E il 25 aprile non c’è l’amnistia?
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di Adriano Sofri
[Il Foglio del 19 aprile 2005]
Ho ascoltato – in parte, alla radio, come potevo – le riunioni svolte nel fine settimana a Roma e a Firenze fra addetti carcerari, detenuti ed ex detenuti, Pannella e i suoi compagni, operatori penitenziari, membri di associazioni e volontari, e naturalmente aderisco all’appello a incoraggiare con la propria testimonianza il dibattito convocato da Gaetano Pecorella mercoledì in Commissione Giustizia su amnistia e indulto.
Spero che la situazione del governo non pregiudichi ulteriormente il tentativo di discutere della situazione del carcere e delle leggi proposte – la ex Cirielli, con le sue conseguenze drammatiche sui recidivi, cioè soprattutto su quelli che il ministero riconosce come “morti di fame”, maggioranza fra i 58mila detenuti attuali; la legge Meduri, nella quale gli assistenti sociali e i centri per adulti denunciano una liquidazione del loro impegno – che vanno nella direzione opposta al riequilibrio dell’affanno penitenziario.
Né si sono visti passi concreti quanto alla riforma del codice penale. Voglio aggiungere un dettaglio sull’ “indultino”, del quale tutti ormai riconoscono l’irrilevanza. Secondo il dato ufficiale esso ha portato fuori dal carcere oltre 5.000 persone. Dato ingannevolissimo: l’indultino si applica a chi ha una pena residua inferiore ai due anni, e nei quasi due anni che ci separano dal suo varo una buona quota dei suoi beneficiari sarebbero usciti lo stesso. Intanto Marco Pannella ha annunciato per mercoledì la ripresa dello sciopero della fame. Rinuncio a esprimere le preoccupazioni per un simile maltrattamento del proprio corpo, cioè di sé. Marco mi ha interpellato su una serie di temi e proverò, nei limiti stretti della mia condizione, a rispondergli.
Intanto devo inventare ogni giorno modi di rispondere alle domande di molti dei miei vicini di casa. Hanno chiesto con insistenza: “Ma quando muore il Papa non c’è l’amnistia?”. Ora cominciano a smettere. Ora cominciano a chiedere: “Ma quando nominano un nuovo Papa non c’è l’amnistia?”. Ieri Jamel, che è marocchino e ha saputo delle migliaia di suoi connazionali amnistiati in patria, dopo che gli avevo spiegato perché il 25 aprile è festa, la Liberazione eccetera, mi ha chiesto: “E il 25 aprile non c’è l’amnistia?”.
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