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:: Margaret Atwood è una delle più scrittrici canadesi ::

Cara America
di Margaret Atwood*

Cara america, questa è una lettera difficile da scrivere perché non so più chi sei. E forse in tanti abbiamo lo stesso problema. Credevo di conoscerti: negli ultimi cinquantacinque anni eravamo diventate abbastanza intime. Tu eri i fumetti di Topolino e Paperino che leggevo alla fine degli anni quaranta. Eri le trasmissioni alla radio. Eri la musica che cantavo e che ballavo: le Andrews Sisters, Ella Fitzgeraid, i Platters, Elvis. Eri divertente da morire. Hai scritto alcuni dei miei libri preferiti. Hai creato Huckleberry Finn e Beth e Jo di Piccole Donne, coraggiose ciascuna a modo suo. Poi sei stata il mio amato Thoreau, padre dell'ambientalismo, testimone della coscienza individuale; e Walt Whitman, cantore della grande repubblica; ed Emily Dickinson, custode dell'anima privata. 

Sei stata Hammett e Chandler, eroici esploratori di sordidi vicoli; più tardi sei stata quel trio sbalorditivo - Hemingway, Fitzgeraid e Faulkner - che ha percorso i labirinti oscuri del tuo cuore nascosto. E Sinclair Lewis e Arthur Miller, che con il loro idealismo, tutto americano, hanno cercato di smontare l'inganno che c'è in tè, convinti com'erano che potessi fare di meglio. Tu eri il Marlon Brando di Fronte del porto, l'Humphrey Bogart dev'Isola di corallo, eri la Lillian Gish in La morte corre sul fiume. Tu eri il simbolo della libertà, dell'onestà e della giustizia; tu proteggevi gli innocenti.

A quel tempo sembrava vero. Però anche allora mettevi Dio sui tuoi soldi. Avevi il vizio di pensare che quel che era di Cesare era anche di Dio: ti dava fiducia in tè stessa. Hai sempre voluto essere la città splendente sulla collina, il faro delle nazioni, e per un po' lo sei stata. Siamo sempre stati amici, tu e tutti noi. La storia, quella vecchia che arrotola matasse, ci ha intrecciati insieme fin dai primi del seicento. Tu non sei solo i nostri vicini: in molti casi - per esempio il mio - sei i nostri consanguinei, i nostri colleghi e i nostri amici. Ma anche se a noi canadesi è capitato un posto in prima fila, non ti abbiamo mai capita del tutto, quassù a nord del 49° parallelo. 

Noi siamo come galli romanizzati: somigliamo ai romani, ci vestiamo come loro ma non siamo romani, e sbirciamo i romani veri stando al di qua del muro. Forse è stata proprio questa la mia difficoltà nello scriverti: non sono certa di sapere cosa stia veramente succedendo. Cosa potrei dirti, sul tuo conto, che già non sai? Forse è questo il motivo della mia esitazione. Ma è più probabile che si tratti d'imbarazzo di un altro tipo. Quando mia nonna incappava in un argomento sgradevole, cambiava discorso e guardava fisso fuori dalla finestra. Anch'io tendo a fare così. Ma ora ho deciso di buttarmi, perché gli affari tuoi non sono più solo affari tuoi. Gli affari tuoi sono il genere umano. E viceversa. 

Quanto a noi, sei la nostra partner commerciale più importante: sappiamo benissimo che se vai a gambe all'aria, noi ti seguiremo. Non voglio accennare ai motivi per cui penso che le tue ultime avventure irachene sono state - la prendo alla lontana - un errore tattico sconsiderato. Quando leggerai queste righe, forse Baghdad sarà ridotta a una frittella. Allora non parliamo di quello che stai facendo agli altri, ma di quello che stai facendo a tè stessa. Stai facendo a pezzi la costituzione. Già adesso si può entrare in casa di qualcuno senza che lo sappia e senza che abbia dato il suo permesso. Si può essere portati via e chiusi in carcere senza una ragione, si può spiare la corrispondenza, si possono frugare gli archivi privati. 

Non è forse questa la ricetta del fur-to aziendale diffuso, dell'intimidazione politica e della frode? Lo so, ti hanno detto che tutto questo serve alla tua sicurezza e alla tua protezione, ma prima pensaci un momento. A proposito, quand'è che sei diventata così paurosa? Un tempo non ti spaventavi tanto facilmente. Stai accumulando un debito da record. Se continui a spendere in questo modo ben presto non potrai più permetterti grandi avventure militari. Altrimenti finirai per fare come l'Urss: tanti carri armati ma niente aria condizionata. Allora la gente si arrabbierà molto. E si arrabbierà ancora di più quando non potrà fare la doccia perché, miope come sei, avrai spazzato via tutte le protezioni ambientali e così facendo avrai sporcato la maggior parte dell'acqua e il resto l'avrai prosciugato.

Allora sì che ti sentirai sporca e a disagio. Stai dando fuoco all'economia americana. Il mondo deve proprio essere fatto da pochi re Mida straricchi mentre gli altri, da te e all'estero, saranno tutti servi? L'industria più grande degli Stati Uniti deve proprio diventare quella penitenziaria? Speriamo di no. Se vai avanti così, in tutto il mondo smetteranno di apprezzare i tuoi lati positivi. Decideranno che la tua città splendente sulla collina è un ammasso di baracche e la tua democrazia una farsa, e che non puoi più cercare d'imporre la tua idea guasta. Penseranno che hai abbandonato lo stato di diritto. Penseranno che hai sporcato quel che avevi di più caro. Un tempo in Gran Bretagna c'era il mito di re Artù. Si diceva che non fosse morto, ma si fosse addormentato in una caverna; e nell'ora del massimo.

 [*Da:  Internazionale - n°482/2003]


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