:: SOTTO-POST :: Post altrui letto, sottoscritto e... ricopiato!

Cosi scrisse Madame Defarge, il 24 Ottobre 2002...


Caro Riformista,
ti scivo questa lettera per spiegarti perche' non ti leggero'. Credimi, mi ci sono messo d'impegno, ma proprio non mi riesce. Gia' il tuo nome, di per se', mi creava qualche problema. Certo, ci sono parecchie cose da riformare e la forma che stanno prendendo non piace nemmeno a me. Ma il tuo battesimo e' tremendamente viziato, credo, da un equivoco. Tu, come tutti noi, sei alla ricerca di un'identita' e questo puo' anche farti onore. Ma andare a pescare la tua identita' dal vecchio schema riforme-rivoluzione mi sembra un tantino patologico. E' un modo come un altro per ribadire il tuo rifiuto nei confronti di chi, a sinistra, ti considera titolare delle sconfitte piu' dolorose. Non a caso - dando corpo alla tua idea di sinistra e al significato del tuo nome - fai dell'ironia sulla "sinistra-sinistra, federazione dei duri e puri" alla quale punterebbe Sergio Cofferati, capitalizzando tutto cio' che da Genova al 23 di marzo ha colorato le piazze del paese. Del resto, mi pare di aver capito che tu sia dell'idea che in piazza si sventolano le bandiere, ma la politica e' un'altra cosa.

Infatti e' per questo che ti chiami cosi', come si potrebbero chiamare tutti, visto che all'orizzonte non si profilano Place de Greve o Palazzi d'Inverno da giustificare le tue apprensioni categoriche. Il fantasma della rivoluzione continua ad agitare i tuoi sonni, devi giustificarti, forse nei confronti del tuo passato, forse nei confronti degli elettori che perdi quotidianamente per la strada e che ti chiedono maggior radicalita'. Oh, io sono per le riforme e non rompetemi l'anima con la rivoluzione.

Del resto, quelli come te li conosco. Tutte le volte che ci parlo tirano in ballo un altro simpaticissimo schema, quello di massimalismo e minimalismo. Sono brave persone, ci mancherebbe, ma costruiscono continuamente la propria identita' su opposizioni del tutto inadeguate. Hanno bisogno di me per sentirsi persone ragionevoli e hanno bisogno di Berlusconi per sentirsi di sinistra. Se io e Berlusconi ci prendessimo una vacanza si dispererebbero, perche' non ci sarebbe piu' nessuna opposizione a riempire di distinguo i loro discorsi.

Berlusconi ha preso i suoi primi voti dicendo che dall'altra parte c'erano i comunisti. Tu hai perso e continui a razzolare i tuoi dicendo che dall'altra parte c'e' Berlusconi. Le cose stanno piu' o meno cosi'. Ogni legge Cirami e' una campagna contro la tua estinzione. Ogni detassazione dell'eredita', ogni depenalizzaszione del falso in bilacio. Siete sempre in due a guadagnarci, questo vi unisce, oltre al fantasma del comunismo che tu chiami per pudore sinistra dei duri e puri e che continuate a sventolare insieme, tu e Berlusconi. tu per dare prova di maturita', lui per prendersi i voti. Bella coppia!

Ecco, io credo che sia questo il tuo senso. Ma fermarsi al nome sarebbe ridicolo. Cosi' decido di conoscerti. Leggo la tua serrata difesa della proposta di Rutelli (ho detto: Rutelli!) e scopro che nemmeno a dirlo e' giocata fondamentalmente sulla semantica della discoteca e delle risse tra bande. "Con tutto il rispetto per le sue posizioni, il rametto che ne deriverebbe sarebbe così piccolo che più piccolo non si può" dici del consenso di Cofferati. Sergio, in quanti siete? Ah, perche' noi siamo in molti di piu'. Buttarla sul numerico, nel momento in cui ci si mette al tavolo per capire come rimediare agli errori e' davvero desolante, un po' come dire che le idee non contano e conta solo la volonta' del piu' forte. Questa cosa, ad esempio, io comincerei a riformarla, se fossi in te.

Vedi, caro il mio Riformista, sulle bazzecole come "la guerra all'Iraq, l'invio degli alpini in Afghanistan" e la piega che sta prendendo il mondo (una piega che sottrae ai governi nazionali la loro sovranita', dice qualcuno) l'aspetto numerico e' il meno rilevante. Secondo me lo sai anche tu, che intorno a queste bazzecole gravitano i presupposti politici e l'impianto programmatico di qualsiasi coalizione, ma non lo dici. Perche' dall'altra parte c'e' Berlusconi che riesce a mettere tutti d'accordo e vota la legge Cirami, mentre un po' piu' a sinistra ci sono i pacifisti dei quali ti affretti a riconoscere e a rispettare lo slancio etico. Tutto preso dai tuoi sofisticatissimi riformismi (la politica quella seria) non ti passa nemmeno per il cervello che il pacifismo possa includere un programma politico sofisticato quanto il tuo. Come di una ragazza della quale si dice che e' simpatica, tu apprezzi lo slancio etico di chi ripudia la guerra. Poi cominci a far politica, che e' un'altra cosa.

Di conseguenza, non riconoscendo a cio' che riguarda l'intervento in Iraq o in Afghanistan un contenuto di politicita', non li consideri argomenti che valgano i destini di una coalizione. Cosi', speri che l'Ulivo abbia la maturita' di muoversi per maggioranze, senza piu' porre veti di questo genere. Saremo anche in disaccordo sull'Iraq, dici tu, ma possiamo comunque affossare la legge Cirami e sostituire Berlusconi. Beh, io credo che questo atteggiamento ti abbia gia' fatto perdere parecchi iscritti e parecchi elettori, caro mio. Perche' dalle mie parti (dove il rosso e' stata una cosa seria) siamo un po' stanchini di dare il voto a gente che in nome dell'ipotesi-Berlusconi si sente autorizzata a sacrificare ogni cosa. Tu pensa, a volte viene la voglia di votarlo, Berlusconi, a patto che voialtri vi leviate dai coglioni.

Tra l'altro, gente che la pensa all'incirca come te, in nome di questo realismo, e' gia' andata al governo e mi ha fatto schifo. Ha cambiato lo statuto della Nato, ad esempio, ha picchiato i miei compagni mentre rumoreggiavano a Napoli, ha istituito i Centri di Permanenza Temporanea, stava per cancellare l'articolo diciotto, prima che la fiammata delle regionali non mandasse in fumo la sua sofisticatissima coda di paglia. A dirla tutta, rispetto alle politiche del lavoro, si trascinava dietro anche la Cgil, facendo possibilmente e paradossalmente peggio di Berlusconi. A dirla tutta.

Poi, per concludere, mi sembra davvero disonesto buttarla su quello che Cofferati diceva a proposito delle decisioni per maggioranza ad Ariccia, nel 1992. Mi tocca spiegarti (ma lo potrai pur sempre riformare) che la validita' delle regole e delle scelte cambia a seconda dei contesti. Sostenere la decisione per maggioranza all'interno di un sindacato non significa sostenerla ovunque, ogni volta che le persone si devono mettere d'accordo. Tra marito e moglie, ad esempio, decidere per maggioranza si fa brigoso. E quel sindacato, nel maremoto di allora, condivideva piu' cose dell'opposizione al Padrone e quindi poteva permettersi di applicare sulla base di questa condivisione il metodo della maggioranza. Voi invece siete ancora li', al grado zero dell'opposizione al Padrone del Governo. Badate, so di darvi un dispiacere, so di spezzarvi il cuore e di distruggervi un mito, ma anche lui non e' eterno.
Risentiti saluti,
Madame Defarge

Amen!