Le principali conseguenze
del conflitto in Irak non si vedranno sul campo di
battaglia, bensì dopo la guerra e dipenderanno
dalla capacita di George W. Bush e Tony Blair di giustificare la loro offensiva. Questa guerra
è scoppiata per una serie di ragioni dichiarate ufficialmente e e oggetto di infuocati
dibattiti in tutto il mondo. Se queste ragioni fossero
giustificate, questa guerra potrebbe portarci ad un
mondo più sicuro. Qualora, invece le
argomentazioni addotte da Bush e Blair si
dimostrassero errate, la guerra comporterebbe altra instabilità.
La seconda guerra del Golfo non è stata, e d'altra
parte non poteva esserlo; giustificata dinanzi
all'opinione pubblica di tutto il mondo
semplicemente considerando Saddam Hussein un
tiranno. La giustificazione, semmai, si è basata sul pericolo rappresentato dal regime di
Saddam. Bush e Blair hanno seguito quattro
ragionamenti logici.
1 - L'lrak possiede armi di distruzione di massa.
2 - Si tratta di armi estremamente pericolose che
rappresentano una minaccia immediata.
3 - Gli ispettori Onu non sono riusciti ad eliminare
tale minaccia.
4 - L'unico modo per far fronte a questa minaccia e la guerra.
Il primo ragionamento è il più semplice da
verificare. In più occasioni Bush e Blair hanno
fatto leva sull'ingente quantità di armi di sterminio
depositata nei siti di Saddam, sulle massicce unita
mobili e sotterranee per la produzione ed il lancio di
tali armi ed, infine, sui programmi attivi per la produzione
di armi nucleari. Per Bush e Blair è fondamentale poter dare prova
delle loro teorie confutando il sospetto internazionale, secondo cui i
servizi di sicurezza anglo-americani sarebbero
in grado di Creare prove fasulle.
Risulterà invece molto più difficile dimostrare
la seconda teoria addotta da Bush e Blair:
dovranno dimostrare che qualsiasi arma di
sterminio trovata rappresenti una miniaccia
incombente. Sappiamo perfettamente che un
tempo l'Irak possedeva armi chimiche e
batteriologiche che gli erano state vendute direttamente
dagli Usa. La prova del nove non
riguarda tanto il ritrovamento di eventuali
tracce che confermino la presenza di tali armi,
bensì piuttosto se tali armi fossero pronte
all'uso e quindi rappresentassero una
minaccia concreta.
Nel caso in cui gli iracheni decidessero di
lanciare un contrattacco ricorrendo a queste
armi, avremmo la conferma del fatto che erano gia pronte per l'uso.
Ma che rappresentassero una vera minaccia al di fuori dei confini
iracheni o che sarebbero state utilizzate anche
senza questa guerra resta ancora da vedere.
Il terzo ragionamento è altamente contestabile:
Bush e Blair dovrebbero, infatti, dimostrare il
fallimento del processo di ispezione da parte
dell'Onu e questo lo si può fare esclusivamente
dimostrando che gli iracheni nascondevano le
prove nei siti visitati dagli ispettori dichiarati in
regola e privi di armi di sterminio.
Dovrebbero essere nuove ispezioni sistematiche dei siti
esaminati; ma dovrebbero essere apportate, altresì,
delle chiare spiegazioni sul perché,
nell'eventualità venissero ritrovate armi di distruzione in altri siti,
gli ispettori non fossero stati in grado di
trovarle nel tempo prestabilito.
La quarta argomentazione sarà oggetto di
propaganda sfrenata da entrambe le parti. Il
(conflitto era giustificabile in termini di costi e benefici? Ed è proprio vero
che questa guerra rappresenti l'ultima spiaggia? La riposta si
darà dopo un esame accurato dei costi in
termini di vite umane, di distruzione, di impatto economico in Irak, di violenza collaterale
come terrorismo nonché di altre conseguenze geopolitiche che porterà con sé questo
conflitto.
Finora, Bush e Blair non sono riusciti a far valere le proprie ragioni agli occhi dell'opinione pubblica
internazionale, al contrario che nei loro Paesi.
Il resto del mondo guarda alla guerra con
un sentimento misto di sdegno e allarme.
Tale situazione cambierebbe se fossero portate le prove concrete dei quattro ragionamenti addotti da Bush e Blair.
Quando le 13 colonie britanniche indipendenti lanciarono la loro
guerra di indipendenza in Nordamerica,Thomas Jefferson comprese che «il giusto
rispetto delle opinioni dell'umanità» richiedeva una spiegazione per quella guerra.
E fu per tale ragione che presentò la sua Dichiarazione di Indipendenza.
Oggi non è meno necessario dare spiegazioni suffragate da prove
inconfutabili.
Qualora le argomentazioni addotte per giustificare tale offensiva non fossero
dimostrate, le
conseguenze sarebbero devastanti. La propaganda, la gioia degli iracheni
liberati, l'ammirazione per la precisione delle bombe intelligenti Usa non
ci impedirebbero di riconoscere la triste verità che Bush e Blair abbiano
violato la pace nel mondo, iniziando una massiccia campagna di uccisioni contrariamente
al parere dell'opinione pubblica mondiale. La ricomposizione della spaccatura internazionale
potrebbe avvenire esclusivamente con una nuova leadership politica in Usa e Gran Bretagna,
nonché con un deciso riconoscimento dell'autorità dell'Onu.
Considerati i costi altissimi, auspico che tale conflitto trovi una sua giustificazione, sebbene,
in base alle attuali circostanze, io abbia seri
dubbi in proposito. Qualora vi fossero prove
inconfutabili dell'esistenza di armi di sterminio,
del fatto che queste fossero pronte all'uso e rappresentassero una grande minaccia, nonché
del fatto che gli ispettori Onu non
potevano trovare e smantellare tali armi, allora
dovremmo riconoscere le ragioni di Bush e
Blair. Anche in questo caso, tuttavia, la guerra
sarebbe stata meno opportuna di una politica di
contenimento, pur avendo una qualche
giustificazione.
Copyright: Project Syndicate
[*Da: Il Sole 24 Ore - 6/4/2003]