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Archivio Aprile 2003 - 1
[Martedì, 15 Aprile 2003 ]
Cuba ha distrutto le mie speranze
di José Saramago*
Io arrivo fin qui. D'ora in avanti Cuba andrà per la sua
strada, io mi fermo qui. Dissentire è un diritto che si
trova e si troverà sempre scritto con inchiostro invisibile in tutte le dichiarazioni dei diritti umani, passate,
presenti e future. Dissentire è un atto di coscienza irrinunciabile; Può darsi che dissentire porti al tradimento, ma
questo deve sempre essere dimostrato con prove inconfutabili.
Non credo che si sia agito senza lasciare spazio a
dubbi, nel recente processo dal quale i cubani dissidenti sono usati condannati a
pene sproporzionate. E non si capisce
perché, se cospirazione vi è stata,
non sia stato espulso l'addetto alla
Sezione degli Interessi Ue all'Avana, l'altra parte della cospirazione.
Adesso arrivano le fucilazioni. Sequestrare una nave o un aereo è un
crimine severamente punito in
qualsiasi Paese del mondo, ma non
si condannano a morte i sequestratori, soprattutto tenendo conto che
non vi furono vittime. Cuba non ha
vinto nessuna battaglia eroica fucilando questi tre uomini, però si è
persa la mia fiducia, ha distrutto le
mie speranze, ha defraudato le mie
illusioni. Io mi fermo qui.
[*Premio Nobel
per la Letteratura
Copyright Saramago-El Pais - da Il Giornale del 15/4/2003]
Saramago ha riconosciuto il nuovo Stalin
di Valerio Riva*
«Resterò fino alla fine dei miei giorni un comunista,
ma non mi parlate di stalinismo: l'ho sempre condannato». Così José Saramago rispose ai
giornalisti che a Stoccolma lo intervistavano subito dopo
l'assegnazione del premio Nobel per la letteratura, nel
1998. Nella breve lettera che pubblichiamo qui a lato Saramago chiude il cerchio:
Fidel Castro è il nuovo Stalin. Ma forse è anche peggio, per ingiustificata ferocia.
L'episodio infatti a cui Saramago si riferisce - la fucilazione, avvenuta il 10
aprile dopo un processo sommario, di tre ragazzi, Jorge
Luis Martinez, Lorenzo Enrique Gabello Castillo e Barbaro Leodan Cevilla Garcia, colpevoli di aver tentato,
senza riuscirci, insieme con altri cinque uomini e tre
donne, di sequestrare il traghetto Baraguà per fuggire in
Florida - ha sollevato un'ondata di raccapriccio non solo nel mondo,
ma nella stessa Cuba.
Le madri e le mogli
dei fucilati, quando si sono presentate tutte vestite di
bianco, l'altro ieri, alla messa della domenica delle Palme nella chiesa
di Santa Rita all'Avana, sono state accolte da uno scrosciante applauso della grande folla che vi
si era radunata. Non era la prima volta che il traghetto Baraguà, che
collega da sempre attraverso un breve specchio d'acqua
L'Avana Vecchia con il popolare quartiere di Regia, subiva
un tentativo di sequestro. C'erano state, in altri casi,
anche sparatorie e feriti. Quest'ultimo, durato pochi minuti,
non aveva fatto nessuna vittima, seppur lieve.
Niente giustificava dunque il plotone d'esecuzione. Se non, la paura di Fidel Castro di far la fine del suo amico
Saddam Hussein.
[da Il Giornale del 15/4/2003]
Piccola postilla: Saramago rivendica il diritto a
dissentire stigmatizzando un'assurda condanna a morte. Valerio Riva cosa
propone? L'invasione di Cuba? (P.B)
[ Lunedì, 14 Aprile 2003 ]
Recinti di chiusura, finestre di possibilità
di Naomi Klein*
Quella che segue è la Prefazione al libro di Naomi Klein
Questo non è un seguito di No Logo, il libro sulla nascita dell'attivismo contro le multinazionali che ho scritto tra il
1995 e il 1999.
Quello era un progetto di ricerca a tesi; Recinti e finestre è una raccolta di dispacci dalle prime linee di una battaglia esplosa proprio nei
giorni in cui veniva pubblicato No Logo. Il libro era in stampa quando i movimenti in gran parte sotterranei che raccontava si sono
imposti all'attenzione dell'opinione pubblica del mondo industrializzato, soprattutto dopo
le proteste dei novembre 1999, a Seattle,
contro l'Organizzazione mondiale del commercio (Wto). Da un giorno all'altro mi sono ritrovata catapultata nei bei mezzo di un dibattito
internazionale sull'interrogativo più urgente dei nostro tempo: quali
valori governeranno l'era globale?
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[*Da: Recinti e finestre - di Naomi Klein - a cura
di Debra Ann Levy - Ed. Baldini&Castoldi
- pagg. 250 - euro 15,80 - ISBN 88-8490-298-3]
[ Domenica, 13 Aprile 2003 ]
Può l'idrogeno sostituire il petrolio?
di Vincenzo
Naso*
Automobili, autobus, stazioni di servizio, esperimenti e
un'intera nazione, l'islanda, cge decide di usare solo idrogeno, che sarà
prodotto con fonti rinnovabili. LA ricerca dell'alternativa al petrolio è in
piena corsa, con molti problemi e dubbi. Ma è, probabilmente, una strada
obbligata. Perché il petrolio finirà e perché è troppo costoso fare le
guerre per accaparrarselo. E se fosse la risposta alla domanda: cosa c'è per
il sud, dopo lo «sviluppo»?
ALZI LA MANO chi non ha sentito, letto o visto qualcosa sull'idrogeno,
negli ultimi sei mesi. La «moda dell'idrogeno» è ormai scoppiata, e non è agevole
orientarsi tra gli argomenti addotti dai favorevoli [spesso approssimativi o imprecisi] e
quelli branditi dagli assolutamente contrari [quelli in buona fede, che non hanno trovato
il bandolo, e quelli in mala fede, che non vogliono sia intrapresa la nuova strada per
interessi di bottega].
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[*Da: Carta - cantieri
sociali - n°13/2003]
Palermo, 30-31 maggio 2003
Il sole del Mediterraneo. Energia nuova e pace
per i popoli del nord e del sud
Il Cepes e la Fiom siciliana, in collaborazione con l'Arci, Attac-Sicilia,
la Camera del Lavoro di Palermo, il Centro Studi Mediterranei, il Ciss, i Cobas,
il Forum Ambientalista, Legambiente e i No Global di Palermo e Catania,
promuovono per il 30 e 31 maggio 2003 un incontro dal titolo: "Il sole del
Mediterraneo - Energia nuova e pace per i popoli del nord e del sud".
Questo incontro segue quello organizzato il 4 e 5 novembre 2002 che ha
affrontato il tema del rapporto tra l'Europa e il Mediterraneo in vista del
Social Forum Europeo di Firenze per sottolineare l'esigenza di non limitare la
sfera d'azione dell'Unione Europea anche allargata ma di considerare l'esigenza
di costruire una comunità dei popoli dell'Europa e del Mediterraneo per un mare
di pace, senza guerre, senza armi, senza dominazioni. Questa esigenza fu
condivisa e sottolineata dai molti rappresentanti intervenuti dei paesi del
Mediterraneo: Algeria, Marocco,Tunisia, Spagna, Israele, Palestina, Francia,
ecc.
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Per informazioni:
Cepes - Centro Studi di Politica Economica in Sicilia
via P.pe di Scordia
87 - 90139 Palermo
tel. 091-328666 - fax 091-588640
e-mail: cscepes@tiscali.it
www.notcepes.net
Appunti sull'idrogeno
Dall'Archivio degli interventi:
Parte 1
- Parte 2
Articolo
«Le Scienze» nov.2002
L'Opinione: Fuel
cell, tecnologia mobile
di Franco Carlini
Skateboard all'idrogeno
di Barbara Roncarolo
La crescita senza fine scivola sul petrolio
(fonte: Il Manifesto - 2/1/2003)
di Francesco Piccioni
Auto: i problemi energetici dei motori alternativi
(fonte: Il Manifesto -
2/1/2003)
di Francesco Piccioni
Articoli sull'idrogeno
su BlogOltreArchivio
[ Venerdì, 11 Aprile 2003 ]
Dopo le bombe
di Naomi Klein*
IL 6 APRILE IL VICESEGRETARIO ALLA DIFESA PAUL
Wolfowitz è stato esplicito: non ci sarà nessun ruolo per
le Nazioni Unite nel prossimo governo provvisorio iracheno. Il regime gestito dagli Stati Uniti durerà
almeno sei mesi, "probabilmente più a lungo". E quando i cittadini iracheni potranno finalmente dire la loro sulla
scelta di un governo, le decisioni economiche fondamentali per il futuro del paese saranno già state prese dai loro
occupanti. "Ci dev'essere un'amministrazione efficiente sin dal
primo giorno", ha detto Wolfowitz.
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Naomi Kelin è una giornalista canadese. E' autrice di No Logo e Recinti e
finestre.
[*Da: Internazionale
- n°483/2003]
[ Giovedì , 10 Aprile 2003 ]
Errata Corrige
Il 20 Febbraio ho riportato su noblogo (blog nel
frattempo da me chiuso) un articolo
del il manifesto, dal titolo
"Il ponte di carta", in cui si citavano alcune persone. Una di
queste ha chiesto di rettificare quanto riportato nel suddetto
articolo. Eccovi la sua precisazione:
Leggo
il Vostro report da un articolo de Il Manifesto del 20.02.2003 e devo
precisare di non essere geologo, ma architetto, docente di Valutazione dei
Progetti presso la Facoltà di Architettura “L.Quaroni” all’Università
degli Studi di Roma “La Sapienza”.
Cordialmente,
Prof.
Arch. Gian Carlo Presicci
[ Mercoledì, 9 Aprile 2003 ]
*Strelnik: La violenza mi fa cagare
Intervista di Pietro B.
Il tuo blog inizia, nella notte dei tempi
del novembre 2001, con una "rimozione". Per chi ti legge oggi,
nemmeno un riassunto delle puntate precedenti?
S'è trattato, a dirla in modo spiccio, d'un periodo di merda.
Quella
nerissima che arriva a ondate irregolari ma talmente potenti da sbatterti a
terra.
Novembre e dicembre son state le cronache di quelle mareggiate:i primi
due mesi di blog son stati parole che mi ferivano soltanto a pensarle,
riflessioni lucide o sconclusionate, argomentate come una tesi o solitarie come
aforismi, bestemmie e suoni inarticolati e sputi e cazzotti che buttavo sulla
pagina quasi a liberarmi.
Il tutto dovuto a tre defezioni a catena chè da
agosto a ottobre ho subìto, in vario modo:
mia nonna -che è morta, la mia
ragazza -che m'ha lasciato dopo 5 anni, e il lavoro.
Poi il periodaccio è
passato ma quei post lì non ce la facevo proprio a tenerli.
Chè, se da un
punto di vista psicologico, spero d'aver elaborato i lutti, da quello "binario",
ho voluto rimuovere e basta.
E forse proprio il rimuovere quei files lì
-definitivamente (non c'ho nemmeno una copia di back-up) m'ha aiutato
psichicamente.
Sì, il blog è nato da un periodo bruttissimo, tanto che è da
quel momento lì che son affezionato a alcuni aforismi di Cioran, nerissimi
-che
cito come un bischero ancora oggi per farmi coraggio e fare un po' lo
sbruffone; per esempio:
"Si vive nel falso fino a che non si è sofferto. Ma
quando si comincia a soffrire, si entra nel vero soltanto per rimpiangere il
falso."
Madonna, cominciamo bene.... ;-)
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[ Martedì, 8 Aprile 2003 ]
Si è già parlato in BlogOltre della Nuova Medicina del dott.
Hamer. Adesso mi arriva la preghiera dalla segreteria
del suo "discepolo" italiano, il dott. Samorindo Peci, di
rilanciare il programma di corsi organizzati in giro per l'Italia. Chi fosse interessato può
scaricarsi da
qui il programma completo (formato word, 20Kb).
Il no di Putin
di K.S. Karol*
Nessuno si aspettava una presa di posizione così energica da parte della Russia, ma è Vladimir Putin che
ha condannato con maggior violenza la guerra americana in Iraq. A suo avviso l'Iraq, sfinito da un'altra
guerra e dalle sanzioni, non è in grado di minacciare nessuno, è troppo debole. Attaccandolo,
e senza una risoluzione delle Nazioni Unite, si consacra il principio che il
più forte ha sempre ragione, e in un mondo dove la forza
decide più della legge nessun paese sovrano può sentirsi
in sicurezza.
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[*Da: la
rivista del manifesto - n°38 - aprile 2003]
Una voce europea a favore della guerra
di Adam Michnik*
[Titolo riportato su Repubblica "Noi traditori
dell'Europa"]
Il giornale tedesco Die Tageszeitung ha scritto che Vaclav Havel,
Adam Michnik e György Konrad, considerati in passato
in Occidente simboli di moralità, sono oggi degli apologeti
degli Stati Uniti. Il giornale tedesco ha parlato di tradimento. I nostri cognomi furono menzionati
insieme, per la prima volta, più di vent'anni fa da Timothy Garton Ash, quando Havel e io
eravamo in carcere e Konrad non poteva pubblicare in Ungheria a causa della censura.
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[*Da: la Repubblica - 8/4/2003]
[ Lunedì, 7 Aprile 2003 ]
Rachel, che medicava la violenza
di
Adriano Sofri*
Le lettere della giovane americana uccisa
da un bulldozer israeliano nella striscia di Gaza.
Con il racconto del suo sforzo di «restare
umana anche nelle circostanze più terribili».
Rachel Corrie è la giovane americana, di Olympia, Washington, che lo scorso 16 marzo è stata schiacciata da
un bulldozer dell'esercito israeliano mentre cercava di
opporsi alla demolizione di una casa palestinese a Rafah,
nella striscia di Gaza. Aveva 23 anni ed era arrivata in Palestina da poche settimane, volontaria
dell'International solidarity movement. Dopo la sua morte la sua famiglia e gli
amici hanno pubblicato le lettere scritte dalla Palestina, circolate su internet e ripubblicate da vari giornali. Io le ho
lette su Vita, su Internazionale, sul Manifesto, e ne sono stato
così colpito che desidero parlarne a voi, che a vostra volta
potrete cercarle e leggerle.
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[*Da: Panorama - n°15/2003]
[ Domenica, 6 Aprile 2003 ]
Ma non è stato ancora provato che il conflitto sia giusto
di
Jefrey Sachs*
Le principali conseguenze
del conflitto in Irak non si vedranno sul campo di
battaglia, bensì dopo la guerra e dipenderanno
dalla capacita di George W. Bush e Tony Blair di giustificare la loro offensiva. Questa guerra
è scoppiata per una serie di ragioni dichiarate ufficialmente e e oggetto di infuocati
dibattiti in tutto il mondo. Se queste ragioni fossero
giustificate, questa guerra potrebbe portarci ad un
mondo più sicuro. Qualora, invece le
argomentazioni addotte da Bush e Blair si
dimostrassero errate, la guerra comporterebbe altra instabilità.
La seconda guerra del Golfo non è stata, e d'altra
parte non poteva esserlo; giustificata dinanzi
all'opinione pubblica di tutto il mondo
semplicemente considerando Saddam Hussein un
tiranno. La giustificazione, semmai, si è basata sul pericolo rappresentato dal regime di
Saddam. Bush e Blair hanno seguito quattro
ragionamenti logici.
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[*Da: Il Sole 24 Ore - 6/4/2003]
The PG-Rated War
di Joe Klein*
I AM LOOKING AT A PHOTO OF A DEAD AMERICAN, COURTESY OF al-Jazeera television network. The boy lies diagonally across the frame, his head in the lower-right-hand corner. His eyes are closed, and there is a bullet hole
the size of a half-dollar in his right temple; blood puddles beneath his head and soaks his T shirt. You will not see this photograph on American
television or in the pages of this magazine. When word came that al-Jazeera had broadcast this image and others like it, the official U.S. reaction was outrage. When similar photos of dead British soldiers were published, Tony Blair said, "To the families of the soldiers involved, it is
an act of cruelty beyond comprehension."
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[*Da: TIME - April 7, 2003 - Vol. 161, No. 14]
n.d.t. Le parole in azzurro sono state tradotte da me. Con la mia non perfetta conoscenza dell'inglese posso aver frainteso o stravolto il significato di qualche termine. Mi scuso di questo. La mia unica intenzione è quella di facilitare la lettura a chi non
conoscesse bene tale lingua.
[ Sabato, 5 Aprile 2003 ]
Lingue che muoiono
di W. Wayt Gibbs*
«Ovviamente dovremo ripensare seriamente
le nostre priorità, perché la linguistica non passi
alla storia come la sola scienza che abbia
assistito passivamente alla scomparsa
del 90 per cento del proprio campo di indagine.»
Michael Krauss
The World's Languages in Crisis [«Language», 1992]
Dieci anni or sono, Michael Krauss fece scorrer un brivido nella schiena ai linguisti, predicendo
che quasi la metà delle circa 6000 lingue parlalate
nel mondo avrebbe cessato di esistere in capo a un
secolo. Krauss, docente di linguistica all'Università
dell'Alaska a Fairbanks, ha fondato l'Alaska Native
Language Center per tentare di preservare le 20 lingue
presenti in quello Stato, di cui solo due erano ancora
insegnate ai bambini. Molte altre esistevano solo nella
memoria di pochi parlanti anziani; il resto stava rapidamente
uscendo dall'uso.
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Il destino delle lingue passa anche per l'Europa
di Guido Romeo*
La lingua non è solo il dono divino più prezioso, e amano
ripetere i linguisti. È anche il più fragile. Spesso si accosta
la diversità linguistica a quella biologica, cercando di
correlare varie dinamiche di differenziamento, o si
cerca di spiegare la diffusione e l'evoluzione di una
lingua con criteri biologici, fino a parlare di memi,
unità linguistiche che si comporterebbero come acidi
nucleici, frammenti di DNA o RNA in grado di
replicarsi e mutare, fino a generare nuove parole,
nuove varianti del parlato o vere e proprie lingue.
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[*Da: Le Scienze - n°416 - Aprile 2003]
Verità
di Andrea Csillaghy*
«La verità è di Dio,
non è dell'uomo.
Faremmo meglio a lasciarla
stare», dice
Miss Bordereau nel piacevolissimo
Carteggio Aspem, romanzo quasi
poliziesco di Henry James. E tale era
stata la tentazione iniziale di chi scrive
queste righe di fronte all'argomento
terribilmente ambizioso.
La verità, come il bene o la giustizia, è
uno dei pochi valori assoluti della
condizione umana, a qualunque
latitudine della terra, sotto qualunque
cielo. E qualunque discorso, promessa,
ragionamento o patto tra uomini vuoi
partire dalla verità. O arrivarci.
...leggi
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[*Da: Il Sole 24 Ore - Ventiquattro -
n°4/2003]
[ Sabato, 5 Aprile 2003 ]
Verità
di Andrea Csillaghy*
«La verità è di Dio,
non è dell'uomo.
Faremmo meglio a lasciarla
stare», dice
Miss Bordereau nel piacevolissimo
Carteggio Aspem, romanzo quasi
poliziesco di Henry James. E tale era
stata la tentazione iniziale di chi scrive
queste righe di fronte all'argomento
terribilmente ambizioso.
La verità, come il bene o la giustizia, è
uno dei pochi valori assoluti della
condizione umana, a qualunque
latitudine della terra, sotto qualunque
cielo. E qualunque discorso, promessa,
ragionamento o patto tra uomini vuoi
partire dalla verità. O arrivarci.
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[*Da: Il Sole 24 Ore - Ventiquattro -
n°4/2003]
[ Venerdì, 4 Aprile 2003 ]
Cara America
di Margaret Atwood*
Cara america, questa è una lettera difficile da scrivere perché non so
più chi sei. E forse in tanti abbiamo lo stesso problema. Credevo di
conoscerti: negli ultimi cinquantacinque anni eravamo diventate
abbastanza intime. Tu eri i fumetti di Topolino e Paperino che leggevo alla
fine degli anni quaranta. Eri le trasmissioni alla radio. Eri la musica che
cantavo e che ballavo: le Andrews Sisters, Ella Fitzgeraid, i Platters,
Elvis. Eri divertente da morire. Hai scritto alcuni dei miei libri preferiti.
Hai creato Huckleberry Finn e Beth e Jo di Piccole Donne, coraggiose
ciascuna a modo suo. Poi sei stata il mio amato Thoreau, padre dell'ambientalismo, testimone della coscienza individuale; e Walt Whitman,
cantore della grande repubblica; ed Emily Dickinson, custode dell'anima
privata.
...leggi
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[*Da: Internazionale
- n°482/2003]
[ Giovedì, 3 Aprile 2003 ]
Amore... chi era costui
di Beatrice Corato*
Qualcosa che all'improvviso
infiamma, esalta e fa sembrare il mondo alla rovescia.
Ti svegli al mattino e
t'accorgi che non sei più depresso. La notte non vorresti mai andare a dormire.
E neanche t'accorgi di non tirare più una sequela di bestemmie quando trilla il
telefono. L'amore, e il cielo di novembre impazzisce dei colori della primavera.
Esulta il creato, canta l'anima dentro di te...
Ma l'amore è anche dolore, è responsabilità, è un misurarsi continuo con se stessi e con l'altro. I toni
violenti sfumano nel cupore, i rossi diventano bordò scuro, gli azzurri blu notte. La curva Gauss, chi non l'ha studiata...
Sul tetto del mondo con la
persona amata, bisogna imparare a restarci. A coprirsi quando tirano i venti
pregni di tempesta e la neve diventa nemica trasformandosi in sassi di grandine
dura che fanno male, e dio sa se fanno male. Laggiù il precipizio. Andare
dove... un brivido di freddo e si precipita. Un passo sbagliato e la tragedia
travolge entrambi. L'amore lassù, alla curva Gauss, diventa un inferno. La
maledizione di dio.
...leggi
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[*Da: mariemarion.com
]
[ Mercoledì, 2 Aprile 2003 ]
Delirio di onnipotenza
di Arthur Schlesinger Jr.*
Siamo di nuovo in guerra: non a causa di un
attacco nemico, come per la seconda guerra mondiale, né per un escalation del
nostro intervento, come nella guerra del Vietnam, ma per una decisione
deliberata e premeditata del nostro governo. Ora che ci siamo imbarcati in
questa triste avventura, speriamo che il nostro intervento sia rapido e
decisivo e che la vittoria arrivi con il minor numero di vittime tra gli
americani, i britannici e i civili iracheni.
Certo, dobbiamo continuare a domandarci perché il nostro
governo abbia deciso di imporre questa guerra. E una decisione che riflette una svolta
catastrofica nella politica estera degli
Stati Uniti, una svolta che ha portato a
sostituire la dottrina strategica del
contenimento e della dissuasione, che ha condotto alla vittoria pacifica della
guerra fredda, con la dottrina Bush della
guerra preventiva. Il presidente ha adottato una politica di "autodifesa
preventiva" pericolosamente simile alla
politica adottata dal Giappone imperiale
a Pearl Harbor, una data che, come ha
detto un altro presidente degli Stati Uniti
prima di lui, vive nell'infamia.
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[*Da: l'Unità - 2/4/2003]
Il mondo è per strada. Diserta.
di Wu Ming*
C'È UN RISCHIO da sventare, mentre le
bombe cadono e i carri armati si fanno strada nel
deserto. C'è un esorcismo da fare. È forse un
imperativo psichico prima ancora che politico:
resistere al rinculo del peggio sulle nostre menti.
Evitare la depressione, la disperazione, lo
scoramento. Diffìcile, quanto imprescindibile.
Il più grande movimento d'opinione, di idee e di
corpi, della storia recente ha davanti a sé un
compito titanico, di cui finora si è dimostrato all'altezza al di là di ogni migliore aspettativa.
Deve continuare ad esserlo. La guerra che l'amministrazione Bush e i suoi alleati ci hanno
promesso, la guerra che hanno dichiarato al mondo,
alle istituzioni internazionali, al movimento dei
movimenti, non finisce in Iraq.
...leggi
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[*Da: Carta - cantieri
sociali - n°11/2003]
[ Martedì, 1° Aprile 2003 ]
Dalla guerra moderna alla guerra globale
di Danilo
Zolo*
Premessa
Siamo in presenza di un processo di transizione dalla «guerra moderna»
alla «guerra globale». Per «guerra moderna» intendo qui, sommariamente,
la guerra limitata dal diritto internazionale, caratteristica dello jus
publicum europaeum. All'espressione «guerra globale» attribuisco sia il
senso geopolitico di guerra despazializzata, sia il senso sistemico di
guerra egemonica, sia infine quello, propriamente normativo, di guerra
non limitata dal diritto e, perciò, illimitata.
Per cogliere il senso di questa profonda trasformazione è necessaria una
minima dilatazione analitica dell'arco temporale dell'ultimo decennio del
Novecento. Occorre anzitutto includervi la riflessione strategica che negli
Stati Uniti ha fatto prontamente seguito alla conclusione della guerra
fredda e al crollo dell'impero sovietico.
...leggi
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[*Da: Not in my name - Guerra e Diritto - a cura di
Linda Bimbi - Editori Riuniti - pagg. 240 - Euro 9,00 - ISBN 88-359-5392-8 ]