Torna al blog

Le interviste

Torna in archivio | Torna al blog | Scrivimi

:: Io un cervello in fuga ::

Fabrizio Pilotti: «il foglio di carta igienica: il blog multidimensionale»
Intervista di Pietro B.

Questa intervista inizia tutta in salita per l'intervistato. E i motivi sono due.

1) Fabrizio Pilotti è nato lo stesso giorno e mese di Silvio Berlusconi. E questo di per se è un fatto esecrabile.

2) Fabrizio Pilotti  è nato lo stesso giorno e mese di mia moglie. E questo è una colpa  inaudita. Quasi una persecuzione (nei miei confronti).

Quindi sappiate che non potrò essere come al solito neutrale e benevolo. Insomma questa intervista parte male, e non per colpa mia  te ne rendi conto Fabrizio?

Me ne rendo conto. Ma, astenendomi da commenti di ogni tipo sulla seconda domanda, ti vorrei far partecipe del mio ultimo decennio di sofferenze.
Beh, ti devo confessare che per tanto tempo ho avuto propositi di farla finita. Ma poi un giorno per magia, mentre ero alla biblioteca dell'Universita' di Stoccarda, mi e' caduto l'occhio su un libricino di Gauss sui cicli biotistici 35-32. Praticamente affermava il Gauss che i cicli biologici alternano positivo e negativo con sorprendente regolarita' secondo una cadenza 35-32. Ora, io e il nano che lavora in uno dei palazzi fatto erigere dai Chigi, siamo separati da 32 anni; a voi stabilire chi e' il positivo e il negativo.
Cio' che e' certo e' che 35 anni prima del nano nacque qualcuno di biologicamente opposto alla sua persona. E 35 dopo di me nascera' qualcuno di biologicamente opposto alla mia.
Focalizzandoci sul 29 settembre 1901 e sul 29 settembre 2003, possiamo dire con certezza che alla prima data nacque Enrico Fermi. E la seconda e' la data presunta di nascita di mia(o) figlia(o).

Vorrei, se mi permetti, aggiungere una delizioso quesito: chi puo' aver vissuto, il 29 settembre del 1994, un compleanno come il mio, con Fede che in diretta si e' sperticato a fare gli auguri ad una persona non facendone il nome che alla fine? E la mia ex dell'epoca che penso' fino all'ultimo fossero per me.

Il foglio di carta igienica è un blog dalla struttura classica, con testi essenziali, molti link e riferimenti continui a materiale in rete. Però rifiuti i permalink e i commenti, mettendolo in evidenza nella frase "Un Blog senza commenti e soprattutto senza Sperma-link" senza però darne alcuna motivazione.  Sbrighiamo subito queste formalità magari aggiungendo alla risposta le ragioni della scelta del nome.

Cominciamo dal nome. C'e' un riferimento velato a quello che considero uno dei giornalisti piu' arguti sulla piazza italiana, il mitico Giulianone; lui e' un riferimento, perche' e' sempre dalla parte sbagliata! Per la carta igienica, il motivo e' che ho la mania di scrivere appunti su tutto quello che mi capita. L'assenza di feature tecniche e' dovuta al fatto che io con queste cose ci lavoro tutti i giorni. E so quello che vuol dire progettare, sviluppare e amministrare siti di content. Per cui, lungi da me il portarmi il ben che minimo stress a casa, l'ho fatto molto semplice.

In una sorta di autopresentazione dici:

Beh, e' un argomento che mi sta a Cuore. Io sono, sarei, un cervello in fuga. Cioe' sono in fuga, e sarei un cervello. Emigrai due anni dopo la laurea in terra germanica, la' dove la Neckar si snoda fra sette colli. E, dopo un sacco di analisi filosofiche ed esistenziali ho capito, grazie a labranca, che io non mi devo far tirare per la giacchetta dal nostro presitente Carlo Azelio. Io mi devo preoccupare per quelli che restano. Per cui qui' segnalero' persone varie che per me devono andare via, e portare il loro cervello dopo puo' essere fatto funzionare a dovere. E forse e' il caso anche di organizzare un fondo. Vedremo.

La tua preparazione è tecnico-scientifica, come affermi nelle tue referenze:

[...] genio incompreso della matematica e dell'informatica, astronauta mancato, pure ingegnere elettronico.

Ed è evidente pero la tua passione per certi argomenti politici affrontati con piglio ironico (25/02/2003):

- Che bello! Il padrone si fa venire un'idea, e loro li' tutti indaffarati a scrivere articoli per far sembrare bella l'idea, per dargli il tono giusto, per farla un po' chic. A prescindere da quello che si puo' pensare della legalizzazione o della tolleranza della prostituzione, per scrivere 'sti articoli con questo tono, ci vuole un bel fegato. Eppoi la summa teologia: il confronto con gli altri paesi europei. Come se si potesse paragonare la cultura anglosassone, quella mittel-europea e quella latina, proprio in questioni di sesso. Speriamo che il nano ghiacciato non si faccia venire in mente la riforma delle fogne.

Diciamo che se dovessi diventare ministro , magari potresti farlo in un dicastero tecnico. Seriamente, penso che una delle cose che ti differenziano da tutti gli altri blog è proprio questo tuo interesse per certi aspetti tecnico-scientifici, vedasi uno degli ultimi interventi (4/5/2003):

- Quella stella vicino alla Luna, non e' il libro di Stella Magni, bensi' Saturno.
- Le parole sono importanti: la Soyuz non atterra su una pista, ma su una steppa, sempre e comunque. E non vorrei rompere le palpebre con questioni di gravitazione e aereodinamica, ma un errore di mezzo grado d'angolo nel rientro puo' portare a mancare l'atterraggio di un paio di cento chilometri. Ci vuole cosi' poco a scrivere un trafiletto professionale ed informato quando si parla di scienza o tecnologia.

Il risultato è una commistione piacevole di politica, tecnologia e scienza. Questi tuoi interessi pensi siano graditi dai tuoi lettori? Credi possano essere un costante riferimento anche in futuro?

Ecco, io vedo il blog come un diario personale, per cui ci scrivo quello che penso. Non ne faccio una questione di indice di gradimento. E neanche di elitarismo snob. A me piaciono molto i temi scientifici e tecnici. Adoro l'astronautica. Sono appassionato lettore di libri di storia. E penso la politica essere una cosa vera, per cui ci si debba appassionare, arrabbiare e litigare. Che' ne va del nostro futuro.
Per me e' cosi' da sempre, a parte la passione storia che e' entrata nella mia vita, devastandola, cinque anni fa.
E sara' cosi' in futuro, per cui il blog rimarra' simile a se stesso.
Insomma, per parafrasare una pubblicita' di qualche anno fa "piace alla gente a cui piace.

Scrivi:

08.02.2003
Si ritorna on line, dopo la tragedia del Coumbia e il mio lutto. E' proprio adesso una settimana che lo Shuttle ha avuto il problema nella fase di rientro. Non seguiro' i dettagli tecnici del guasto, ma ricerchero' nei prossimi giorni/mesi, i tagli in bilancio fatti negli ultimi lustri, che hanno portato alla situazione attuale.

Ed  hai seguito veramente la faccenda nel corso delle settimane seguenti:

11.02.2003
Le colpe di Clinton sul disastro del Columbia

Questo e' il primo di una serie di links: qui' si parla di una riduzione dell'11% nel 1999 del budget NASA.

- La foto dello Shuttle con lo sbuffo mentre rientrava non era una foto militare. Avevano parlato di un nastro militare, ma puzzava. Da un nastro si puo' estrarre una foto media, diminuendo il rapporto S/N di tantissimo. E ottenendo una foto be piu' nitida. (14/2/03)

Parlando anche del Challenger:

17.02.2003
Il Challenger

Ho constatato che i pochi lo sanno e la cosa e' un po' tremenda a dirsi: gli astronauti del Challenger non perirono quando, in quella mattina di gennaio del 1986, il grosso serbatoio centrale esplose. La cabina ha resistito all'esplosione, e' rimasta intatta e si e' schiantata dopo piu' di due minuti nell'oceano. Alcuni degli astronauti avevano attivato i respiratori ausiliari, ed hanno consumato ossigeno esattamente per i due minuti e rotti. Tengo il sospetto dentro di me che una cosa analoga e' sucessa agli astronauti del Columbia, dato che tra la rottura dell'ala e la disintegrazione del mitico primo shuttle sono passati almeno una sessantina di secondi.
Alcuni siti hanno pure pubblicato una trascrizione degli astronauti del Challenger dopo l'esplosione; la storia nasce dal fatto che la NASA ha recuperato i computer e i registratori di bordo e c'e' stato un intenso tam tam che i nastri avessero registrato le parole durante la caduta. Non passo il link perche' e' macabro e perche' credo alla versione ufficiale che dice che non c'erano generatori di elettricita' nella cabina, per cui i registratori non potevano funzionare.

E' un argomento che interessa molto anche me. A che punto stanno le tue "indagini"?

Io ritengo l'esplorazione spaziale come uno dei piu' grandi progressi dell'umanita'. E, cosi' come le diatribe che ebbe Colombo per metter su' le caravelle, ci si trova a combattere per storie di budget e piccolezze. Come la vedremo tra 500 anni? Mah. Quello che io sto cercando di fare e' di cercare dove sono i veri problemi; e non sono certo il ghiaccio che crepo' i rivestimenti di gomma del vettore che portava su' il Challanger. O il buco nell'ala del Columbia. Qui' si parla di un progetto sbagliato in partenza in cui Nixon si butto solo per pompare budget. E dove tutti i presidenti che si sono succeduti hanno semplicemente ridotto il budget. Insomma, se Roosvelt, Churchill e Stalin hanno il merito politico della vittoria nella seconda guerra mondiale, perche' non si puo' dire che Nixon, Ford, Carter, Reagan, i Bush e Clinton hanno pezzo a pezzo distrutto un sogno?

Argomento che come BlogOltre ho seguito con attenzione è la possibilità dell'uso dell'idrogeno come combustibile alternativo al petrolio. Il 25 Febbraio scrivi a questo proposito.

Idrogeno
Sara' texano, guerrafondaio, petroliere di lunghe tradizioni, con problemi di alcol. Ma ha firmato un bill da piu' di un miliardo di euro per lo sviluppo delle auto ad idrogeno. E' una di quelle notizie che mi fanno cambiare opinione.

Non è che sei stato precipitoso nei tuoi giudizi? E a parte questo, pensi che l'economia all'idrogeno (per dirla con Jeremy Rifkin) possa imporsi prima o poi?

No, non penso di essere stato affrettato. Vedi, se ti e' capitato di lavorare con gli americani, capisci come sono attratti magneticamente dai business del futuro. E Bush su quella mossa mi e' piaciuto.
Anche se loro hanno su' affari enormi sulla estrazione e distribuzione dei combustibili, nessuno li ferma da lavorare sull'affare prossimo venturo; che potrebbe essere l'idrogeno.
Dico potrebbe, perche' non ne sono convinto. Anzitutto il vapor d'acqua e' un gas serra tre volte piu' efficace della CO2. E poi perche' c'e' tantissimo da fare: distribuzione, stoccaggio, sicurezza, stabilita', ...
Una cosa su cui invece credo ciecamente e' la fusione. Ma e' un altro tema, anche se molto interessante. E, visto che e' un business anche quello, ci trovi gli US mani e piedi dentro..

Intendi forse dire che la quantità di vapore acqueo che si formerebbe nei motori a cella di combustibile potrebbe alterare gli attuali equilibri eco-dinamici della terra? E poi quando parli di "fusione" intendi la fusione nucleare o la fusione fredda? Se ti va chiarisci meglio questi due aspetti e il perché la fusione riscuote la tua assoluta fiducia.

Ti rispondo sulla fusione, visto che vorrei approfondire la questione dell'economia basata sull'idrogeno. Parlo di fusione calda.
Diciamo che la' vedo il potenziale per cambiare gli equilibri economici e politici del mondo. Un mondo quasi ideale, dove la disponibilita' di energia illimitata puo' affrancare tutti dalla schiavitu' del lavoro. Un'apoteosi trattata sempre da Rifkin, ma nell'altro libro "The end of Work" Torniamo alle auto ad idrogeno. Questi sono i risultati degli studi della macchina su cui sta lavorando la mia ditta. Un collega mi ha spiegato che il problema del vapore non e' banale. Non si tratta di raffreddarlo e stivare l'acqua. L'automobile ne rilascerebbe comunque una certa quantita'. E, cambiando tutte le automobili a benzina con quelle a celle a combustibile, potrebbe non dare gli effetti sperati. Pero' qui' forse potremmo introdurre un altro tema.
Diciamo che sono scettico sulla relazione uomo-CO2-clima. Che una connessione ci sia, non ci sono dubbi. Pero' il clima sulla terra subisce delle variazioni periodiche, dovuti a effetti orbitali e alla variabilita' del sole. I primi periodici, i secondi affatto. Ecco, mi piacerebbe rileggere il tutto dopo dieci anni di dati del SOHO, il satellite che sta monitorando il sole. Eppoi sorry, ma noi misuriamo la temperatura in modo scientifico da pochi decenni. Il resto sono estrapolazioni da analisi di carotaggi del ghiaccio antartico e dalle cortecce degli alberi. Aha, nel caso tu volessi usare l'argomento "ma tutta la comunita' scientifica dice il contrario", ti rispondo che negli anni settanta si era tutti d'accordo sull'imminente prossima era glaciale.
Eppoi, poco prima del fiorire delle civilta' mesopotamiche la calotta artica arrivava fino a Berlino, e un millennio fa la groenlandia, la terra verde, non era ghiacciata. Insomma, ci andrei cauto e aspetterei un po'. 

Alcuni aspetti della variabilità climatica nel corso delle ere geologiche sono stati oggetto dei miei studi e della mia tesi di laurea. Indubbiamente il clima sulla terra è sempre variato anche in maniera considerevole. Il problema che oggi ci si pone è se le enormi emissioni di CO2 tipiche dei paesi industrializzati possono aver accelerato o stravolto questa normale e ciclica variabilità. E ci sono evidenze che questo fenomeno sia effettivamente in atto. Per tornare alle energie alternative vorrei insistere che mentre la fusione è una tecnologia al di là delle attuali possibilità tecnico-scientifiche, l'idrogeno è effettivamente alla nostra portata, vedi il caso Islandese, pioneristico per tanti versi ma significativo del fatto che se si vuole l'idrogeno può già da subito essere una fonte alternativa e pulita. C'è un problema e vero di scelte politiche a livello globale. E per questo ti chiedevo prima se eri veramente sicuro di quel giudizio su Bush, perché spesso, mettere le mani su una tecnologia è un buon metodo per insabbiarla almeno finché dura il petrolio. Non credi?

Apprezzo che poni il tema della CO2 sul dubbioso. Insomma, per dirla alla Borrelli: misurare, misurare, misurare! Servono dati. E ne servono tanti di piu' di quelli che abbiamo ora.
Permettimi di precisare che, se anche tu hai lavorato con gli studi di Mann, c'e' qualcosa di statisticamente forte nell'affermare la CO2 essere la sola fonte del riscaldamento.
Vuoi una domanda provocatoria? Come mai non si parla dei dati climatologici curiosi che si sono registrati nei tre giorni dopo l'11 settembre del 2001, quando nessun aereo volo' negli US? Torniamo a noi. Insabbiare? Mah, la mia ditta ha fatta tutta una serie di ricerche con i fondi del governo americano. Insomma, insabbiare e' un "art und weise" europeo. Io la vedo che si vogliono garantire la posizione di centralita economica per i prossimi decenni. Sono come i romani di duemila anni fa.

Detto, fatto. Come mai non si parla dei dati climatologici curiosi che si sono registrati nei tre giorni dopo l'11 settembre del 2001, quando nessun aereo volo' negli US?

Non e' uno scherzo. In quei tre giorni la temperatura presento' una varianza maggiore di 2-3 gradi. Improvvisamente, in tutti gli
US; e il fenomeno si e' fermato appena i voli sono
ricominciati.
Ma insomma, cribbio, nessuno nota che spesso ci sono giornate di sole in cui ci sono le scie degli aeroplani che rimangono in cielo che lentamente da azzurro diventa lattiginoso?
L'effetto serra esiste per scattering nella bassa troposfera, ma esiste ben maggiore perche' l'atmosfera e' stratificata. E, ad ogni cambio di strato, l'energia elettromagnetica riflessa dalla terra e'
parzialmente riflessa in basso. E i jet creano proprio uno strato, tra gli 8 e i 10km.

Scusami qualcosa mi è sfuggito. Puoi spiegarti meglio? Che rapporto ci sarebbe tra energia elettromagnetica ed effetto serra?

E' l'energia elettromagnetica del Sole la fonte prima dell'effetto serra. Quanto effetto serra c'e', dipende da effetti diversi come lo scattering atmosferico, l'evaporazione e il calore riemesso dalla terra, come "corpo nero".

Cambio discorso... buttandola sul politico. Chiami spesso l'Italia "berlusconia". Se da una parte non ti si può dar torto dall'altra dovresti tener conto che in realtà coloro che si rifanno al direttamente Berlusconi-pensiero (ammesso che ce ne sia uno) sono una minoranza. Il cavaliere creando la Casa delle libertà (sue) ha imprigionato i suoi alleati in modo tale che difficilmente potranno sganciarsi senza pesanti conseguenze elettorali. Per tutti coloro che invece, come me, hanno votato da tutt'altra parte sentirsi chiamare "cittadini di berlusconia" fa proprio star male. Che ne pensi? E, dal tuo punto di vista, c'è speranza per l'Italia?

Anch'io ci sto male. E' una forma di masochismo per autopungolarmi e mantenere il proposito di cambiare la cittadinanza appena i termini di legge me lo consentiranno.
Pero' non l'ho inventato io, e' una citazione da un articolo pubblicato l'anno scorso su Die Welt versione domenicale, che fece scalpore qui' in Germania.
La domanda delle cento pistole: c'e' speranza? Si'.
L'Italia ha sopportato questi fenomeni piu' di una volta ed in questo e' cosi' simile all'Argentina. Ma ne e' uscita. Magari con una guerra (alla fine vinta) o con un debito pubblico che pesera' per generazioni.
Se ne uscira', non senza consequenze.
Azzardo la previsione? Il motivo della caduta del re sara' prettamente economico, non politico o giudiziario. Perche' a mio avviso, "lui" non ne sa un granche' di macro-economia, ne' di economia; "lui" e'
cresciuto in quell'ambiente drogato della prima repubblica.
Ha sottostimato gli effetti dell'inflazione (quella vera) in un ambiente a moneta unica come l'Europa. Gli effetti a catena, con l'aumento delle importazioni, sono gia' partiti.

Ancora un volo pindarico. I blog in Germania: sono diffusi? Sono diventati anche lì un fenomeno di costume come da noi? Ci puoi indicare qualche link?

Anche qui' e' un fenomeno. Difficile da dire se piu' o meno. Non abbiamo una Lucarellen o un Sofren. Pero' il fenomeno c'e'. Ed in Germania e' sicuramente piu' difficile mettere cosi' in piazza i propri pensieri, per la riservatezza culturale dei locali.

Io leggo Noch'Blogg (http://lumma.de/) e Runtime Error
(http://runtimeerror.twoday.net/).

In Italia, anche se a parlarne, almeno in certi ambienti, si viene presi in giro, la libertà di stampa e di espressione è in grave pericolo. Il Polo delle Libertà (le loro libertà) mostra i muscoli, le censure, le autocensure si moltiplicano. Ti chiedo e chiudo qui, ringraziandoti per la tua pazienza, dal tuo osservatorio tedesco come vedi questo aspetto dell'involuzione italiana?

Sono fenomeni temporanei. E' un po' intrinseco nella comunicazione di massa, i libri per tanto tempo, la radio, la tv e ora il Web. Qualcuno, aiutato dalla consueta cricca di yes-men, tenta di approfittarsene:
la Chiesa l'ha fatto per secoli, il puzzone e baffetto lo fecero con la radio, tipi come Reagan e Mr. B. lo fanno con la TV. Qualcuno lo fara' col Web. Ci provano, ma poi, spesso con gli stessi mezzi con cui ci hanno provato, ne escono sconfitti. Io sono contento di avere un mezzo di comunicazione completamente innovativo nel rapporto tra produzione e consumo di informazione, l'Internet. E' un mezzo piu' caotico, e meno difficile da indirizzare.
Ma ci proveranno comunque. Tuttavia possono limitare la liberta' di informazione quanto vogliono, ma non la liberta' di pensiero. Quella, e qui' lasciami citare a braccio il mitico Penrose, e' qualcosa che risiede nelle interazioni quantistiche della mente. Non hanno speranze.


Torna in archivio | Torna al blog | Scrivimi