, perché vòio morì co la coscienza tranquilla.
Ci'avete presente le multe? quelle che le riconosci puranco se sei cecato come me sporgere insolenti e impudiche dalla cassetta lugubre di una posta che non arriva mai perché chi s'aricorda ch'esisti? Be' te lo voio di', come dice la canzone, sì, te lo vòio proppio di' alla romana, caro Veltroni, te e i tuoi ausiliari del cazzo!
Ho aperto una cartellina, tutta carina, gialla nsopperché, ci'ò scritto sopra: MULTE! LI MORTACCI VOSTRI! e gnìvorta che m'arriva na multa indisponente la ficco dentro alla cartellina gialla senza manco aprirla! Mo' che me volete fa? Ce so già venuti qua gli ufficiali giudiziari, a pignorà du' poltrone fintoricco ch'avevo comprato a venticinquemila lire l'una al Mercatino del'usato, tiè, becca!
Na vorta è arrivata una multa per nonsocché bollo non pagato nel 1982!!! su un'Opel Ascona che iò detto a mi' marito: ecch'é se so' mpazziti? Quando mai ciabbiamo avuto nOpel Ascona che me fa puro schifo? Mi' marito poraccio cià la memoria dei lefanti e quasi piangendo s'è ricordato dell'Opel Ascona, io ancora no, devo da avé rimosso un'ignominia simile...
Sono dieci anni che non guido, ancora m'arrivano le multe, puntuali prima che trascorra l'ultimo giorno utile a prescriverle!
Una volta hanno fatto lo stesso vigile mortacci sua due multe alla stessa Vespa di mia figlia lo stesso giorno su due marciapiedi diversi. MA NCORPO CHE VE SPACCA, NA SGRICILATA ALLA ROMANA, MALEDETTI VIGILI E AUSILIARI ASSASSINI... A VOI MAI???!!!!
Ce stanno certi ingorghi a Roma da paura, ore fermi incuneati nel panico di file interminabili. Ndo' stanno i Vigili? A sistemà il traffico? Occh'é, sarete matti? Stanno tutti nfilati nei vicoli e vicoletti affà le multe dell'anima de li mortacci loro!
CHIEDO PACE CON LE ISTITUZIONI, PRESIDENTE STORACE! a nome di quei diecimila che la pensano come me e m'incoraggiano perché non hanno il coraggio, la cultura o ir compiute per dilla come se la sentono. Semo tutti stufi a Roma, ma stufi della brutta!
Ndo' stanno i cinquantamila miliardi di Roma Giubileo con i quali dovevano nascere i parcheggi a Roma?
E i centoventimilamiliardi per Roma Capitale?
IL CORAGGIO DI GOVERNARE, esiste da qualche fottutissima parte della politica italiota? Il coraggio di ficcare la tributaria nelle tasche di certi ex sindaci amici di palazzinari e donatori di centoventimiliardi di villette a schiera per i Zingari.... qualcuno ce l'ha?
Il coraggio di dire: Basta, famo pace. Romani! Famo che me date cinquanta euro per uno e croce su tutto, financo sul bollo di un'Opel Ascona dell'82 finita allo sfascio! Voglio dire: ai palazzinari di tutta Italia un condono l'anno, a noi multati di Roma... il fucile del Montepaschi?
Brogghisti, amici, friends, countrymen a dilla insieme co Shekspiar, MULTATI DI TUTTA ITALIA UNIAMOCI! a dilla insieme co Marx...
Un condono, n'amnistia, la grazia del Presidente della Repubblica.... la danno pure a sofri...
Ma noi siamo veramente tutti figli di mignotta?
Vado ar discaunt così me passano le madonne... marìmarò ncazzata nera... CANCELLAME DAR LINKS! SI' STO ADDI' PURO ATTE'!

Nel tuo blog (mariemarion.blogspot.com) usi un linguaggio particolare, una specie di  italiano-romanesco, che giudico molto efficace dal punto di vista comunicativo. Ci spieghi il motivo di questa scelta ?

la mia astronave  che da tempo immemorabile naviga nell'Infinito mare della Conoscenza. Marie Marion invece il nome vero di quella mia nonna morta di cancro a Verona trentanove anni nel '944. Fu quando mia figlia Pupa, più ostinata di me che non ne volevo sapere, mi aprì il brog.  Volevo chiamarlo Zarathustra ma Pupa, genietto della Pubbricità, mi disse mamma, so' tutti gnioranti, lascia perde. Allora decisi un nome che non sapesse di presunzione. Che nascesse dalle ceneri di quella Bea vissuta per il popolo che al popolo aveva dedicato la vita di ntellettuale senza puzza sotto il naso, alla fine derisa e vilipesa proprio perché non aveva la puzza sotto il naso. Quando tutto crolla la vita m'ha insegnato ch'è buona cosa rivolgersi indietro e tornare all'antico. Mia nonna,  che non ho potuto conoscere, che discendeva direttamente dai suoi avi francesi fondatori della Sorbona di Parigi. Per tutti un nome come un altro, uno sconosciutissimo nome che non avesse pretese, un nome comune di nonsoccosa, chettefrega.

Per me un richiamo alle radici, un treno che non si ferma mai nei miei incubi ricorrenti.... ma sempre va, chissaddove, lontano da questa capitale del Nordaffrica e del Malaffare. Verso il mio antico Nord, verso il mio Meridione che nei miei incubi ricorrenti si trasforma in un mare sparito dietro chilometri di cabine e ombrelloni. Dietro miliardi di case e ristoranti stracolmi di gente gniorante come i fintoricchi. Quel Meridione che ci vorrebbe niente a veder sviluppato, facendo ritornare a casa i cassaintegrati e tutti gli operai del Nord a fondare venticinque milioni di piccole aziende agrituristiche familiari, come l'aveva previste Lenin nella sua NEP, la Nuova Politica Economica che non potè attuare per sua premorte anzitempo. Un po' di Buon Senso Antico. Un po' d'amore vero frammisto a cultura antica che non nasce dall'intellettualismo di Sinisca.

Nl'ho capito Pié che volevi sapere, boh, prendilo per Coniato di vomito antico, alla maniera di un Grande Zu... Il linguaggio di mariemarion. Nasce da un'esigenza, come tutte le mode. Il primo ictus del Novantatré m'aveva tagliato il campo visivo all'altezza di quell'area comunemente conosciuta come "coda dell'occhio". Di cui, come dicono i sopraffini, non leggevo più i testi dalla sinistra, dall'inizio. E non li leggo ancora. Dopo mill'anni passati a correggere bozze e a leggere di tutto a una velocità vorticosa non si impara da grandi a leggere piano muovendo il capo da destra a sinistra. Perciò laddove non leggo... invento. Laddove non leggo ciò ch'ò scritto, taglio così faccio meno fatica. Insomma, nlo scrivo per niente, tanto nce la faccio a rilegge. Lo stile invece è un accrocco di stili, come la Garbatella a Roma. Nasce dalla non presunzione di quel purismo che m'hanno ficcato ntesta fin dalla nascita. Me lo disse per prima Cocca Barbieri, l'ex proprietaria della Sperling. Mi disse: Bea, sporcalo il tuo libro, è troppo perbene. Troppo da Accademia della Crusca. Così mi ricordai Tropico del Cancro, e le parolacce di Henry Miller. Avevo quattordici anni quando mia madre me lo mise in mano ridendo dopo averlo letto. Quando lo finii piansi, come quando leggevo la parola fine d'ogni libro, ma per la prima volta tra me e me dissi a me stessa: diventerò uno scrittore alla Miller.

In America c'è lo slang, in Italia no. Non puoi scrivere alla Miller col purismo d'Accademia degli Agiati. Allora cominciai ad accroccare le parole del popolo, di mia suocera, della gente del palazzo, di quell'Eduardo mio incommensurabile Maestro quando riporta anche lui le parole del popolo. Di quel mio marito adorabile che, figlio del popolo, non avendo potuto studiare lingrese nomina i suoi attori preferiti così come li legge, senza fare il fintoburino o il fintontellettuale. Cristud è il suo Clint Eastwood, Mer Ghibs il suo adorato Mel Gibson e così via, senza vergognarsi di ciò che non è sua colpa non sapere.
La malattia nel frattempo m'ha portato via metà sinapsi, e la memoria diventa sempre più corta. Così faccio come mio marito, scrivo le cose alla come me le sento e vaffanculo. L'Itaglia è mpopolo de scrittori, uno de meno meglio per tutti.  Tutto condito alla romanesca "di cui siccome che" ci'ò l'orecchio linguistico come Zu purtroppo parlo come 'na romana verace de Trastevere, come mi disse una volta la vecchia che vendeva le sigarette di contrabbando a Trastevere, appunto.

Ma sotto sotto sotto, Pietro, c'è la fierezza da veropovero ch'è quella di mio marito. In quest'Italia dei fintoricchi e dei fintontellettuali... libertà è stuprare li tagliano e na cena a base de sarcicce e faggioli per Stefano "doc" Amati, il comunista doc medico dei poveri che sembra uscito pari pari dalla Cittadella di Cronin. Domani sera mi fa l'onore di venire a cena da me... a magnà da veropovero de na vorta. Lui, figlio di ferroviere, lui, Figlio della Sinistra vera d'una volta. Uno scienziato vero che parla come magna, come se dice a Roma, come me, come tutti noi, e siamo rimasti in pochi, che non si pisciano addosso parole incomprensive, incomprensibili. Ad maiora Pietro BrogOrtre! Fatti due interviste scoop a un Grandissimo Gianni Minà e a Stefano doc Amati (figlio spirituale del prof. Di Bella). Te ne manderò le imeir privatamente, con la speranza che t'interessino ancora due veri figli di una Sinistra antica... Bea

 Mi hai disarmato, cara Beatrice, i tuoi sono tutti colpi bassi sotto la cintola. Cosa dirti?  Io non vivo di certezze, la mia formazione è cattolica (non praticante) che langue nel dubbio. Le mie idee politiche non sono "fede" e sono tutte di sinistra, che sarà la più merdosa del mondo ma so io quello che ho visto a Palermo fare dalla DC-PSI-FI. Abitavo vicino al quartiere di Brancaccio dove la parola mafia era proibita e l'appellativo di Comunista era un insulto, dove gli ordigni incendiari erano all'ordine del giorno e l'intimidazione palese. Sono stato iscritto al PCI, senza essere di fede comunista, per essere contro, contro i capi mandamento, contro la più schifosa DC d'Italia, contro un sistema che ti asserve e ti toglie il libero arbitrio. E' vero lo sconfitto sono stato io poiché ho dovuto lasciare la città che amavo, ma non sempre si può vincere. Sono però rimasto pulito onesto e con l'idea di una sinistra che lavora e lotta contro la mafia. Tutto, poi, può essere messo in discussione. La mia provenienza non è borghese, mio padre è un operaio e se fosse stato per lui non avrei nemmeno studiato. Faccio un lavoro che nulla a che vedere con i miei studi. Ho una moglie ed una figlia di quattro anni e  un fratello che lotta contro un osteo-sarcoma. Non gioco a fare l'intellettuale e non mi interessa esserlo.

M'accusi Pietro di dare colpi bassi alla cintola. Non è nel mio stile, io attacco l'avversario ficcandogli gli occhi negli occhi, alla maniera del Robespierre che fui e la cui rabbia ancora mantengo tutta viva. Forse hai creduto che volessi nascondere d'essere stato scrittore. Non lo fui. Per un anno circa fui la "cocca" di una mitica Cocca Barbieri ex Sperling oggi Frassinelli.  Quella che aveva capito d'aver a che fare con un talento verace e mi consigliava di "sporcare" il mio italiano da Ccademia dellaggiati. Non lo sporcai quel libro, amico mio. I problemi economici riaffiorarono nella mia vita e fui costretta a tornare a lavorare, a guadambià la pagnotta, come se dice a Roma. Tra uno sfratto e una bolletta esosa finirono i miei sogni di gloria. A casa mia nse piange, nse chiede niente alle istituzioni. Ci si tira su le maniche e si fa qualsiasi lavoro partendo dal quel grande insegnamento di quella mia grande madre di cui oggi ricorre l'anniversario della morte e cioè che ogni lavoro nobilita. Fui di nuovo sfruttata ma non me la prendo coi padroni: chi, come me, non è capace di chiedere i soldi che merita non "merita" che d'esser sfruttato, è legge di vita, è real politik. Ma ci ritirammo su e per una decina d'anni fumo quasi ricchi. Potevo entrare nella miglior profumeria in centro e ordinare la confezione più costosa di Opium, o di Cartier Noir, il mio profumo preferito, allora trecentomila lire la boccia più piccola.

Come m'insegnava Frabrizio Ciappi, neuropsichiatra in Perugia, un Grande della Psichiatria mondiale, mettevo da parte i soldi sfruttando il lavoro per ridiventare padrona della mia vita e della mia unica passione: scrivere. Quando i soldi furono abbastanza mandai affanculo ir padrone, come facevo sempre, senza neanche avvertirli che me ne andavo. Sparivo, di botto, una mattina, staccando il telefono. Lasciandoli nella più merda delle merde. Era la mia vendetta. Una bestia da soma come me non l'avrebbero più ritrovata. E mi ficcai dentro casa a scrivere, di nuovo. 

Finché una mattina, il destino sempre alle porte, erano le sei di un 19 gennaio del Novantatré, lasciai la penna dopo aver scritto la parola fine a una piece teatrale. Mi buttai sul letto giuliva e accesi l'ultima sigaretta. All'improvviso mi sembrò che m'avessero sparato alla testa e d'istinto volsi lo sguardo alla finestra e poi alla parete destra dalla quale sembrava esser provenuto lo sparo. I miei libri mi guatarono come a dire: noi nsemo stati! Capii che non di sparo si trattava, ma di un'esplosione proveniente dal di dentro del mio sacro cervello. Era il primo ictus, un'emorragia cerebrale subaracnoidea nso manco che significa. Dieci anni nei lager romani, poi Udine, un mitico Skrap numero Uno della microchirurgia mininvasiva dei tumori cerebrali, ne parlerò sur brog, e finalmente la guarigione. Ma i miei occhi non sono più quelli d'una volta, e i soldi nemmeno. Dopo dieci anni a vivere di un solo stipendio, un povero stipendio di un marito megasfruttato anche lui, .. lucrum cessans , damnum emergens... di nuovo i problemi economici. 

Che vuoi che ti dica, te lo dico! Che di là ci'ò la bolletta Telecom da centocinquantotto virgola cinquanta euro e l'ho nascosta perché a mio marito non venga un colpo. Perché non mi dica: se continui coi brog nce la famo più a pagà l'affitto. Che queste mani gelate in questa cameretta "plancia" di un mondo fatato che è quello dei brog potrei scaldarle con un termosifone ad olio. Ma poi chi la paga la bolletta dell'Enel? Che scrivere è un mestiere di lusso e per pagarmi le cartucce e stampare i mitici vostri Brog a volte faccio a meno di comprarmi da mangiare. Te lo dico, senza vergogna. Si vergogni chi ha i soldi truffati da lavori mai espletati (gli statali nuovi ladri di regime). 

Si vergognino le mignotte e mignottelle frocetti e venditori di culi di regime  che non hanno mai posseduto quel talento ostentato sul palcoscenico del Costanzo Show e intanto maneggiano milioni a decine di dubbia provenienza. Si vergognino i fintocreativi di Sinisca, gli art director, i copy, i "mitici" giornalisti pennivendoli che non hanno né talento né voglia di sacrificio né studio ma soltanto la tessera in tasca neanche di un mitico vecchio piccì. Il mio unico Mito è un mitico Gianni Minà buttato fuori dalla Rai di quel maiale di Zaccaria. Un giorno ne parlerò, di quel "vero" NO GLOBAL che ha speso di suo fino all'ultimo centesimo per aprire una rivista sulla quale si parla del suo Sudamerica in fin di vita! Da LUI, accetto lezioni di No Global. Dalla sua coerenza, perdio! E qui lo voglio ripetere, ciò che diceva mia madre comunista doc: "nessuno che non abbia fatto un giorno di fame, che non sia stato sfruttato almeno per un giorno SI AZZARDI A DEFINIRSI COMUNISTA!

Si vergogni chi sfrutta la povera gente e poi la sera lo trovi a riempirsi la bocca di "sacre rivoluzioni" nei costosissimi ristoranti di Trastevere e piazza Navona! A riempirsi la bocca distorione in letto di radicchio e prosciutto di daino, gli animalisti del cazzo! E di uova di quaglia, perché le uova di gallina nvanno più di moda nei palati raffinatissimi di quella gente di Sinisca la cui unica operazione culturrale consiste nell'aprire Case d'Enogastronomia! Dimenticando i bronx di Palermo, Napoli e Roma. E i terremotati di tutt'Italia a svernare nei container. E i morti di cancro nelle cattedrali del deserto di Porto Marghera e Brindisi!

Almeno io sono coerente, la mia penna non la vendo a pagarmi Internet né Le Must de Cartier. I miei ciddì sono tutti masterizzati, le mie videocassette, se non me regala mia figlia, sono tutte registrate. Al cnema mio marito ed io non ci andiamo più da anni. Chettefrega! prima o poi Canale Cinque ce lo riproporrà. L'altra sera ho visto Titanic, finalmente. So' grandi i Mericani, so' grandi, ripetevamo con mio marito. E quando mai in Italia! Condannata all'autodistruzione per AUTOCOMPIACIMENTO SENZA MERITO! Basta, io la penso così. Adesso chi mi odia, come dicevo prima, può farlo sapendo almeno chi e che cosa odiare!

Lo scopo principale che mi sono prefisso con queste interviste è quello di cercare di  capire  il rapporto che si instaura tra il blog, chi lo fa e chi lo legge. Tu non hai aggiunto i commenti al tuo blog però da quello che  scrivi questa "corrispondenza" con chi ti legge sembra essere molto forte. Cosa ne pensi?

Io non so se qualcuno si sia veramente reso conto della terrificante potenza massamdediologica dei blog. Praticamente un esempio di democrazia diretta, un poter parlare liberamente con il diritto per ognuno di poter esprimere il proprio libero pensiero. Qualcosa che non s'era mai verificato prima nella storia dell'uomo, neanche con le libere televisioni del Liberismo (ABC, BBC eccetera).
Mi chiedo che cosa accadrà quando il Grande Orecchio (che non ricordo mai come si chiama) s'accorgerà che da talune parti si è superato il limite invalicabile di una pseudolibertà che i Paesi cosiddetti democratici fan finta di regalare nella misura in cui non rompi le scatole al potere economico. Che ci sostiene e mantiene tutti, per adesso, fintanto che riusciremo a mantenerci buoni buoni all'interno del nostro essere SEMPRE POTENZIALI ACQUIRENTI DI MERCI DERIVANTI DA FALSI BISOGNI!


Perché accadrà. Per ora siamo tutti poeti, tutti scrittori, tutti creativi, tutti bisognosi di esternare pensieri e parole nel bisogno di soddisfare all'imperioso comando del quinto e più potente interruttore biologico: la Conoscenza, che è anche Comunicazione. E per il soddisfacimento di questo bisogno, fisiologico alla stregua della fame, della sete, del sonno e del sesso, per ora siamo tutti potenzialmente "amici", perché potenziali acquirenti di tecnologia informatica , di quell'Internet che, io non me lo scordo mai, è prima di tutto Potere Economico.
Cui prodest, che noi si sia veramente liberi?  Oggi prodest a parecchi che noi si compri qualunque oggetto e si paghino bollette telefoniche astronomiche per sentirci liberi.
Ma chi libero lo è, lo è davvero... Io non mi fido mai, io non so fino a quale punto ci lasceranno arrivare.


Non dimentico mai le condizioni generali di Microsoft all'interno delle quali si parla di "chiusura coatta, di interruzione della rete SENZA PREAVVERTENZA NE' GIUSTIFICAZIONE". Me ne chiedo il perché, ho paura di sapermi rispondere.
Per questo attacco quotidianamente i fintontellettuali di Sinisca che riportano pezzi di giornalismo d'accatto,  da trito e ritrito fintolibero. In Italia non esiste il giornalismo vero, o lo si sa, o si è fuori dal Libero Pensiero!


Nel mio blog c'è scritto soltanto: percorsi dell'anima, punto. Un'anima che resiste libera all'interno di una fisicità colpita da mille malattie e da mille problemi di fame.O almeno la ricerca della Libertà attraverso l'apertura di un sacro cervello che guarda sempre oltre, a trecentosessanta gradi. Nei miei blog preferiti, e li nomino sempre con onore, c'è questa mia stessa ricerca, questa maledizione, questa tragico coscienza di un doloroso Male di Vivere, l'elevazione spirituale vòlta al superamento della propria egoistica natura verso qualcosa che si chiama Coscienza d'Esistere. Altrimenti è inutile il Dolore, penso tra me e me.


Ma in tutti gli altri blog, mi dispiace Pietro, io vedo il fondamentalismo della presunzione, io leggo l'invidia e l'arroganza e quello smielarsi addosso presupponendo: stateme a sentì che mo' parlo IO! E non li leggo più.
Certo che sono troppo rigorosa perché il Rigore è la prima legge che applico per prima a me stessa. Certo che sono feroce quando mi trovo davanti a chi, come si diceva una volta dei preti "predica bene e razzola male". Ma io sono figlia dell'Europa e nelle mie mille vite mai una volta fui in Oriente. Io non so cosa sia la tolleranza. So cos'è la solidarietà e tutto il dolore di tutti gli uomini del mondo piange dentro il mio cuore che diventa burro dimenticando l'antica ferocia e per ognuno prova pietas e di ognuno si sente fratello. Di quest'aurea mediocritas, di questi "tiepidi" come li chiama Nicce che trascorrono belle vite e bellissime vacanze dimenticando quei poveri di cui si riempiono la bocca, di questi non mi sento né sorella né madre né figlia né compagna di viaggio. E come il Robespierre che fui, voglio vederli tutti morti! A loro tutti preferisco il mio buon Padre Jhon, missionario salesiano spero futuro papa che sarebbe ora.


Stamattina ho sentito per radio che i lavoratori di Internet vogliono essere equiparati ai giornalisti quanto a stipendi, tutele sociali eccetera.
Appunto, fate pure. Io credo invece che Internet sia ancora Libertà nella misura in cui non si chiedono tutele né economiche né sociali. Internet, a mio insindacabile "democraticissimo" si fa per dire giudizio deve restare ciò che è, ovvero la trasmissione libera del proprio Libero Pensiero. E delle interviste libere di Pietro Busalacchi e di tutti coloro che liberi vagano nell'etere a ricercare Notizie vere, persone vere, vera, cultura vera, artisti veri, liberi, maledetti figli della Libertà.


Non s'è instaurato alcun rapporto tra voi blogger e me, caro Pietro. Nella misura in cui ogni cosa che mi va liberamente di dire offende questa o quella categoria. Questa o quella presunzione di Privilegi che io voglio veramente abbattere. Ma per questo ti do' appuntamento su mariemarion in un pezzo che mi sfoga dall'animo feroce di una ferocia antica. Si chiamerà "LA SICILIA AI SICILIANI!". E parlerò contro la Fiat. Ma anche contro il famigerato articolo Diciotto dello Statuto dei lavoratori. Tu credi che iquegli operai che io per prima voglio difendere mi capirebbero?
Perciò, come dico da parecchi giorni, toglietemi dai links. Internet, comunque, allo stato attuale di ciò che appare, è ancora quella libertà che voglio difendere financo a vender cara la pelle!

Non penso che incontrerò spesso un blog così "folle" come il tuo e nello stesso tempo così impregnato di lucida realtà. Tu credi in quello che scrivi e spesso la tua scrittura risulta amara sempre sull'orlo dell'autolesionismo. Ma l'aspetto, a mio parere, principale di Mariemarion e l'assoluta libertà di espressione e la lontananza da ogni piaggeria di maniera. E questo ti pone al di sopra di molti di noi che, al di là dei nostri titoli e della nostra (supposta) cultura, forse da te abbiamo qualcosa da imparare.

Una scrittura folle, amara sempre sull'orlo dell'autolesionismo, sicuramente libera e lontana dalla piaggeria di maniera.
Grazie per questa ultima domanda caro Pietro, acuto e attento giornalista d'assalto com'io t'ho scoperto e come, col mio nsindacabile indemocratico giudizio divino, t'ho laureato ecchisenefrega della "tessera" dei pennivendoli che si son presi la briga d'assaltare soltanto le scrivanie dei giornali fintodemocratici a suon di milioni!
Folle, dici. Chi è "normale", dico io.
Folle è chi combatte la propria quotidiana battaglia a favore di quei "diversi" che quotidianamente incontra e che nessuno ascolta, tanto meno coloro i quali si riempiono la bocca (e la tasca) proprio parlando di quella gente di cui non gliene frega niente. Ebbene sì, allora sono folle.


Folle perché mi son tirata su da me sola e una volta capito che dovevo demitizzare l'ultimo mito, quella mia grande grandissima madre che m'aveva negato l'infanzia ma ormai era morta,  mi sono imposta di CAPIRE che anche lei era figlia d'una infanzia negata che a sua volta era figlia d'una infanzia negata e così via fino all'anno Mille. E invece di piangere sulle mie seghe mentali dell'infanzia negata ho guardato al difuori di me e ho visto un miliardo di figli di un'infanzia negata, tutti più sfortunati di me perché almeno la mia grande madre dittatore ci'aveva tirato su a pane e cultura e dunque dovevo solo che dirle grazie, per quegli strumenti che oggi sono alla base del mio Libero Pensiero. Ebbene sì, se questa è follia, io sono la più folle tra gli uomini.


Folle perché non provo invidia e di tutto m'entusiasmo ancora. Dal ragazzino che la feccia umana ie dice: famme mpo' ncaffè, ma no quella ciofeca che m'hai fatto lartro giorno! E invece a quel ragazzino a cui nessuno dice bravo io chiedo il caffè d'artista, una goccia di spremuta di chicco di caffè con una lacrima di panna. E quando lui ci riesce gli dico bravo! Tu sì che sei n'artista del caffè. E lo dico a voce alta, volgendo gli occhi assassini verso il suo padrone che livido se ne sta alla cassa a contare i suoi maledetti soldi incapace perfino di capire che ha un grande barman al suo servizio. E quel mio bravo, quel mio Grazie (parola orrida per carità!) l'ho allargati a tutti quei poveri figli dell'ignoranzità che si vergognano a fare mestieri cossiddetti umili dimenticando, anzi non sapendolo proprio!, che si dovrebbe vergognare chi ruba lo stipendio allo stato che siamo noi! Folle perché il mio ultimo BRAVO lo dichiaro fuori dai denti cariati attraverso il mio brog a chi merita, e magari si crede soltanto un boh!, un non ente figlio d'un Male di Vivere che a riconoscerlo e a saperlo raccontare diventa ARTE!


Se questa è folia, be', sono orgogliosa d'esser chiamata folle.
Folle perché NON RIESCO a provare invidia e di fronte a Maestri come Zu io chino il capo in segno d'ammirazione profonda. E di fronte ad artisti maledetti come me io riscopro l'orgoglio antico e dico: coraggio, va' avanti, la vita è una ruota che prima o poi s'accorgerà di te. Ma se tu sei il Talento, quello vero, e lo sei perché LO DICO IO!, ci resterai in cima alla vetta. Cristo se ci resterai! E questo lo dichiaro pubblicamente a te, a BrogOmbra, a Strelnik, ad Arsegnio Bravuomo, a Selvaggia, a Millevoci, e naturalmente a Giulio Pianese, Maestro di tutti noi.


Se questo mia gioia nello scovare talenti e senza invidia né competizione additarli alla Grandezza Pubblica è follia, be', caro Pietro, ch'io sia dannata se nella prossima vita rinascerò senza questa generosissima follia unico vanto di una vita ch'è andata com'è andata!
Amara, sì. sarei ebete se non lo fossi. Autolesionista NO!
Se per autolesionismo intendiamo urlare la propria rabbia di vita all'interno di un cervello sempre al limite dell'edema intracranico o dell'attacco epilettico che tilascia borderline per giorni e giorni, se per autolesionismo s'intende prendere per buone le parole di un testa di cazzo di "fisiopata" che invece di farti fare una tac ti dice: non rompe e nte crede da esse ar centro dell'universo, ci'ai soltanto l'artrosi cervicale, e contro quella artrosi nuotare a chilometri di vasche con una rabbia belluina per costringere la schiena a raddrizzarsi e dopo due mesi ti dicono, ormai morente, che invece ci'avevi l'ennesima emorragia cerebrale... se, unica credo al mondo, riesci a riconoscere l'attacco epilettico al momento che comincia a svanire la coscienza e acchiappare lo xanax con la mano che già disperata non t'obbedisce più e far piovere disperatamente sotto la lingua trenta quaranta boh a quel punto inutile contare le gocce salvavita e poi lasciarsi andare cercando di respirare per sbloccare il plesso solare mentre sei lì a CAPIRE cosciente la tua inconscienza e finalmente farcela e poi scendere a fare la spesa come se niente fosse e magari asciugare le lacrime di Lili, autolesionista vera che ha le braccia disfatte dalle cicatrici dell'essersi tagliuzzata più volte nella sua vita... se tutto questo è autolesionismo allora sì, Pietro, sono autolesionista! Sfido chiunque però, a esserlo come me.


Piaggeria di maniera. Grazie Pié, per avermelo riconosciuto. Per aver riconosciuto il pudore di chi si vergogna d'aver studiato e per nulla al mondo ostenterebbe un merito che non gli appartiene e che è stato soltanto Privilegio, come ci insegnava mia madre.  Piaggeria No GRAZIE! Per questo ho dato vita a Mick, il mio pelousche preferito caduto sulla terra come un piccolo Ufo sciuscià che vive di arrangio alla romana e scrive le sue conferentie nternationali come il più gniorante dei mitomani. Mick è quella parte di me che si vergogna di quel itagliano da CCademia dellaggiati che Cocca per prima mi invitò a sporcare. Be', Donatela Barbieri, se mai ti capitasse di rileggermi, sappi ch'o seguito il tuo consiglio da veroEditore qual sei, da granDonna qual ti riconosco essere. Puoi essere orgogliosa di me, finalmente.


PIESSE: Caro compiute de li mortacci tua. Già non mai fatto partì l'imeir  precedente. Mo', se nparte manco questa, io nte dico gniente, prendo la mazza da beisboll e TE SFASCIO li mortacci tua! IO te lo giuro sulla cosa ch'ho più cara nella vita, sulla mia gnioranzità! Che oggi te sfascio a randellate. E mo' provace a rompe, si hai capito chi comanda tra noi, li mortacci aritua vaffanculo! Vado anvià, sappilo e statte accorto a quel che fai, che tu' madre n'era manco na fiia de na mignotta. Nci'ai na madre tu! Vergognete! sempre fine, sempre signora... mariemarion