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VASSALLAGGIO - Su Le Monde Diplomatique di questo mese
(letta in versione
italiana distribuita col Manifesto di oggi) un editoriale di Igracio Ramonet
dice ciò che il mio umore critico avrebbe voluto dire, solo che lo fa molto
meglio, utilizzando termini più corretti e maggiore durezza, nonché un pizzico
di ironia.
La sostanza dell'articolo, che si intitola "Vassallaggio" è che la maggior parte dei Paesi del Mondo, ed
in particolare quelli europei, ha un atteggiamento di vassallaggio nei confronti
della "superpotenza" USA.
"Un impero non ha alleati, ma soltanto vassalli.
Sembra però che la maggioranza degli stati membri dell'UE abbia dimenticato
questa realtà.
Ed il fatto ancora più drammatico è che molti di noi, stampa
compressa, non se ne sono accorti o comunque hanno accolto questo atteggiamento
piuttosto unto e servile senza alcuna sorpresa, anzi, forse infastiditi da
reazioni contrarie.
È vero infatti che ultimamente chi ha il coraggio di
contrariare voci di governo, siano esse statunitensi, siano esse europee (e nel
nostro caso italiano) viene immediatamente etichettato come sovversivo,
antidemocratico, e nemico della giustizia. Tanto per capirci: i milioni di noi
che hanno detto NO alla guerra in Afganistan prima, e contro quella all'Iraq
dopo, sono stato bollati dal nostro governo, e da buona parte della stampa
italiana, come violenti sovversivi, facinorosi, teste calde e cose pittoresche
di questo genere. Verrebbe da commuoversi per tanto spreco di fantasia e
raccapricci grammaticali nel descrivere i comportamenti audaci dei propri
cittadini, ma sorvoliamo.
"L'architettura geopolitica mondiale ha al suo
vertice un'unica iper-potenza: gli Stati uniti, i quali dispongono di una forza
militare ineguagliata (come si autodefiniscono gli americani) e non esiteranno
ad agire soli, se necessario, per esercitare il [loro, N.d.R.] diritto
all'autodifesa, mediante azioni preventive. Una volta identificata una minaccia
imminente, l'America interverrà prima ancora che la minaccia si concretizzi.
Ecco: l'autodifesa preventiva era stata vietata nel 1648, in un trattato
internazionale, detto "di Westfalia". Poi nel 1941 arrivò Hitler e con quel
trattato si pulì gli stivali (e poi tutti sappiamo cosa accadde, anche col
Giappone, Pearl Harbor etc?). Non si può fare la guerra ad uno Stato che non ha
attaccato, ma che forse, in un futuro, potrebbe divenire offensivo. Non si può
attaccare sulla base di "supposizioni", di "previsioni", di "pareri militari
personali preventivi". Questa non è "autodifesa". Fino a prova contraria è
"attacco".
Quello che Hitler fece col trattato di Westfalia, Bush l'ha fatto col
trattato di rispetto e collaborazione che sigla l'ONU. Il Mondo ha volutamente
piegato la testa al signore del petrolio, al texano dalla faccia di gomma.
"Nessuno infatti ignora che al di là degli argomenti avanzati, uno dei
principali obiettivi della guerra annunciata contro l'Iraq è effettivamente il
petrolio."
Come dire: tutti sanno, nessuno dice. Forse è vero dire anche che
tutti alla fine, dopo le bombe e dopo l'arroganza, mangeranno una fettina di
quella torta. Sarà dunque un banchetto nuziale, tra gli States e il resto del
Mondo, o più precisamente sarà la funerea capitolazione della democrazia sulla
Terra? "Può l'Europa opporsi" a questa sciagura? Ramonet sostiene di sì,
solo però se l'UE sarà capace di ricordarsi che all'interno di NATO e ONU gli
Stati sono "partner" e non "vassalli". Qui occorrerebbe il fido
Zanichelli...
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