
[Nel seguito la prefazione e l'introduzione al libro]
Prefazione
di Luisa Carrada
"Curioso..." - mi sono detta, quando ho saputo che La Pizia
avrebbe scritto un libro sui webiog - "... la meno convenzionale,
la più narrativa tra i blogger nostrani... ". "No, affatto, anzi logico"
- mi sono detta poco dopo - "chi se non lei può cercare di raccontare quell'intrecciarsi di storie, parole, amicizie, opinioni, destini,
che costituisce la vera essenza dei webiog? "
Lei, proprio lei, quasi un'antiblogger: testi lunghissimi, quasi niente link, poca e niente attualità, un palcoscenico rosso e viola per il
teatro dei sentimenti, degli sguardi, delle immagini e degli attimi
fermati in parole scelte e distillate con cura.
Perché al di là di tutte le elucubrazioni e i tentativi di definizione
("diario di bordo online", "tenere traccia di...", "appunti di navigazione. .. "), il blog è tutto sommato una cosa molto semplice: uno
strumento a disposizione di tutti per pubblicare le proprie parole
e, attraverso le parole, entrare in relazione con gli altri. Ognuno
con il proprio carattere, i propri gusti, le proprie passioni, le proprie idee, il proprio stile di comunicazione.
Come in quasi tutto ciò che riguarda il web, la tecnologia c'entra
poco e niente. C'entrano, invece, - e tanto - le persone.
Possono essere blog personali, blog di gruppo, blog di giornali e
giornalisti, corporate blog... ma dietro quel diaframma sottile di
pixel ci sono persone in carne e ossa, con il loro desiderio di partecipare a una grande e globale "conversazione", per dirla con quelli
del Cluetrain Manifesto.
C'è poco da fare: nonostante tutto, e per nostra fortuna il web non
si lascia facilmente regolare e irregimentare dai poteri forti. E il fenomeno "blog" è bello e interessante anche per questo.
Perché con
i blog le singole persone si riprendono la rete e dimostrano ogni
giorno che per farsi leggere e ascoltare, entrare in comunicazione
con gli altri, bastano un browser, delle idee, il desiderio di raccontare in parole quello che succede intorno a sé e dentro di se.
Semplice, no?
Luisa Carrada
www.mestierediscrivere.com
Introduzione
Alle persone che ho trovato
e a quelle che ho perso
con i blog
Incipit
Non è stato facile portare a termine il lavoro su questo testo. Recuperare i pezzi e cercare di rimetterli insieme, nella loro forma
originale, è costato anni di faticose ricerche. Oggi, finalmente, questo documento può essere presentato.
Rastrellare una rete illimitata in cerca di materiale è stata la parte più diffìcile. I pezzi più delicati si sono sfatti alla luce del sole, di
altri non ho che segmenti indecifrabili, e molto altro è andato perduto.
Questo libro raccoglie i pezzi di un romanzo infinito, che qualcuno, pensiamo, deve essersi divertito a smontare e a nascondere nei
meandri di antichi cablaggi. Ho cercato di ricostruirlo come meglio ho potuto. Se esso non svela fino in fondo il segreto di ciò che
abbiamo studiato per tanto tempo, ne riporta dei frammenti che speriamo possano essere utili a future ricerche.
Abbiamo ragione di pensare che parte del materiale che di seguito pubblicheremo, servì per un testo stampato su carta, che non è mai
stato ritrovato. Ne riportiamo quella che crediamo fosse, nelle intenzioni dell'autore,
un'introduzione.
Presunta introduzione (arrogante)
From: leonardo
To: la_pizia
Subject: Re: sto scrivendo quel libro sui blog, mi scrivi un pezzo?
Fantastico! Erano mesi che aspettavo di dire la mia su questo
interessante fenomeno! Scusa, ho un rigurgito.
Non si può pensare di cominciare a parlare di blog senza dire la seguente cosa (ripeti con me):
il-termine-blog-deriva-dalla-contrazione-di-weblog-che-significa-tenere-traccia-di.
Questa è fra le definizioni più inflazionate circolate sui blog; una frase che tutti scrivono, una cosa che chiunque ha detto almeno
una volta, ed è ormai come un obolo da pagare prima di dire qualunque altra cosa sui blog.
Negli Stati Uniti, dove i blog hanno cominciato a circolare con un paio d'anni di anticipo rispetto all'Italia, sono stati pubblicati già
una decina di testi sui blog. Sono belli e hanno tutte quelle paroline inglesi che ammaliano, ma parlano soprattutto di come si fa un
blog. Ecco, avremmo anche noi potuto stupirvi con effetti speciali ultravioletti e svelarvi tutto su come aprire, mantenere, trovare
moglie, e fare i soldi con un blog. Ma per far ciò sarebbe bastato tradurre dall'inglese anche uno solo di quei testi, facendo a meno di
scrivere il già scritto.
Per esempio, gli autori di Essential Blogging (O'Reilly) annunciano fin dall'inizio che:
Our main objective is to help you select a blog system and get it up
and running as soon as possible.
Ecco, il mio obiettivo non è quello di fornire qualsivoglia strumento per avviare
as soon as possible il proprio blog. Non per principio, ma non sarei davvero credibile. Io racconto quello che vedo.
In questo caso mi limiterò a raccontare quello che vedo intorno ai blog, e tralascerò la descrizione, ad esempio, di questo rustico e
scomodo tavolo da cui scrivo, sul quale soggiornano alcuni appunti, una scatola di muesli e un poggia-pentole molto carino che mi
ha regalato Ginestra due anni fa.
[ *Eloisa
di Rocco - Mondo Blog, Storie vere di gente in rete, Posted by La Pizia - Ed.
Hops libri , pp.176, 12 euro - ISBN 88-8378-081-7 ]