Chi è Laura Bogliolo?
La passione per il giornalismo, i temi sociali, la politica estera e
internet,la porta d'accesso all'universo dell'informazione. Il mio biglietto da
visita recita così, mentre la mia carta d'identità mi vuole trentenne, nata e
cresciuta a Roma, laureata in Scienze Politiche piacevolmente immersa nel Web
da diversi anni. Prima per divertimento e poi per lavoro. Mi occupo di progetti
editoriali per il Web. Ma la mia passione è scrivere. Collaboro con Leggo, ho
scritto due volte su Il Messaggero e ho una rubrica su Momento-Sera (il sito),
Far Web. Ovviamente è una passione che paga in soddisfazioni, ma non in euro o
lire o dollari.. Mi consola la frase che spesso mi dicono:''Non si vive di solo
pane''. Odio i ''privilegi'', l'incoerenza e gli usurpatori di sogni e libertà.
Amo tutto quello che resta.
La tua presenza nel web è vasta e multiforme, ce la puoi descrivere per sommi capi?
Ho messo online il mio primo sito
nel giugno del 2002.
Avevo una voglia pazza di scrivere, visto che a lavoro erano cambiate molte cose
e non avevo più la possibilità di scrivere. Poi grazie a Pino Scaccia ho
conosciuto i blog. Ho iniziato con IlMondoInvisibile
inchieste impossibili, notizie irriverenti sul mondo inVisibile, quello ai margini della comunicazione),
Savoia
(dibattito sul ritorno dei reali), guerrairaq
(news e voci dall’Iraq), intervistelaurabogliolo
(raccoglie le mie interviste), chatmania
(in collaborazione con Pino Scaccia raccoglie history di chat) e l’ultimo nato
Giornalarisinasce.
Ho una rubrica su MomentoSera.it
e collaboro con GruppoUtopia.
Ci sono, infine, tutti i materiali relativi a www.caltanet.it.
I weblog sono fatti da gente che è allo stesso tempo
scrittore (del proprio blog) e lettore (dei blog altrui). Quando hai
deciso di aprire il tuo primo blog ammetti tu stessa che l'urgenza, in quel
momento, era quella di scrivere. Hai trovato a distanza di qualche mese un
equilibrio o la tua presenza nel web si pone essenzialmente come quella di chi
"fornisce" notizie?
Voglio fare la giornalista da quando ho 5 anni. Scrivere significa essere me stessa.
Se non posso farlo entro in crisi. E non potrei mai considerare i miei scritti solo un modo freddo
per ‘’fornire’’ notizie. La mia presenza sul Web mi ha quindi aiutata a realizzare la mia passione.
Pensi che per una giornalista il blog possa essere un valido
mezzo per raggiungere i propri lettori?
Non sono una giornalista, al
massimo una "giornalara" (vedi Giornalarisinasce).
Per diventare giornalisti professionisti devi avere qualche "santo" in
Paradiso, ed io per ora sono "atea". Credo comunque che i blog siano
l’unico modo attualmente per instaurare un filo diretto con il pubblico. Cito
due esempi: il blog di Pino
Scaccia
e quello di Sabelli Fioretti.
Uno sguardo anche distratto al tuo sito e ai tuoi blog fa
capire che oltre ad essere brava e dotata nello scrivere sei anche
informatissima. Quali sono solitamente le tue fonti?
Non ho dei siti di riferimento. Quando la notizia arriva su Repubblica.it
o testate simili, in realtà è già vecchia. Consulto le agenzie che poi
integro con ricerche fatte su Internet. Sono iscritta a molte newsletter. Su
Internet bisogna stare sempre in movimento, anche nella ricerca delle fonti
Gli argomenti che affronti spesso sono le guerre, i popoli in
lotta e la gente che soffre in ogni angolo del mondo. Possiamo dunque dire che
la tua presenza sul web è "impegnata"? E (bada che non ti sto per
chiedere cosa voti) potresti spiegarci le motivazioni di questo impegno?
Non sono mai stata iscritta a partititi, associazioni o altro. Non so
quindi se posso essere definita impegnata. L’interesse per il sociale inteso
in senso ampio credo faccia parte del mio carattere. Vedo la vita in un certo
modo e questo si rispecchia in quello che scrivo
Hai avuto riscontri dalle energie che finora hai profuso in
questo impegno? Se si, di che genere?
Non credo proprio di aver aiutato concretamente qualcuno. Diffondere una
notizia su un’associazione di volontariato o su un particolare progetto non
credo possa aiutare più di tanto. Mi sento impotente. Specialmente in questi
giorni. Ho conosciuto in chat un ragazzo palestinese che vive in un campo
profughi giordano. Vorrei aiutarlo, ma è molto difficile. Le stesse
associazioni di volontariato che ho contattato sono state molto chiare sulle
reali possibilità di aiutare Mousa (si chiama così)
«Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da
bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede
qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per
far succedere qualcosa». Questa frase di Charles Bukowski, campeggia su "Il Mondo Invisibile".
Questa scrittore morto nel 1994 ha passato tutta la sua vita bevendo, scrivendo
e lavorando il meno possibile. Perché ti piace tanto?
Cadi banalmente in un luogo comune:
chi scrive ''lavora il meno possibile''. Non sono d'accordo. Inoltre: si' Bukowski
era alcolizzato. E allora? Non credo che per questo debba essere messo alla
gogna. I vizi o le debolezze rendono l'uomo piu' umano e piu' sensibile. Mi
piace Bukowski perche' sa darmi emozioni, vede la vita senza veli e ipocrisia.
Tu non ami scrivere spesso di te stessa
nei tuoi blog. E' questa una tua precisa scelta?
Sì è una scelta, un po' per discrezione un po' perché
credo che alla gente non interessi piu' di tanto della mia vita privata
Da quello che scrivi è evidente la tua contrarietà all'
imminente guerra in Iraq. Vuoi specificarne meglio le ragioni?
Il discorso è lungo. Cerco di riassumere: dopo
l'11 settembre gli Usa stanno cercando di scavalcare le regole di diritto
internazionale, quelle stabilite dopo la seconda guerra mondiale. La guerra
puo' essere difensiva e non offensiva. Applicano la dottrina della ''guerra al
terrorismo'' per ridisegnare la carta geopolitica del Mondo, ossia per
colpire gli Stati che intralciano il loro predominio economico: Nel caso
dell'Iraq la meta è il petrolio. Questa dottrina è molto pericolosa. Pensa
un attimo. Un giorno il Giappone si sveglia e decide di fare guerra alla Cina:
chi potrebbe impedirglielo? E poi: sono anni che in Iraq c'è lo sterminio del
popolo curdo, a qualcuno è mai interessato? Senza parlare delle commistioni
tra Usa-Iraq-Bin Laden....
Quella degli Usa non è una guerra contro il
terrorismo. Le accuse riguardano il possesso di armi biologiche in violazione
delle disposizioni Onu e non la presenza di nuclei terroristici
Possono i nostri blog fare qualcosa contro la guerra?
No. Non puo' far nulla l'Onu..figurati i blog.
Ma se ho qualcosa da dire la dico, anzi la scrivo. Quando scoppiera' la guerra
qualcuno potrà dire:''Non tutta l'Italia era d'accordo'' (non parlo solo di
me, ma di tutte le voci sparse sul Web contro la guerra).
Può allora la guerra danneggiare i nostri blog?
No. Su Internet c'è ancora libertà. Il dibattito e la libertà di pensiero
sono proprio i pregi dei blog.
Ti ringrazio per aver accettato questa intervista e ti auguro
tanta fortuna per i tuoi blog. Grazie.
Grazie a te Pietro, per avermi dato la possibilità di ''vomitare'' quello che
sento. Ottime le tue domande. Sono stata un po' acidina? Spero non troppo..
:-). E' stato piacevolissimo ricevere a fine giornata (sempre -taccia) le tue
mail-interviste. Per concludere: credo in Internet e nei blog come nuova forma
di comunicazione libera. E mi piace aver incontrato il Web: fa tanta
compagnia.
Vi lascio con una frase (non è mia):
''Puoi anche alzarti molto presto ma
il tuo destino è già in piedi da un'ora''.