25.02.06
Rita Borsellino, Presidente
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Questa lettera è stata mandata da Rita Borsellino a Beppe Grillo per spiegargli le motivazioni della sua condidatura a Presidente della Regione Sicilia.
“Caro Beppe,
mi hai chiesto di raccontarti la storia della mia candidatura e della campagna elettorale per la presidenza della Regione in Sicilia. Sono lieta del tuo interesse e dell’opportunità che mi offri per spiegare quanto sta accadendo in questi mesi. Già con le primarie si è creata attorno al mio nome e alla mia candidatura una mobilitazione come non se ne vedevano da tempo in Sicilia. Una partecipazione popolare che ha portato alla nascita di oltre 250 comitati spontanei in tutta l’isola. Dentro le fabbriche, dentro le università, nei cantieri navali, nelle grandi città e nei piccoli centri.
E persino negli uffici della Regione dove il padrone di casa resta il governatore Cuffaro (probabile capolista al Senato per l’Udc e ricandidato dalla Casa delle Libertà anche alla presidenza della Regione nonostante sia stato rinviato a giudizio per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra).
Perché ho deciso di candidarmi? Perché l’entusiasmo mostrato dalla gente alle primarie nazionali in Sicilia mi ha fatto capire che nell’aria c’era voglia di cambiamento. E che dopo tanti anni di impegno in politica dentro il mondo dell’associazionismo, forse era giunto il momento di fare un passo in più. Così, davanti alle difficoltà del centrosinistra di trovare un candidato unitario per la presidenza della Regione, ho voluto mettere a disposizione la mia storia. Vedi, quello che è successo dopo è stato un entusiasmo crescente. Dopo molto, molto tempo, in Sicilia partiti e società civile organizzata sono tornati a confrontarsi ed ora sono seduti allo stesso tavolo per scrivere il programma.
Già il programma, anche per questo abbiamo scelto un metodo nuovo: lo abbiamo chiamato “cantiere”. E di cantieri ne abbiamo avviati 15 sui temi più disparati: dalla sanità e il welfare alle politiche del lavoro, ai migranti.
Un po’ come tu fai accogliendo proposte su singoli temi nel tuo blog. Ai cantieri partecipano sindacati, esperti, associazioni e gli stessi comitati. E’ un percorso di programma partecipato che non ha precedenti. E che non si fermerà fino alle elezioni, perché i risultati di questi 15 cantieri saranno poi presentati nei Comuni, in quelli che abbiamo chiamato “cantieri comunali”. Nel frattempo io continuerò a fare quello che ho sempre fatto dal ‘92 ad oggi: ascoltare e confrontarmi con la gente. Durante le primarie ho detto che in campagna elettorale avrei cercato di raggiungere il maggior numero di comuni dell’isola. E a quella promessa voglio tenere fede.
Convinta come sono che stavolta, si può cambiare. Davvero.
Ciao e grazie,
Rita Borsellino”
24.02.06
I programmi, e poi?
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Ricevo da InOpera un commento relativo al post sul programma dell'Unione che ripropongo per intero perché lo ritengo meritevole di maggiore visibilità.
Il mio contratto di lavoro dura poco meno di una busta di latte a lunga conservazione. Ad essere ottimisti però, possiamo metterlo in frigo e magari farci un'altra settimana.
Certo, la globalizzazione ha i suoi lati negativi, ma nel complesso è una gran cosa. Si può essere disoccupati a tempo determinato. Oggi si, domani no.
Si può anche cambiare lavoro, evitando l'alienazione del posto fisso e poi si conoscono un sacco di nuove persone e si guadagna in tempo libero.
Se però, tutto ciò non convince, il prossimo 9 Aprile ci sono le elezioni, dove si potrà scegliere tra la Chiesa delle Libertà oppure l'Unione di Ruini.
Un po' come quando doniamo l'8 per 1000, dove l'ampia scelta è tra la Chiesa Cattolica, quella religione la cui sede centrale è a Roma oppure Pizza S.Pietro 1A.
Potremo decidere così, tra un leader di quasi 70 anni ed uno di 70. Tra una coalizione che vuole la TAV ed una che la vuole e punto.
Tra chi vuole la guerra in Iraq e chi invece deciderà di volerla fino a che i tempi tecnici lo riterranno opportuno. Se finanziare le scuole private oppure pagare le pubbliche quanto le private.
Cosa fondamentale, potremo scegliere tra la mobilità del lavoro od il lavoro a tempo determinato.
Su questo punto io opterei per un contratto a minutaggio o in alternativa proporrei di sostenere l'idea del contratto a numeri dispari, con la sola esclusione del 17, tramutato per decreto legge in 16+1.
Soprattutto, capiremo se i sondaggi americani sono più attendibili di quelli italiani e di quanto. Perchè non si è più militanti di qualche cosa, appartenenti ad una classe sociale piuttosto che ad un'altra o più semplicemente cittadini di uno Stato, no.
Ci siamo tramutati nello share di un programma, nel 15% di un sondaggio o nel "sono molto d'accordo" di una opinione.
Ma anche come numeri di sondaggio, c'è sempre quel 2% dei "non so - non risponde - non hanno ancora deciso" puntualmente bistrattati, non commentati, lasciati al loro destino, che ci riporta alla realtà delle minoranze non protette, non ascoltate, troppo spesso manganellate.
In questo futuro fatto di numeri, scadenze trimestrali ed aut aut, sento sempre di più il bisogno di entrar a far parte di quel 2% della nazione e tornare a dubitare un pochino, che le troppe certezze, ultimamente, mi hanno appiattito la vita.
21.02.06
Embrioni nella spazzatura? Nò, salvino milioni di vite umane
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di Luca Coscioni
Nel giorno in cui è stato annunciato il decesso di Luca Coscioni lo ricordiamo leggendo le sue parole tratte da Virusilonlinegiornale.it
Fare politica, quando ci si trova su di una sedia a rotelle è molto difficile.
Può sembrare addirittura impossibile, se per comunicare si è anche costretti, come nel mio caso, ad utilizzare un sintetizzatore vocale ed un computer portatile. Tuttavia, sono convinto che la forza delle idee, alla fine, è sempre vincente e, soprattutto, inarrestabile. La battaglia radicale per la libertà di ricerca scientifica, alla quale sto dando corpo e voce con Emma Bonino e Marco Pannella è per tutto questo. Le cellule staminali sono cellule ancora indifferenziate, caratteristiche degli embrioni, ma presenti in quantità limitata anche negli organi adulti. Per ragioni non ancora note, le cellule staminali, una volta inserite, ad esempio, nel sistema nervoso, sono irresistibilmente attratte dai punti, come le aree di lesioni o di degenerazione, aree nelle quali c'è più bisogno di loro. Una volta arrivate a destinazione, tali cellule indifferenziate si trasformano in neuroni in grado di sostituire o riparare quelli distrutti o danneggiati. Secondo il Rapporto Dulbecco, premio Nobel per la medicina, sulle cellule staminali (il documento che contiene le raccomandazioni dei 25 Saggi incaricati dal Ministro della Sanità di fare chiarezza sulla materia) sono 10 milioni gli italiani, colpiti da varie patologie, che potrebbero guarire, se curati con terapie basate su tali cellule.
In Italia, purtroppo, tale possibilità di cura sembra essere preclusa a questi 10 milioni di concittadini per l'ingerenza della Chiesa cattolica notoriamente contraria all'utilizzo di cellule staminali prelevate dagli embrioni sovrannumerari. Tali embrioni, congelati e conservati sotto azoto, sono lo scarto dei programmi di fecondazione assistita: si tratta di embrioni destinati a finire nella spazzatura che se venissero invece utilizzati potrebbero salvare la vita a milioni di persone. La portata delle nuove terapie cellulari fondate sulle cellule staminali può essere considerata epocale, equivalente all introduzione degli antibiotici nella storia della medicina. Mentre, 6 mesi fa, Stati Uniti e Gran Bretagna dicevano sì alla clonazione terapeutica, oggi in Italia stiamo ancora discutendo se sia etico o meno utilizzare degli embrioni congelati, prossimi alla scadenza, se non già inutilizzabili. Questi 6 mesi di ritardo avranno un solo significato: centinaia di migliaia di morti che potevano essere evitate.
E' per questo che ho deciso di rompere, con la mia presenza fisica e con il mio sintetizzatore vocale, la congiura del silenzio che la Casa delle Libertà e l'Ulivo, Rutelli e Berlusconi, hanno ordito ai danni dei 10 milioni di italiani, affetti da malattie cronico-degenerative, che potrebbero essere curate con la clonazione terapeutica.
Questa battaglia ci consentirà di tornare in parlamento con un gruppo di deputati e senatori radicali cocciuti e determinati.
Certo, il traguardo è ambizioso ed è per questo che invito i cittadini italiani a sostenere e a votare le liste e i candidati radicali.
Si tratta di liste e di candidati autonomi rispetto ai due poli. Io sono candidato alla Camera dei deputati sia nel maggioritario, nel Collegio numero 7, Orvieto, che nel proporzionale, Circoscrizione Umbria. Inoltre, sono anche capolista, questa volta davanti a Marco Pannella, in altre due regioni, Lazio ed Emilia Romagna. La battaglia che stiamo combattendo è tesa, fra le altre cose, a dotare il nostro paese di una legge sulla clonazione terapeutica. Abbiamo anche predisposto, con Emma Bonino e Cinzia Caporale, una proposta di legge di iniziativa popolare per l'utilizzo di cellule staminali per finalità terapeutiche. La presenza di una pattuglia radicale nel prossimo Parlamento è la sola garanzia, per milioni di concittadini, che una legge sulla clonazione terapeutica venga discussa senza pregiudiziali di ordine etico o religioso.
Concludo, lanciando un appello.
Di non cedere alla tentazione di votare l'Ulivo perché si è contro i fascisti. Oppure, che è poi la stessa cosa, di votare la Casa delle Libertà perché si è contro i comunisti. Ma, per una volta, di votare per e non contro: per la libertà di ricerca scientifica, per la libertà di scienza, per la libertà. Insomma, di votare la Lista Emma Bonino.
11.02.06
Il programma dell'Unione
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Mentre Ciampi ha firmava oggi il decreto di fine legislatura, con il voto il 9 e 10 aprile, Prodi presentava il programma dell'Unione.
Qui potete leggere il Pdf (640 kb circa).
Il programma. "Oggi presentiamo un grande progetto per il governo dell'Italia, 'Per il bene dell'Italia', come abbiamo voluto intitolarlo. Ed è un impegno vincolante per tutti noi. L'impegno di governare assieme per 5 anni", ha detto Prodi aprendo il suo discorso alla convention.
Un solo candidato. "A differenza della destra, noi ci presentiamo alle elezioni del 9 aprile con un candidato alla guida del governo che i partiti dell'alleanza e 4 milioni e 300 mila elettori hanno concordemente designato. Un candidato, non tre". "A differenza della destra - ha continuato Prodi - noi ci presentiamo alle elezioni con un programma di governo che oggi sottoscriviamo e a cui ci riteniamo vincolati. L'elettore che vota per le liste della destra non sa, in caso di vittoria, chi avrà il compito di guidare il governo".
La guerra in Iraq. "Consideriamo la guerra in Iraq e l'occupazione un grave errore. Essa non ha risolto, anzi ha complicato il problema della sicurezza". Ha sottolineato Prodi spiegando che "se vinceremo le elezioni, immediatamente proporremo al Parlamento il conseguente ritiro dei nostri soldati nei tempi tecnici necessari, definendone, anche in consultazione con le autorità irachene, le modalità affinchè le condizioni di sicurezza siano garantite".
Berlusconi disturbato dal rosso Ferrari. "C'è oggi chi, non possedendo altri argomenti per mancanza di risultati, cerca disperatamente di dipingere un'Italia divisa dall'ideologia. C'è chi si diletta nell'esercitare una strategia di comunicazione molto sofisticata: un secchio di sterco la mattina e uno la sera addosso agli avversari e a dipingere tutta l'Italia di rosso. Ormai lo disturba anche vedere passare una Ferrari".
Ridurre tasse sul lavoro. "Come primo provvedimento noi intendiamo ridurre sensibilmente l'eccessivo carico contributivo sul lavoro dipendente, in una misura che ho già avuto l'occasione di quantificare in cinque punti nel primo anno di legislatura". Romano Prodi è tornato così ad assicurare che il governo del centrosinistra abbasserà di cinque punti il cuneo fiscale.
Cambiare la legge Moratti. "E' chiaro che la riforma della scuola, attuata nella legislatura che si chiude, in alcuni dei suoi aspetti andrà radicalmente cambiata". Il leader del centrosinistra ha assicurato che il suo governo punterà fortissimo su scuola e formazione.
Istituzioni come merce di scambio. Con la modifica della legge elettorale e della seconda parte della Carta, la Cdl ha usato "la Costituzione e le istituzioni come merce di scambio per tenere insieme una coalizione politica ormai priva di ogni collante ideale e progetto politico".
Un governo per tutti. "Gli elettori sanno che il nostro governo starà sempre dalla parte dei cittadini. Non sarà un governo per pochi, ma per tutti. Non farà gli interessi di pochi, e tanto meno di uno solo, ma gli interessi di tutti. Questa è la prima enorme differenza tra noi e la destra".
Lotta all'evasione fiscale. "Lanceremo una lotta feroce all' evasione fiscale, che in Italia, sotto l'occhio indifferente del Governo della destra, ha raggiunto livelli che non si riscontrano in nessun paese civile".
Raddoppiare gli asili. "Ci proponiamo l'obiettivo di raddoppiare nell'arco della prossima legislatura il numero degli asili nido e istituiremo un fondo di garanzia per i mutui alle giovani coppie".
Unioni di fatto. "Sulla famiglia, il governo della destra ha fatto molta retorica, ha speso molte parole e mena scandalo per il nostro proposito di regolamentare in maniera civile le unioni di fatto, ma il vero scandalo è l'assenza di una politica efficace e ad ampio raggio di sostegno alla famiglia, così come è definita dalla nostra Costituzione".
Investire sulla famiglia. "Noi, il governo di centrosinistra, investiamo sulla famiglia, investiamo sul suo futuro: perché investiamo sul futuro dell' Italia", ha detto Prodi sottolineando che c'è la volontà di "agire su due livelli: dare maggiore potere d'acquisto ai nuclei familiari e servizi liberati dal peso e dalle incrostazioni dei monopoli e quindi meno cari".
Reddito ai bambini. Il Professore ha parlato della volontà di intervenire "per un fisco amico delle famiglie". Quindi "riconoscendo il valore sociale della maternità e della paternità, dotando ogni bambino di un reddito che aiuti la famiglia, fino al raggiungimento della maggiore età e tenga presente le esigenze delle famiglie numerose".
Le donne. Prodi ha sottolineato che ci saranno interventi anche in favore delle donne "per le quali esercitare il diritto alla maternità significa in molti casi rinunciare a quello del lavoro. Non stupisce - ragiona Prodi - che il tasso di fertilità nel nostro paese sia il più basso d'Europa e che la denatalità sia divenuta un fenomeno allarmante, con il risultato che siamo anche il paese più vecchio".
La casa. Quindi, sostegno alle famiglie anche per quanto riguarda la casa: "Vogliamo rendere più trasparente - spiega - il mercato delle locazioni, utilizzando la leva fiscale per scoraggiare il 'nero' e per ridurre il carico fiscale sugli affitti e aiutare le giovani coppie ad acquistare la casa istituendo un fondo di garanzia pubblico per la concessione di mutui da parte del sistema bancario".
La passeggiata. Dopo aver terminato la presentazione del programma Romano Prodi è tornato negli uffici di piazza Santi Apostoli a piedi. Accompagnato da una folla di gente che lo applaudiva il professore si è incamminato per via Nazionale tra gli applausi, qualcuno gli grida: "Professore andiamo direttamente a Palazzo Chigi". E ai cronisti che che gli chiedono se ha sentito una battuta gridata da un militante dell'Unione dalla platea del teatro Eliseo: "Manda Berlusconi-Napolenone a Sant'Elena", il Professore spiega: "Onestamente non l'ho sentita. Ma prima di Sant'Elena c'è Waterloo".
(da la Repubblica.it di oggi)
Tutankhamòn è alle Porte
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di Giuliana D'Olcese
Mortadella avverte: Se vince la destra i Nazisti razzisti sono alle Porte. Saremo governati dal Totalitarismo!
Napoleone sentenzia: Se vince la sinistra i cavalli comunisti si abbevereranno alle Fontane di San Pietro!
Gli elettori prevedono: Che vinca la destra o la sinistra la maledizione di Tutankhamòn è assicurata.
L'abbiamo capito. Delle due l'una. La campagna elettorale ha le sue "esigenze" quindi per due mesi ci dobbiamo cuccare la messa di fronte alle nostre responsabilità: O ci cucchiamo i campi di sterminio ove sistemare signore abbronzate e transgenici arricchionati, o ci becchiamo i comunisti che abbeverano i cavalli alle Sacre Fontane di San Pietro. Tra cotanti sciagure una cosa però è certa: Sarà solo e sempre "lo Stato" (cioè noi contribuenti) a tirare fuori dalle già magrissime tasche quattromila miliardi l'anno per regalarlii al Vaticano. E' il Concordato bellezza! Punto. Allora, urge la Breccia di Porta Pia edizione 2006.
Venerdì sera sono ritornata ai bei tempi antichi. Alla trasmissione di Giuliano Ferrara, Otto e mezza la7tv, è resuscitato un mito:
La Grande Signora napoletana. Devo dire che la bellezza muliebre ed interiore di Miss-Mister-Miss Luxuria le ho trovate degne di una Emma Hamilton, di una Contessa Caracciolo mentre intelligenza e buonsenso, dispensate con raro naturale aristocratico
hunderstatement, e una grazia, una modestia, una fierezza naturale, sono degne di una Vittoria Colonna.
Doti mai riscontrate nelle nostre agitate frustrate onorevolesse. Le quotiste rosa.
Quello sguardo partenopeo di Vladimìr Luxuria lo conosco bene. E' l'anima storica della forza napoletana, oppressa ma tollerante, che si offre senza protervia ma con pacata ed elegante sicurezza. E quella sicurezza sta tutta nella gente che ne ha viste e subite, e continua a subirne, di tutti i colori. Gente che sa aspettare e, quando arriva la sua ora, e la sua era, si presenta all'appuntamento con la Storia con un consapevole dolce sorriso, una sicura pacata costruttività ed una generosa disponibilità mai rissaiola. Mai esibizionista, mai sciocca, mai presuntuosa. Una grazia infinita. Luxuria. Che conquista. Luxuria è il grande auspicio a che questa falsa morale, che la politica italiota di destra e di sinistra avvinta nella maledizione del Pacs di Tutankhamòn ci ammannisce non sapendo di che altro parlarci. Di che appassionarci. Di cosa offrirci.
E' il Pacs di Tutankhamòn che destra e sinistra si sono spartito infilandoci, come ci hanno cinicamente infilato, nel Sarcofago della maledizione della mummia dell'euro, della mala giustizia e della falsa morale.
E' l'Impero dei Tutankhamòn bellezza!
Giuliana D'Olcese
06.02.06
Sharon, ci sono speranze?
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I medici ammettono ad un mese dal ricovero, che il premier israeliano Ariel Sharon resta in coma vegetativo e nulla lascia sperare che in futuro potrà riprendere conoscenza.
Sharon un mese fa è stato colpito da un'emorragia cerebrale. Alla clinica universitaria Hadassa dove Sharon è ricoverato dal 4 gennaio, le condizioni del premier continuano ad essere giudicate "gravi, ma stazionarie".
"L'età, i precedenti e la devastante emorragia non giocano a suo favore" ha detto Avraham Lazari, vicedirettore del centro di riabilitazione Rèut, "ovunque nel mondo si tende ad aspettare sei mesi per capire se il paziente possa o meno riprendere conoscenza".
Questo c'era scritto sul sito de
la Repubblica di oggi.
Ovviamente i medici sanno perfettamente che per lui è oramai finita. Amen.