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Le interviste

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Laura756, raccontandosi...
Intervista di Pietro B.

Stavo per farti una domanda sull'amore, poi ho letto il tuo ultimo post:

I tasti "forti" toccati sono tre : la morte, la paura, la necessità . Non voglio essere lugubre, chi mi conosce anche di persona o mi ha parlato al telefono, mi definisce addirittura "solare".
La morte ho cominciato a viverla da vicino che avevo meno di 6 anni; il primo morto l'ho visto a quell'età  a casa mia.
Non ne ho avuto paura, ricordo una grande curiosità . I miei genitori non volevano vedessi la nonna distesa sul letto con le mani giunte e il rosario tra le dita; io ho sbirciato e non ho provato null'altro che soddisfazione alla mia curiosità .
Da allora ne ho avuti tanti morti a casa mia...zia, mamma, papà ...i miei animali...
Quando si comincia ad avere un contatto diretto in tenera età  si mette la morte "tra le cose della vita", che buffa frase....
Poi c'è la paura...io ho paura di soffrire, non di morire...e soffro, inevitabilmente , ogni giorno della mia vita... La necessità ; per me, di non sentire questo male.
E allora ecco i placebo...il lavoro, il cibo, la musica,persino il sesso alle volte, il pc , anche, entrato nella mia vita per riempire i miei vuoti, vuoti in cui sento dolore, dolore di cui ho paura...e cosi' il cerchio si ripete...per sempre...

Parli dei "vuoti" della tua vita, della paura delle sofferenze, della morte che è parte integrante della nostra vita. Sono tutti temi terribili da affrontare in un blog, puoi spiegare perché ti preme tanto parlarne?

Come prima domanda non c'è male, Pietro.
Perché mi preme parlarne? Non credo che mi prema, ma queste cose le ho dentro di me. Anche se nella vita di ogni giorno mi camuffo da efficientissima, equilibrata, disponibile, cortese, serena persino... Non sono serena. Non lo sono mai stata. Ripeto, non so se dipenda da fattori genetici o da avvenimenti accaduti. Ma non ricordo che brevi istanti di felicità . Il bacio di un nuovo amore, una soddisfazione sul lavoro, la guarigione di un'amica, gli occhi della mia piccola grande Sissy che mi fissavano al mio risveglio. Ho un gran senso del Dovere che mi fa andare avanti. Solo quello, sai. Ci sono mattine in cui faccio fatica ad alzarmi, vestirmi, truccarmi ed indossare la maschera "da mondo esterno". Mattine in cui smetto di piangere ascoltando "Io ho avuto solo te", mi rifaccio il trucco e vado in ufficio come se nulla fosse. Ma dentro, Pietro, questo soffrire c'è. Posso camuffarlo, stordirlo di parole, cibo, persino sesso , ma c'è e rimane ogni volta che mi ritrovo sola con me stessa. Ne parlo qui, perché è l'unico posto, oltre che nella mia anima, dove posso essere davvero IO.

Leggendo i tuoi post salta all'occhio evidente e prepotente la tua voglia di amore e il desiderio d'amare: "quel sentimento fortissimo che ti porta a pensare ad una persona ogni istante, ogni giorno, anzi forse non è neppure pensarla, perché lui è dentro di te, sempre e comunque". In realtà  sembrerebbe che le occasioni non ti siano mancate, ti chiedo (perdonami) provocatorianente e banalmente non è che hai incontrato (o cercato?) solo delle persone sbagliate?

Le occasioni giuste mi sono mancate; quelle certamente si. Perché ho passato i primi 28 anni della mia vita in una gabbia dorata, senza avere la mia libertà . Purtroppo ho avuto un rapporto madre-figlia completamente errato. Mia madre, sicuramente in buona fede, aveva fatto di me il centro della sua vita. Senza di me, la morte. Questo ha condizionato non poco, anzi totalmente anche le mie scelte sentimentali. Persone quindi di cui lei potesse avere massima fiducia e che non esigessero da me l'allontanamento da lei. Per chi non ha vissuto un rapporto di sudditanza, misto a paura è difficile capire. Perché non te ne sei andata? Me lo avranno chiesto migliaia di volte. Perché mia madre aveva un carattere forte, assolutista, e dove non arrivava con l'imposizione (solo verbale, mai fisica) , arrivava col ricatto morale : "Vai pure, ma io MUOIO". E credimi per una figlia non è facile accettare di essere causa di dolore o morte della propria madre. Negli ultimi 7 anni , invece, vivendo sola ho avuto delle storie scelte e volute. Ma mai nulla che superasse il paio di mesi, mai un vero e proprio rapporto che uscisse fuori dalla camera da letto, allo scoperto. Non per colpa mia, almeno cosi' credo. Tornando a mia madre...lei spesso mi diceva : "Non lasci traccia nel cuore di un uomo"...credo avesse ragione... Solo nei suoi sensi...ma quelli non sono sufficienti a farsi amare. E per quello che riguarda l'ultima parte della domanda, SI credo di avere un mare di amore da dare, 35 anni di amore soffocato, sopito, rivolto verso persone sbagliate...forse troppo per una persona sola...sempre che esista....

In un post del 14 Maggio scrivi:
Non mi interessa la politica; non l'ho mai apprezzata. Per me non ha importanza la bandiera ma ciò che si è.
Più di una volta mi sono trovata a condividere idee di personaggi della politica anche di fazioni completamente opposte; per me l'importante è avere concetti positivi, idee e suggerimenti che aiutino davvero a vivere meglio, senza provocare dolore, guerre, privazioni.

Ad essere sincero le tue sono idee politiche anche se non sottintendono un'appartenenza ben definita. Il problema è forse che tu non accetti gli schieramenti, i partiti e cose simili?

Questa si che è difficile...come spiegare? Non credo esista l'ideologia perfetta, certo a grandi linee si possono sposare delle idee, delle proposte, ma il "Vangelo" in politica non esiste. Non ho mai avuto le idee molto chiare, anche qui per motivi che mi vengono dall'ambiente familiare. Mia madre votava Liberale, mio padre era Comunista. Non sfegatati ovvio, ma con idee ben chiare. Vedevo , si notava palesemente, la differenza tra i miei due genitori. Mia madre era una donna di grandi qualità , colta, di classe, di discendenza nobile e famiglia ricchissima decaduta; mio padre un operaio, semplice, con le sue lacune, le sue "ovvietà ". Da qui , forse, un impossibilità  di scelta...come fare un torto all'uno o all'altro. Certo, se devo essere sincera , dopo le palesi delusioni ( chiamarle cosi' è un eufemismo) che ci ha dato il Sciur Berlusca, credo di avere qualche ideuzza piu' chiara. Ma, come in tutte le cose, religione per prima, non amo gli estremismi. Il buono e il cattivo ci sono ovunque. Ci vuole innanzittutto capacità  di realizzare e non di "comiziare", come dico scherzosamente io.L'appartenenza non miè mai piaciuta, forse mi riporta a quel senso di costrizione provato nell'infanzia; credo che la libertà  sia il dono piu' grande; anche quella di cambiare idea , se serve a migliorare.

Leggo (o meglio rubo) dai commenti al tuo blog, questa frase firmata da "lastrega":
a me piace tantissimo la laura solare che ha una forza incredibile 'dentro': nonostante tutta la tristezza che spesso leggo non riesco a non scorgere la speranza e la voglia di andare avanti, la determinazione nell'essere sempre e comunque laura
Ti ritrovi in questa descrizione? E se si, perché? Ritieni di avere un carattere "forte"?

Le tue domande sono sempre piu' "impegnative". Se mi ritengo forte..ecco anche qui entra in ballo il dualismo tra la Laura che conoscete voi, che soffre da sempre e la Laura fuori, quella al lavoro, quella esposta al pubblico... Io soffro, molto, ogni giorno, da sempre, per svariati motivi. E di questo sono certa. Però , a livello esteriore, le sofferenze sono superate; ho superato la morte di tutti i miei , disastri economici, amori finiti o forse mai cominciati, tradimenti sia da parte di amici che di uomini. Ho superato??? Se passo ogni giorno un'ora a piangere ascoltando musica , ho superato? Se non avrei voglia di mettere il naso fuori...ho superato? Se ci ho messo 7 anni a gettare via una scatola con dentro dei ricordi che ricordi non erano, ma "amuleti", "santini" di mia madre...e finché non l'ho fatto ho sentito la sua presenza dietro le mie spalle mentre scrivevo al pc...e ho avuto piu' paura di lei da quando è mancata che quando era viva; se pensavo non avrebbe accettato che io vivessi "nonostante" la sua mancanza.... SONO FORTE??? Non lo so..alle volte mi sento forte... E ho speranze... idee... Ho persino sogni...uno, forse, l'unico sogno che mi porto dentro da sempre... Trasferirmi in Toscana, in un paese a pochi chilomentri dal mare e portare con me M.D., una delle persone che amo di piu' al mondo. Due casette vicine, ma indipendenti, dove ricominciare a vivere...Conosco poco della Toscana, sono stata giusto a Pisa, Firenze, Cascina, Forte dei Marmi.....ma porto nel cuore questo sogno da sempre... Senza neppure averlo mai visto, avevo persino identificato un paesino dove mi sarebbe piaciuto trasferirmi, si chiama Fivizzano, ci fanno un bel Festival del Cinema....ma non ci sono mai stata, giuro...Solo che per me, nel mio cuore, racchiude quelle esigenze di "pace"...il verde, la natura, la vicinanza ai centri maggiori della costa, la simpatia e il calore umano grande dei toscani...Chi sogna, nonostante i dolori e le mancanze è forte??? Non lo so....forse si, Pietro... Non sta a me giudicarlo...

Quando scrivi sei forte, Laura756, sicuramente:
Mi chiedo alle volte cosa è la mia vita? Ma continuo ad amarla questa vita, a voler bene alle persone, ad avere entusiasmo. Ho dentro uno spirito lottatore, vorrei ribaltare il mondo. Vorrei distruggere il dolore, le ingiusitizie, le prevaricazioni; mi animo, mi accaloro . Detesto i superficiali, i mentitori, quelli che se ne fregano, quelli che dividono le persone in "classi sociali", ricchi e poveri, bianchi e neri, belli e brutti. Detesto chi sfrutta, chi si approfitta, chi promette e non mantiene, chi non promette e potrebbe fare tanto. Siamo tanti, siamo tutti importanti, tutti siamo il prossimo del proprio prossimo! Nel nostro piccolo, non lasciamoci cadere gli eventi addosso. Lottiamo per le cose e le persone che amiamo. La vita è lotta; è dura, è crudele, ci puo' ferire, anche uccidere, ma abbattere MAI! Scusate lo sfogo, ma stasera mi sento cosi'!
Certe volte leggere cose del genere, forse banali e per questo importanti, fa piacere. E fa piacere che ci sia qualcuno che le pensi. Che rapporto hai instaurato con i tuoi lettori? E' un dare-avere o per te è più importante la condivisione?

Mi fai sentire qualcuno che non sono....che rapporto ho instaurato con i "miei lettori". Non li considero lettori, li considero blog-amici. Certo, con alcuni ho relazione da piu' tempo, dall'inizio direi, 4 mesi, altri li conosco giorno dopo giorno...e ogni volta è una sorpresa. Mi hanno aiutata tanto. A sviscerare cose che portavo dentro da sempre. Che non riuscivo a dire, per vergogna, pudore, per mancanza, anche , delle persone "giuste" con cui dialogare. Non puoi fermare un estraneo e dirgli: ora ti racconto della mia vita...ti prenderebbe per pazza... Gli altri bloggers per me sono importanti, fondamentali. Certo, sono tanti, ammetto che alle volte leggo e non commento...credo sia normale e capiti a tutti... Con molti mi sento anche via telefono o anche solo con semplici sms....quotidiani... Con altri basta uno squillo...per fare sapere che ci stiamo pensando... Poi ci sono le mails...moltissime, davvero...dedico intere serate a rispondere... Ci confidiamo i nostri dolori, ho letto cose commoventi, storie d'amore, di morte, di sofferenza, ma anche di successi personali, di cose liete... Ho risposto a persone che mi parlavano delle loro vite, così come io parlo della mia... Alcuni mi scrivono" io non riesco, come te, a parlare pubblicamente dei miei dolori", ma mi regalano un pezzo della loro vita.... E io li ringrazio, perché questo scambio di confidenze é bellissimo ed è quanto di più intenso possa esserci tra due esseri, dopo l'amore.Io voglio bene ai "miei" blogger...mi preoccupo se soffrono, ...per le loro vite....per le loro perdite.... E vorrei, so di essere banale,lo sono, che fossero felici almeno un po'. Sulla mia banalità  non ho mai dubitato. Io non sono una persona particolarmente colta, non sono laureata, non so che l'inglese "tanto per farmi capire",sono una semplice segretaria d'azienda, e nemmeno vorrei essere diversa da come sono...Semplice...banale...unico pregio, se di pregio si puo' parlare, "vera"...perché non potrei essere che cosi'...

Il 22 Agosto hai riportato un pezzo scritto da Susanna Tamaro:

Ogni volta in cui, crescendo, avrai voglia di cambiare le cose sbagliate in cose giuste, ricordati che la prima rivoluzione da fare è quella dentro se stessi, la prima e la più importante. Lottare per un'idea senza avere un'idea di se è una delle cose più pericolose che si possano fare. Ogni volta che ti sentirai smarrita, confusa, pensa agli alberi, ricordati del loro modo di crescere. Ricordati che un albero con molta chioma e poche radici viene sradicato al primo colpo di vento, mentre in un albero con molte radici e poca chioma la linfa scorre a stento. Radici e chioma devono crescere in egual misura, devi stare nelle cose e starci sopra, solo così potrai offrire ombra e riparo, solo così alla stagione giusta potrai coprirti di fiori e di frutti. E quando poi davanti a te si apriranno tante strade e non saprai quale prendere, non imboccarne una a caso, ma siediti e aspetta. Respira con la profondità  fiduciosa con cui hai respirato il giorno in cui sei venuta al mondo, senza farti distrarre da nulla, aspetta e aspetta ancora. Stai ferma, in silenzio, e ascolta il tuo cuore. Quando poi ti parla, alzati e va' dove lui ti porta."

Il 22 Agosto questo anno mia figlia ha compiuto cinque anni. Pensi che potrei iniziare a leggerle delle parole come quelle appena citate?

Credo che potresti, ma a 5 anni la prenderebbe come una specie di favola. La storia dell'albero, delle radici e della chioma sa un po' di favola. E' quasi difficile da capire anche per un adulto, se non ti soffermi parola per parola e mediti... Inoltre c'è un fatto...io credo che prima si dire ad una persona "ascolta il tuo cuore" si debba avere la consapevolezza della "maturità " ( anche se non si è mai completamente maturi) della persona in questione. A 5 anni si puo' confondere "ascolta il tuo cuore" con "fai cio' che hai voglia di fare, perchè se ti va è giusto". Non so se sia chiaro cio' che voglio dire. I concetti profondi, religione per prima, si "comprendono" in età  adulta. Da bimbi spesso si distorcono, alle volte a nostro favore, come potrebbe essere nel caso della frase della Tamaro, altre a nostro sfavore , come nel caso della religione, inculcando a bambini l'idea della punizione e dell'inferno li si condiziona e impaurisce. Almeno, ai miei tempi ( che frase...proprio da trentacinquenne) era cosi'...Ora mi auguro che anche la mentalità  degli insegnanti sia meno arroccata su certi assurde posizioni. Non esiste inferno, e se c'è lo viviamo già  qui, sulla terra, ogni giorno. Il vero inferno è non essere in pace con se stessi o convivere con rimorsi, rimpianti e colpe. E forse è per questo che siamo tutti piu' o meno infelici.

Partiamo da questa tua ultima frase. E' difficile per te essere in pace con te stessa, quindi felice? E il tuo blog ti aiuta in questo?

Felice??...parto dal presupposto che la felicità  è fatta solo di istanti...qualche attimo fugace di felicità ...nulla che superi i pochi minuti, perchÃé la naturale conseguenza della felicità  è la paura di perdere la felicità . Per cui non appena hai la consapevolezza di essere "felice" comninci a dirti : "e se questo...? e se quello?" Pace con se stessa...me lo chiedo spesso...no, non sono in pace con me stessa... ma forse la lotta che dovrei affrontare non è contro me stessa, ma contro il destino. Non sono in pace con me stessa se ho episodi bulimici da quando avevo 6 anni..sicuramente no... Se piango praticamente ogni giorno della mia vita, anche solo un po', prima di andare al lavoro... per uscire un po' piu' serena...perché "se esco cosi', scoppio". Se ancora mi dibatto con ricordi e accadimenti della mia infanzia e adolescenza...e non sempre li supero... Se non ho AMORE, quello vero... Se non posso (predico bene e razzolo mai io questa volta) dare ascolto al mio cuore, mollare tutto e andarmene...perché bisogna vivere, far fronte agli impegni presi, e passerò i prossimi 10 anni a far fronte....ma tra 10 anni ne avro' 45 e la mia vita sarà  passata soltanto ad assolvere compiti.... No, non sono in pace e non sono felice...Il blog mi ha aiutato molto....moltissimo... Non mi ha resa felice, ma più consapevole... Io che in vita mia non ho mai scritto su di un diario per più di una settimana , perché ho sempre avuto il terrore che, magari dopo la mia morte, qualcuno lo leggesse...io mi ritrovo a scrivere Tutta me stessa qui, di fronte a non so quante persone... Ho cominciato a maggio, scrivendo "cavolate", dicendo tra me e me..."vedrai tra qualche giorno cancelli pure questo", così come ho buttato via puntualmente ogni diario... Poi ho sentito che dentro di me qualcosa migliorava. ero "consapevole" di me, perché scrivevo di me... Ho convissuto con il fantasma inquietante di mia madre per quasi 7 anni...."QUI" ho ammesso per la prima volta di averne paura, paura pura...di sentirla che mi controllava ancora...ho fatto un cammino scrivendone... Un cammino che mi ha portata ad affrontare questo fantasma che fantasma non era... Ho deciso di sbarazzarmene!!!Ho portato via 12 sacchi condominiali di ricordi che facevano solo male... Ho dato sepoltura a mia madre dopo 7 anni...ora non è piu' un fantasma vendicativo che si aggira per la mia casa e non vuole che io viva... è una persona , con cui ho avuto tante divergenze, che mi ha amata in maniera errata e patologica, è nei miei ricordi e vi rimarrà  sempre...ma è morta... Solo che data della sua morte per me non è l'inizio 1997 , ma il settembre 2003... Ecco...in questo il blog è stato fondamentale... Non mi ha reso felice, ma mi ha resa libera da un'ossessione...

In effetti sono della tua stessa idea che i blog possono avere effetti terapeutici. Alla volte però prendono un po' la mano e si rischia di scadere nella vacuità , nella cosiddetta "fuffa" e in ultimo nel ridicolo. Non è certo il tuo caso comunque, anzi. Qualcuno, della prim'ora, quelli insomma che dettano le leggi dei blog, dicono che la prima regola fondamentale di un blog è quella di non parlare dei blog. Pensi che l'autoreferenzialità  sia alla lunga dannosa?

Credo che ognuno abbia la sua interpretazione e il suo modo di scrivere un blog. Non credo esistano regole, in quanto ,almeno per me, il blog è quanto di piu' immediato e sincero si possa scrivere. Non ho mai scritto un post a priori e fatto un copia incolla, ho sempre editato direttamente, infatti spesso devo rieditare perché quando ho pubblico scopro gli errori di battitura. Nel mio caso il blog è la vera me stessa, non fatemi dare regole anche a quella. Di regole ne ho già  fin troppe da seguire nella vita di ogni giorno. Il fatto dell'autoreferenzialità  non esiste, per me, perché ogni blog è diverso dall'altro. Il mio è una specie di "libero diario" , poi ci sono persone con capacità  e conoscenze decisamente superiori alle mie che possono permettersi di tenere post in cui si parla solo di politica o di letteratura o altro. Io scrivo cio' che sento. E scrivere mi serve. Cosi' come mi serve moltissimo "leggere" gli altri, per imparare e capire.

Bene, come ultimo spunto di riflessione voglio citarti questo brano tratto da libro "Tutto sull'amore" di bell hooks (scritto proprio così con le iniziali minuscole).

L'amore guarisce. Quando ci hanno feriti al cuore è difficile immaginare che l'amore abbia davvero il potere di cambiare tutto. Eppure, qualunque cosa sia accaduta in passato, quando apriamo il cuore all'amore possiamo vivere come se fossimo rinati, senza dimenticare ciò che è stato, ma vedendolo in modo nuovo e lasciandolo vivere dentro di noi in maniera diversa. Procediamo con la nuova consapevolezza che il passato non può più farci soffrire.[...] Riflettere sul passato consente di ricomporre i frammenti di un cuore spezzato. E' così che inizia il proceso di guarigione.

Ringraziandoti per la tua disponibilità  ti dedico queste parole e ti chiedo di commentarle, grazie Laura756!

Sono io che ringrazio te, Pietro, per avermi dato la possibilità  di parlare della Laura che c'è dentro di me, con cui convivo da 35 anni!
Il brano che mi hai citato è semplicemente splendido. Lo condivido "quasi" totalmente. L'amore puo' guarire, cambiarti, migliorarti. Ma il cammino verso la guarigione deve cominciare da se stessi. Non ci si può aggrappare ad altri per guarire le ferite del passato. Perché "gli altri" a loro volta, possono procurarti ferite ancor piu' profonde. A me è accaduto. Non amavo da anni. Ho aperto il mio cuore ad una persona, lui ha scavato nei meandri dei miei sentimenti, ha alimentato in me il desiderio di amare di nuovo. Mi ha illusa con gesti, frasi, attenzioni; con furbizia e intelligenza. Poi ha commesso un errore. Mi ha tradita nel piu' bieco dei modi, per il più bieco dei motivi. Ed io ho sofferto; ho pianto; ho compreso che l'altro non puo' e non deve darti la speranza di smettere di soffrire. Forse non ci credo piu' all'amore; o forse credo soltanto di essere stata sfortunata a non trovare uomini sinceri e coraggiosi, ma solo "smidollati" come li chiamo io. Uomini che non sanno che prendere, usare, tradire, ingannare. Una cosa è certa; passerà  molto , molto tempo prima che io mi fidi di nuovo di qualcuno. E forse sbaglierò di nuovo.
Perché i piu' viscidi sono quelli che sanno mentire meglio. L'amore puo' guarire, Pietro. Ma come fare ad essere amati? Come??? Se conoscessi la risposta a questa domanda, forse oggi non sarei cosi' infelice e sola come sono. Credo però che la risoluzione, se di risoluzione si puo' parlare , alla nostra quotidiana sofferenza, possa venire solo ed esclusivamente da NOI STESSI. Dobbiamo credere in noi stessi, apprezzarci ed amarci..e poi, forse qualcuno potrà  amarci a sua volta... Non so se ci riusciro' mai... Non credo di amarmi cosi' tanto....spero sempre che qualcuno mi ami piu' di quel poco che mi amo io. E questo non accade mai... Forse rinuncero' all'idea, e continuerò, come sto facendo ora, a buttarmi a capofitto nel lavoro e a vietare al mio cuore di essere ancora pugnalato a morte... Ora basta...merito almeno rispetto...se amore non posso avere....So che questa intervista può sembrare tristissima. In realtà  non sono poi così triste, ho solo preso consapevolezza del fatto che la vita non ti dà  ciò che desideri e spesso ti toglie anche ciò che hai. Bisogna vivere con i piedi per terra...non illudersi mai e cercare di non farsi ferire... non so se questa sia vita....forse è solo sopravvivenza... Ma è meglio che nulla...
Grazie, di cuore, Pietro...per avermi dato uno spazio dove mettere a nudo la mia anima...
Ti abbraccio.


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