Le interviste

:: Laura Bogliolo ::

Laura Bogliolo: giornalari si nasce (e lei lo nacque!)
Intervista di Pietro B.

Chi è Laura Bogliolo?

La passione per il giornalismo, i temi sociali, la politica estera e internet,la porta d'accesso all'universo dell'informazione. Il mio biglietto da visita recita così, mentre la mia carta d'identità mi vuole trentenne, nata e cresciuta a Roma, laureata in Scienze Politiche piacevolmente immersa nel Web da diversi anni. Prima per divertimento e poi per lavoro. Mi occupo di progetti editoriali per il Web. Ma la mia passione è scrivere. Collaboro con Leggo, ho scritto due volte su Il Messaggero e ho una rubrica su Momento-Sera (il sito), Far Web. Ovviamente è una passione che paga in soddisfazioni, ma non in euro o lire o dollari.. Mi consola la frase che spesso mi dicono:''Non si vive di solo pane''. Odio i ''privilegi'', l'incoerenza e gli usurpatori di sogni e libertà. Amo tutto quello che resta.

La tua presenza nel web è vasta e multiforme, ce la puoi descrivere per sommi capi?

Ho messo online il mio primo sito nel giugno del 2002. Avevo una voglia pazza di scrivere, visto che a lavoro erano cambiate molte cose e non avevo più la possibilità di scrivere. Poi grazie a Pino Scaccia ho conosciuto i blog. Ho iniziato con IlMondoInvisibile  inchieste impossibili, notizie irriverenti sul mondo inVisibile, quello ai margini della comunicazione), Savoia (dibattito sul ritorno dei reali), guerrairaq (news e voci dall’Iraq), intervistelaurabogliolo (raccoglie le mie interviste), chatmania (in collaborazione con Pino Scaccia raccoglie history di chat) e l’ultimo nato Giornalarisinasce. Ho una rubrica su MomentoSera.it e collaboro con GruppoUtopia. Ci sono, infine, tutti i materiali relativi a www.caltanet.it.

 I weblog sono fatti da gente che è allo stesso tempo scrittore (del proprio blog)  e lettore (dei blog altrui). Quando hai deciso di aprire il tuo primo blog ammetti tu stessa che l'urgenza, in quel momento, era quella di scrivere. Hai trovato a distanza di qualche mese un equilibrio o la tua presenza nel web si pone essenzialmente come quella di chi "fornisce"  notizie? 

Voglio fare la giornalista da quando ho 5 anni. Scrivere significa essere me stessa. Se non posso farlo entro in crisi. E non potrei mai considerare i miei scritti solo un modo freddo per ‘’fornire’’ notizie. La mia presenza sul Web mi ha quindi aiutata a realizzare la mia passione.

Pensi che per una giornalista il blog possa essere un valido mezzo per raggiungere i propri lettori?

 Non sono una giornalista, al massimo una "giornalara" (vedi Giornalarisinasce). Per diventare giornalisti professionisti devi avere qualche "santo" in Paradiso, ed io per ora sono "atea". Credo comunque che i blog siano l’unico modo attualmente per instaurare un filo diretto con il pubblico. Cito due esempi: il blog di  Pino Scaccia e quello di Sabelli Fioretti.

Uno sguardo anche distratto al tuo sito e ai tuoi blog fa capire che oltre ad essere brava e dotata nello scrivere sei anche informatissima. Quali sono solitamente le tue fonti?

Non ho dei siti di riferimento. Quando la notizia arriva su Repubblica.it o testate simili, in realtà è già vecchia. Consulto le agenzie che poi integro con ricerche fatte su Internet. Sono iscritta a molte newsletter. Su Internet bisogna stare sempre in movimento, anche nella ricerca delle fonti

Gli argomenti che affronti spesso sono le guerre, i popoli in lotta e la gente che soffre in ogni angolo del mondo. Possiamo dunque dire che la tua presenza sul web è "impegnata"? E (bada che non ti sto per chiedere cosa voti) potresti spiegarci le motivazioni di questo impegno?

Non sono mai stata iscritta a partititi, associazioni o altro. Non so quindi se posso essere definita impegnata. L’interesse per il sociale inteso in senso ampio credo faccia parte del mio carattere. Vedo la vita in un certo modo e questo si rispecchia in quello che scrivo

Hai avuto riscontri dalle energie che finora hai profuso in questo impegno? Se si,  di che genere?

Non credo proprio di aver aiutato concretamente qualcuno. Diffondere una notizia su un’associazione di volontariato o su un particolare progetto non credo possa aiutare più di tanto. Mi sento impotente. Specialmente in questi giorni. Ho conosciuto in chat un ragazzo palestinese che vive in un campo profughi giordano. Vorrei aiutarlo, ma è molto difficile. Le stesse associazioni di volontariato che ho contattato sono state molto chiare sulle reali possibilità di aiutare Mousa (si chiama così)

«Ecco il problema di chi beve, pensai versandomi da bere. Se succede qualcosa di brutto si beve per dimenticare; se succede qualcosa di bello si beve per festeggiare; e se non succede niente si beve per far succedere qualcosa». Questa frase di Charles Bukowski, campeggia su "Il Mondo Invisibile". Questa scrittore morto nel 1994 ha passato tutta la sua vita bevendo, scrivendo e lavorando il meno possibile.  Perché ti piace tanto?

Cadi banalmente in un luogo comune: chi scrive ''lavora il meno possibile''. Non sono d'accordo. Inoltre: si' Bukowski era alcolizzato. E allora? Non credo che per questo debba essere messo alla gogna. I vizi o le debolezze rendono l'uomo piu' umano e piu' sensibile. Mi piace Bukowski perche' sa darmi emozioni, vede la vita senza veli e ipocrisia.

Tu non ami scrivere spesso di te stessa nei tuoi blog. E' questa una tua precisa scelta?

Sì è una scelta, un po' per discrezione un po' perché credo che alla gente non interessi piu' di tanto della mia vita privata

Da quello che scrivi è evidente la tua contrarietà all' imminente guerra in Iraq. Vuoi specificarne meglio le ragioni?

Il discorso è lungo. Cerco di riassumere: dopo l'11 settembre gli Usa stanno cercando di scavalcare le regole di diritto internazionale, quelle stabilite dopo la seconda guerra mondiale. La guerra puo' essere difensiva e non offensiva. Applicano la dottrina della ''guerra al terrorismo'' per ridisegnare la carta geopolitica del Mondo, ossia per colpire gli Stati che intralciano il loro predominio economico: Nel caso dell'Iraq la meta è il petrolio. Questa dottrina è molto pericolosa. Pensa un attimo. Un giorno il Giappone si sveglia e decide di fare guerra alla Cina: chi potrebbe impedirglielo? E poi: sono anni che in Iraq c'è lo sterminio del popolo curdo, a qualcuno è mai interessato? Senza parlare delle commistioni tra Usa-Iraq-Bin Laden.... Quella degli Usa non è una guerra contro il terrorismo. Le accuse riguardano il possesso di armi biologiche in violazione delle disposizioni Onu e non la presenza di nuclei terroristici

Possono i nostri blog fare qualcosa contro la guerra?

No. Non puo' far nulla l'Onu..figurati i blog. Ma se ho qualcosa da dire la dico, anzi la scrivo. Quando scoppiera' la guerra qualcuno potrà dire:''Non tutta l'Italia era d'accordo'' (non parlo solo di me, ma di tutte le voci sparse sul Web contro la guerra).

Può allora la guerra danneggiare i nostri blog?

No. Su Internet c'è ancora libertà. Il dibattito e la libertà di pensiero sono proprio i pregi dei blog.

Ti ringrazio per aver accettato questa intervista e ti auguro tanta fortuna per i tuoi blog. Grazie.

Grazie a te Pietro, per avermi dato la possibilità di ''vomitare'' quello che sento. Ottime le tue domande. Sono stata un po' acidina? Spero non troppo.. :-). E' stato piacevolissimo ricevere a fine giornata (sempre -taccia) le tue mail-interviste. Per concludere: credo in Internet e nei blog come nuova forma di comunicazione libera. E mi piace aver incontrato il Web: fa tanta compagnia. Vi lascio con una frase (non è mia):
 ''Puoi anche alzarti molto presto ma il tuo destino è già in piedi da un'ora''.